Steve Erickson.
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Arc d'X.
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Parte 1.
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Titolo originale: Arc d'X. 1993.
Traduzione di: Tommaso Pincio.
1999. Fanucci Editore, ROMA.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Arc d'X racconta le molte vite di Sally Hemmings, la schiava pi famosa della storia degli Stati Uniti, compagna del presidente Thomas Jefferson. Il flusso della narrazione crea un grande palcoscenico su cui si muovono personaggi storici e immaginari; qui le regole dello spazio e del tempo sono travolte, e una porta d'albergo nella Parigi del 1789 pu affacciare su Los Angeles, devastata dall'ultimo terremoto, oppure condurre nel cuore di Berlino, allo scoccare fatale dell'anno 2000.
In questo romanzo di spericolata inventiva Erickson cerca il senso ultimo della schiavit e della libert in un rapporto turbato e ossessivo con la memoria e la dimenticanza, nella storia e nel privato. Attraversando la rivoluzione francese, l'apocalisse temporale di fine millennio, l'America dei padri della repubblica, la societ poliziesca e sotterranea di una metropoli alla Blade Runner, la schiava Sally Hemmings riscrive la grammatica dell'amore e dell'odio, impersonando tutti i ruoli della sottomissione e del dominio.
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Una notte di aprile, quasi alla met del diciottesimo secolo, nella contea di Orange, colonia della Virginia, Jacob Pollroot sent che sapore aveva la propria morte un attimo prima di inghiottirla. Dispose perci di un attimo per sputarla e salvarsi. Questo attimo and perduto, non perch Jacob fosse uno stupido ma perch, essendo diventato un mostro di appetiti, si era ridotto a non sputare mai niente. Il sapore era dolce, maliziosamente familiare. Aveva gi avuto modo di sentirlo, in giovent, durante una delle sue campagne indiane o magari in una di quelle notti che passava in compagnia delle sue donne nere. Ma adesso gli rimase solo il tempo di alzare lo sguardo dallo stufato che gli era stato preparato per cena, fissare la casa intorno a lui e vedere, attraverso i vapori del veleno, la sua schiava Evelyn sulla porta della cucina.

Si port le mani alla gola. Il dolore cominci quasi immediatamente, part dal fondo dello stomaco per poi allargarsi in un circolo che spazi dagli intestini al cervello. Spinse via il tavolo e attravers la stanza arrancando; Evelyn guardava impassibile. Ges, mi hai ucciso, gemette Jacob e croll contro una parete di piatti. Per un po' rimase steso sul pavimento con il corpo che tremava. In seguito avrebbero detto che gli spaventosi rantoli emessi da quel corpo erano la dispersione di una vita inveterata che sfiatava da ogni orifizio.

Evelyn si avvicin. Rimase l, in piedi, abbastanza a lungo da contemplare, probabilmente, l'idea di assestargli un bel calcio. Guard i volti delle altre schiave che fissavano stupefatte la scena dalle finestre; Evelyn sapeva bene che non era semplicemente la morte di Jacob quella che stavano fissando, ma anche la sua.

Durante il processo venne fornito un resoconto dettagliato delle barbarie di Jacob. Ci furono testimonianze tanto sul costante avvilimento che Evelyn fu costretta a subire, quanto, pi in generale, sul trattamento crudele che Jacob era solito riservare ai suoi schiavi. Tutte queste cose vennero accertate non come ragioni che potessero giustificare l'omicidio ma piuttosto come prova che Evelyn aveva effettivamente commesso il fatto. Per parte sua, Evelyn non disse niente. Rimase seduta durante tutto il processo con la stessa impassibilit con cui aveva osservato Jacob crollare sulla sua cena. Non fu invitata a parlare; il suo processo non rappresentava l'estensione del diritto legale di una persona alla propria difesa, perch, per la legge della Virginia, Evelyn non era una persona. Il processo era piuttosto una di quelle lezioni esemplari che il sistema, di tanto in tanto, aveva bisogno di impartire. La corte giudic Evelyn colpevole e sentenzi che venisse messa al rogo dopo la fine delle piogge primaverili, allorch in citt si fosse resa disponibile una quantit adeguata di legna secca.

In seguito gli schiavi di Jacob Pollroot avrebbero dato vita alla leggenda che il primo di maggio, giorno in cui venne arsa viva, Evelyn avesse ricevuto la lussuria dell'inferno con lo stesso stoico autocontrollo con cui, per tante notti, era stata costretta a ricevere quella di Jacob. Ma al cospetto delle grida di Evelyn, grida tanto terribili da stupire anche chi aveva gi assistito a simili esecuzioni, fu difficile credere a quella leggenda. Nei giorni che seguirono, la gente della citt, impallidita e agitata, ricordava ancora quelle grida come degli obl trasparenti scavati nelle fiamme, aperture da cui era possibile scorgere il viso atterrito di Evelyn. Le sue ceneri fumarono per ore nel crepuscolo. Il loro odore intrise i capelli e gli abiti della gente e la nuvola di fumo si lev alta nel cielo della Virginia, visibile per miglia e miglia tutt'intorno.

La videro nella contea vicina. Un gentiluomo della Virginia nel guidare un carro lungo la strada fangosa che conduceva alla sua piantagione, alz lo sguardo e la osserv salire sopra le montagne. Un cupo mormorio d'intesa si diffuse tra gli schiavi che viaggiavano sul carro e gli altri che camminavano ai lati; sulle colline e nei campi gli schiavi smisero di lavorare per alzare lo sguardo in direzione del fumo. In quel momento, udendo il minaccioso strepito delle preghiere dei neri, quel gentiluomo non desider altro che si alzasse un vento abbastanza forte da spazzare via il fumo, quantunque nessun vento avrebbe potuto essere tanto forte da spazzarne il ricordo. Accanto al gentiluomo, sul sedile del carro, anche il figlio di cinque anni guardava il fumo. Durante la notte il bambino ne sent l'odore. Lo sent nel cibo e mentre faceva il bagno. Fuori della finestra della sua camera, l'aria avrebbe dovuto essere satura del profumo delle piogge primaverili ma il bambino non sent niente altro se non l'odore del corpo della schiava nera che bruciava. Si svegli nel mezzo della notte per vomitare e il giorno seguente rimase a letto, privo di forze e in preda al delirio. La sua testa di cinque anni si riemp di visioni strazianti: fissando il nulla sopra di lui, aspettava che le ceneri della donna cadessero dal cielo, per raggrumarsi sui rami degli alberi, per pendere dai travetti della casa come fossero neve nera. Quel ragazzo si chiamava Thomas.

Trentaquattro anni pi tardi, quando il fumo della rivoluzione cal sulla contea, nella camera in fondo al corridoio su cui si affacciava quella che era stata la stanza della fanciullezza di Thomas, una giovane schiava di nove anni e di nome Sally vegliava le ultime ore della sua signora. Con Sally c'erano sua madre, suo fratello e la maggior parte degli altri schiavi assegnati ai lavori domestici. Nel letto una giovane donna in punto di morte, costantemente in bilico sul baratro dell'incoscienza, stringeva la mano di suo marito. Le pesanti tende blu erano state chiuse per non fare entrare la luce del sole; l'odore umidiccio della nascita e quello della donna in punto di morte si mischiavano alla fragranza di muschio e di lill che una schiava andava spandendo Freneticamente per la stanza. Sally pens che avrebbe continuato fin quando non fosse mancata l'aria. Ma finalmente Thomas si riprese dal suo intontito smarrimento e mormor, Per favore, con un tono di voce tanto basso che Sally l'ud a malapena. Niente pi profumo. La sola cosa detta in quella stanza da ore e, dopo averla detta, lo straziato marito sprofond nuovamente nella sua silenziosa veglia.

Nei ricordi di Sally, la signora era sempre stata gracile e di salute cagionevole. Era gi un bel po' che si trovava sul particolare limite della morte. L'odore della placenta e quello del sangue che ancora aleggiavano nella camera erano stati lasciati dalla nascita della terza figlia della signora. Nelle ultime settimane erano giunti visitatori da tutta la Virginia, ma poich si era diffusa prematuramente la notizia che la signora fosse gi morta, questa gente non si era presentata per porgere i migliori auguri alla donna malata bens per offrire il dovuto rispetto alla sua dipartita. Durante tutta l'estate Thomas si era aggirato per le stanze della casa in uno stato di trance. Dapprima fu oppresso dal dolore per l'incombente perdita, la cui inevitabilit si rifiutava di accettare; in seguito arriv al punto in cui il rifiuto diventa anticipazione, conseguenza di quel processo interiore che trasforma il dolore in una colpa. Teneva perennemente la mano in quelle di sua moglie, pronto tanto a trattenerla nel momento in cui l'oltretomba si fosse apprestato a risucchiarla, quanto a stringerle le dita in segno di estremo saluto e incoraggiamento.

Di notte, nei loro alloggi, gli schiavi parlavano di quello che sarebbe accaduto loro dopo la morte della signora. Non che avessero paura del padrone, perch in effetti il padrone trattava gli schiavi meglio di quanto facesse la signora. Nessuno lo aveva mai visto picchiare uno schiavo o ordinare di farlo. Una volta, a Sally era capitato di osservare con soggezione Thomas che in citt, dall'alto del suo metro e ottanta, strappava un bastone a un faccendiere che stava picchiando uno schiavo. Thomas non comprava schiavi n tantomeno li vendeva, e quelli che aveva gli erano stati lasciati in eredit da suo padre. All'epoca del matrimonio, la signora era proprietaria di gran parte degli schiavi, agli occhi dei quali il nuovo padrone rimase sempre un tipo incomprensibile, se non addirittura un eccentrico. Aveva un'aria sognante e distratta e forse, per quello che se ne poteva dire, non doveva avere idee molto chiare; sembrava un avvocato sempre a corto di clienti, un tipo che armeggiava per costruire aggeggi speciali dalle funzioni arcane. Per Sally, che allora aveva nove anni, c'era qualcosa di divino nella calma di Thomas. Era mesmerizzata dalla purezza del suo silenzio, dalla sua casta riflessivit. Il resto degli schiavi erano pi turbati che rassicurati dalla natura bizzarra del loro padrone e quando questi si rec a Williamsburg per proporre delle leggi che sancissero il divieto di possedere uno schiavo, non seppero pi cosa fare.

Vicini al letto di morte della signora, in quel pomeriggio di settembre, gli schiavi osservavano la scena, angosciati tanto per l'incertezza del momento quanto per la sua gravit. Quando il sole si decise a calare e le tende blu vennero aperte, la signora si svegli di soprassalto dal suo ottundimento. Tom, disse con calma voglio dire addio alle mie bambine.

Thomas, visibilmente scosso, si volt con estrema lentezza. Sally pens che stesse guardando lei e per un attimo le si ferm il respiro. In realt Thomas stava guardando la madre di Sally, che lasci la stanza per poi riapparire con le due figlie maggiori, Patsy e Polly. La balia port invece la neonata, Lucy. Fino a quel momento la signora aveva mantenuto un contegno stoico e risoluto, ma alla vista delle bambine si lasci andare e cominci a chiamarle istericamente tendendo le braccia. Patsy, che nei suoi dieci anni era la pi grande delle due, coraggiosamente and da sua madre, ma Polly, la pi piccola, si volt terrorizzata e corse dritta in direzione di Sally per aggrapparsi alla sua gonna. La signora singhiozz senza pi controllarsi. Thomas fissava la scena completamente distrutto. La madre di Sally port Patsy e Polly fuori dalla stanza. La balia si avvicin con la neonata che era costata la vita alla signora; la moribonda si limit a scuotere la testa una sola volta dando l'impressione di cadere nuovamente in uno stato di incoscienza. Un quarto d'ora pi tardi riprese a parlare. Non  giusto che debbano avere un'altra madre.

Thomas sollev lo sguardo sorpreso. Credeva che sua moglie stesse dormendo.

Non  giusto, ripet con decisione. Dimmelo.

Cosa? disse Thomas.

Dimmelo, per favore Tom, lo implor. Dimmi che le nostre bambine non chiameranno madre un'altra donna.

Ma come possono avere un'altra madre? chiese Thomas confuso e turbato. Hanno una sola madre.

Sally ud la signora che diceva, Allora non sposerai un'altra. Saranno per sempre le nostre bambine. Sar per sempre tua moglie e tu mio marito.

Sally ud il padrone che diceva, Sarai per sempre mia moglie.

Dimmelo, mormor la signora. Il sole era sceso dietro le colline e la stanza era buia.

Sally ud il padrone che diceva, S.

La signora mor un'ora dopo. Poco prima qualcuno aveva acceso le candele. L'estate che Thomas aveva passato a tenere la mano di sua moglie stretta nella sua per dirle addio, venne cancellata d'un colpo. Si alz lentamente continuando a tenere lo sguardo fisso su di lei, e alla luce della candela, il volto di Thomas non sembrava dirle addio e non sembrava neppure che dicesse quel s udito da Sally. Diceva soltanto no, un no fatto esclusivamente di orrore e incredulit. In quel momento Thomas emise un suono che gli schiavi non avevano mai udito in vita loro. Un suono cos terribile, cos indicibilmente abissale che Sally scapp dalla stanza. Gli schiavi erano dilaniati, divisi tra l'istinto di abbracciare il padrone e la paura di avvicinarsi alla fonte di un simile suono. Il suono non cess. Il fratello maggiore di Sally, James, afferr Thomas e lo port via dalla camera. La madre di Sally si prese cura del cadavere mentre James conduceva Thomas alla biblioteca. Nel corridoio, che adesso era pieno di schiavi, le due giovani figlie di Thomas corsero dentro, Patsy che si teneva il volto nelle mani e Polly che piangeva. Si ud uno schianto improvviso provenire dalla biblioteca. Sally and sulla soglia e vide Thomas steso sul pavimento e sotto di lui, nel punto in cui era venuto meno, un tavolino in frantumi. Nelle settimane che seguirono Sally non vide pi il padrone. Furono le settimane che Thomas trascorse chiuso nella biblioteca, al buio, senza parlare con nessuno.

Sally lo avrebbe capito solo anni pi tardi, ma sua madre era originariamente appartenuta al padre della signora, il quale - cosa niente affatto insolita in Virginia - provava un certo gusto a scoparsi gli schiavi di sesso femminile. Fu proprio uno di questi incontri a generare Sally. Il padre della signora era dunque il padre di Sally; e la morte della moglie di Thomas era in effetti la morte della sorellastra di Sally. Ci serv a stabilire un legame tra Sally e Thomas forte quanto la promessa fatta da quest'ultimo alla moglie sul letto di morte, la promessa che non si sarebbe mai risposato. E altrettanto forte fu il legame che Sally e Thomas contrassero cinque anni pi tardi, un legame che non sarebbe stato possibile spezzare con la stessa facilit con cui si pu venire meno a una promessa.

Thomas continu a portare il lutto per un'altra estate. Conduceva un'esistenza appartata e insensibile alle attenzioni che gli dedicavano le donne della Virginia. Alcune di queste donne non erano impegnate, alcune erano gi sposate, altre erano state rese vedove dalla rivoluzione e dalle malattie. Accettava la loro compagnia e prendeva in considerazione la loro disponibilit sessuale nei limiti dei suoi modi timidi e riservati. Solo l'idea di una relazione con qualcuna delle adulterine lo intrig, ma per lo pi rimase chiuso in se stesso. Per settimane, talvolta mesi, si sentiva la testa schiacciata da quel dolore che lo aveva ammaliato da bambino. Spesso gli schiavi lo udivano lamentarsi nelle tenebre della biblioteca, dove Sally intravedeva talvolta sua madre applicargli delle pezze fredde sul viso. Finalmente i mal di testa diminuirono. Dalla veranda sul retro Sally osservava Thomas che cavalcava solitario nel pomeriggio, le colline selvagge erano la sua sola direzione, la desolazione il suo unico rendez-vous.

Dovette passare un'altra estate prima che Thomas togliesse il lutto, deciso a dimenticarlo per sempre. Medit di partire per la Francia con Patsy, la figlia maggiore. Prenot un passaggio per nave riservando tutte le cuccette a disposizione, in modo da poter fare la traversata da soli. Decise di portare con s James, il fratello di Sally, quale servo e valletto personale. Il pomeriggio della partenza tutti gli schiavi, domestici e lavoratori dei campi, si misero al seguito della carrozza guidata da James facendo cenni di addio. La madre di Sally si attard pi a lungo di chiunque altro e rimase a fissare la strada anche quando la carrozza era scomparsa dalla vista da un pezzo.

La nave impieg sei settimane per attraversare l'Atlantico e attracc a Le Havre quasi due anni dopo la morte della moglie di Thomas. Da Le Havre, Thomas e Patsy e James si misero in viaggio per la cittadina francese di Rouen. Una volta arrivati alloggiarono in una locanda che dava sulla piazza principale. In piena notte Thomas venne svegliato da un odore tremendo che gli rivolt lo stomaco. Pens di essere sul punto di ammalarsi, salt gi dal letto e si diresse arrancando alla finestra. Spalanc le imposte ma non fu l'aria fresca della notte a riempirgli i polmoni, bens proprio quell'odore che lo aveva svegliato. La notte ne era completamente intrisa. Riconobbe in quell'odore il fumo in cui era bruciata la schiava nera e che si era sollevato dalla contea vicina trentasei anni addietro; chiuse di colpo la finestra e se ne ritrasse come se dovesse apparire un fantasma da un momento all'altro. Thomas era tutt'altro che superstizioso e la prospettiva di una simile apparizione non poteva accettarla tanto facilmente. D'altro canto, anche il fatto di possedere degli schiavi era una cosa che accettava a malapena; lo tormentava, ma al tempo stesso non poteva dare loro la libert. Torn a letto e per dormire affond il viso nel cuscino. Il giorno seguente un abitante del villaggio gli raccont che, tre secoli e mezzo prima, la giovane guerriera Jeanne da Arc era stata processata e messa al rogo proprio nella piazza su cui si affacciava la finestra dell'albergo di Thomas. Lasciando Rouen, dal finestrino della carrozza, Thomas ebbe l'impressione che delle strisce di cenere rigassero la pioggia mattutina.

Arrivarono a Parigi una settimana dopo, quando era gi buio. La carrozza entr in citt da ovest, attraverso le mura esterne e vi s'inoltr nel cuore seguendo il percorso a spirale delle mura concentriche che erano all'interno. Le strade emanavano un fetore di cognac e sesso. C'erano mercanti e sobillatori, soldati e puttane che si spintonavano; le donne aprivano le vesti per mostrare i seni alle carrozze che passavano mentre i rivoltosi, con le caviglie immerse nelle fogne a cielo aperto, alimentavano una fiumana di diatribe accese e incomprensibili. Le gallerie dei viali si dipanavano lungo un'oscurit sinistra, spezzata occasionalmente dal lampo di luce di una porta che si spalancava; in quel momentaneo riverbero si riuscivano a scorgere persone impegnate in attivit di cui era pressoch impossibile definire la natura. Patsy si ritraeva, spaventata da quelle visioni. Suo padre fissava lo sguardo in preda all'eccitazione. Gli sembrava che la citt fosse grande quanto un'intera nazione. La carrozza continu ad avanzare, passando da una cinta all'altra delle mura; non avevano ancora raggiunto la rue d'X e l'Hotel Langeac che sarebbe stata la loro casa per gli anni a venire, quando Patsy si mise a piangere dicendo di volere tornare in Virginia. Thomas, d'altro canto, si sentiva liberato dalla violenza con cui la citt lo aveva accolto.

Parigi era elettrizzata dalla notizia dell'arrivo di Thomas. Il clero e gli aristocratici salutarono con preoccupazione la sua comparsa in citt, mentre i radicali francesi e gli americani espatriati cominciarono a fare pellegrinaggio all'Hotel Langeac per discutere di filosofia e rivoluzione con Thomas. Lui disdegn gli inviti dell'elite francese che voleva farsi un'idea del personaggio, e prefer invece trascorrere il suo tempo nei circoli bohemien. Le sue relazioni femminili si limitarono a frizzanti libertine e mogli profondamente insoddisfatte, donne che non potevano minacciare la promessa fatta a sua moglie in punto di morte. La sua relazione pi seria fu con una certa Maria, moglie di un pornografo inglese che abusava di lei e che lasci sola a Parigi per settimane prima di portarla con s a Londra.

L'inverno seguente al suo arrivo a Parigi, Thomas ricevette la notizia che Lucy, l'ultima figlia avuta da sua moglie, era morta di tosse convulsa all'et di due anni. Convinto di non poter fare assegnamento su nessuno per bandire definitivamente dalla sua vita quel lutto che aveva deciso di non portare pi, sistem le cose affinch anche l'altra figlia, Polly, lo raggiungesse in Francia. Scrisse a sua sorella in Virginia per dirle che Polly doveva venire il pi presto possibile e di farla accompagnare da una qualsiasi delle schiave che fosse sembrata adatta al compito.

Aveva appena compiuto quattordici anni quando cominciarono a chiamarla l'Affascinante Sally. Era alta, con fianchi larghi e seni rotondi; aveva un sorriso dolce e silenzioso, la voce fioca e malinconica. Gli occhi marroni erano illuminati da lampi verdi e la sua pelle era troppo bianca per essere nera e troppo nera per essere bianca. Legava i capelli scuri che le cadevano sulla schiena con un lungo nastro blu, strappato dalle tende che erano appese alla finestra della camera della signora in quell'estate fatale. Qualcuno disse che Sally era gi la donna pi bella della Virginia. Come spesso accade con simili generi di bellezza, la bellezza di Sally prendeva luce proprio dal modo in cui lei se ne dimenticava. Era una bellezza di fronte alla quale gli uomini restavano attoniti e che spingeva al limite della violenza l'attrito tra mogli e mariti. Tuttavia la sessualit di Sally rimaneva ancora un segreto, per lei prima che per chiunque altro.

A intervalli di varie settimane, la sorella del padrone visitava la piantagione per controllare che tutto fosse in ordine. Portava con s anche Polly che aveva vissuto con lei dal momento della partenza di Thomas per la Francia. A Polly piacevano quelle visite perch poteva giocare con i bambini degli schiavi; in particolare non vedeva l'ora di incontrare Sally, alla cui gonna si era aggrappata nel giorno in cui era morta sua madre. Polly si fidava di Sally, con lei si sentiva al sicuro e non le dispiaceva di poterle dare ordini, a Sally e anche agli altri bambini neri che erano in giro. Quando Thomas chiese che Polly lo raggiungesse, si pens che ad accompagnarla nel viaggio sarebbe stata la madre di Sally o una delle altre domestiche. Polly, estremamente determinata per i suoi otto anni, ricordava solo vagamente il padre e la sorella; era passato del tempo da quando aveva smesso di sentirne la mancanza e non aveva alcun interesse a lasciare la Virginia. Per protesta si lanci in un tremendo accesso d'ira.

Quando fu evidente che non ci sarebbe stato modo di spedire Polly in Francia con la forza, venne ordito un complotto. L'argomento del viaggio venne lasciato cadere e il tempo pass fino al giorno in cui la sorella di Thomas e la madre di Sally portarono Polly e Sally a guardare la grande nave attraccata nel porto di Norfolk. Con il permesso del capitano della nave, fu permesso alle due ragazze di salire e di giocare a bordo. Polly pass delle ore a correre lungo la chiglia del vascello, da prua a poppa, ridendo e gridando finch croll su una cuccetta in una delle tante cabine e si addorment. Quando si svegli era buio e la stanza si muoveva. Si mise a sedere e cominci a piangere; Sally era nella cuccetta accanto. Dove siamo? chiese Polly.

Siamo sulla nave, rispose Sally.

Voglio tornare a casa, disse la bambina. Si guard attorno.  buio.

Lo so.  notte.

Voglio tornare a casa.

Be', stiamo andando a trovare tuo padre e tua sorella, si decise a dirle.

Non voglio andare in Francia! url Polly. Salt gi dalla cuccetta, corse alla porta della cabina, l'apri e il mare notturno le innaffi il viso. Guard in alto e vide l'albero della nave oscillare nelle tenebre. Sally cerc di tirarla via dalla porta ma Polly l'allontan con una spinta. Mi hai imbrogliata, le grid.

S, ammise Sally.

Ti ordino di far tornare indietro la nave. Devi farlo. Tu sei una schiava e io una virginiana.

Sally attravers la cabina al buio per chiudere la porta. Accese una lanterna accanto al letto. Questa non  la Virginia, disse, questo  l'oceano. Quindi torn a sedersi. Mi spiace di averti imbrogliato. Non erano queste le loro intenzioni. Non volevano affatto mandarti via,  tuo padre che ti vuole. Nemmeno io volevo venire. Sally si rintan nell'angolo con le mani in grembo, pensando a suo fratello James. Tutto questo rende infelice mia madre.

A Polly non importava niente della madre di Sally. Mi hai imbrogliato, ripeteva con amarezza.

Lo so, disse Sally.

Al termine della traversata atlantica, Polly arriv comunque a rassegnarsi all'idea di quell'avventura. Non erano diretti in Francia ma in Inghilterra. Thomas avrebbe incontrato Polly a Londra e da l l'avrebbe portata con s a Parigi. Sally, era inteso, sarebbe tornata immediatamente in America. Ma nel corso del mese, mentre si trovava ancora nella rue d'X, divenne evidente per Thomas che gli si stava presentando una rara opportunit di poter stare con Maria, la sua amante. Cos, quando Polly e Sally arrivarono a Londra, il padre di Polly non era l ad aspettarle. La cosa non manc di sconcertare ulteriormente la bambina; cos com'era sconcertata la coppia di americani che Thomas aveva avvisato perch tenessero la piccola. Pochi giorni dopo, proprio quando Sally era sul punto di imbarcarsi per fare ritorno in Virginia, arriv una lettera nella quale Thomas spiegava che non sarebbe pi venuto a Londra e che la coppia di americani avrebbe dovuto mandare Polly a Parigi facendola accompagnare dalla persona con cui era arrivata in Inghilterra. Polly si lanci nell'attacco d'ira pi spettacolare della sua vita di otto anni, ma nell'intimo era contenta che Sally rimanesse con lei. La donna americana, Abigail, era sconvolta. Non se ne fa niente, disse al marito John una notte, quella ragazza deve tornare a casa con la prossima nave.

John finse di non capire. Non vede il padre da due anni, rispose. Non poteva non venire a prenderla a Londra.  imperdonabile.

Non sto parlando di Polly, disse Abigail spazientita, Sto parlando dell'altra. Non stava guardando il marito. Mi chiedo in cosa possa rendersi utile, perch hanno mandato lei invece di una donna pi matura...

Mi sembra che l'abbiano spiegato, la interruppe John. John interrompeva sempre la gente, ma non aveva mai interrotto Abigail; entrambi se ne resero conto all'istante. Era il solo modo per attirare Polly sulla nave. Lei era la sola in grado di accompagnare la bambina nella traversata. Concedile almeno questo, disse alzando le spalle. Non  una ragazza spiacevole.

Che vuoi dire? disse Abigail.

Voglio dire che non  una ragazza spiacevole.

Non essere disonesto con me.

Al diavolo.

Tu sai com' cambiato da quando sua moglie  morta, disse lei con calma. Tutte quelle storie sulla vita dissoluta che conduce a Parigi.

Nemici politici.

S, lo so disse lei, e non dubito che i suoi nemici facciano anche di peggio. Stammi a sentire, io penso un gran bene di lui. Credo di essergli pi vicina di quanto non lo sia tu a questo punto. Ho sempre pensato che c'era qualcosa del santo in Thomas...

Be', io no, John cominciava a protestare.

S, voi due avete avuto le vostre divergenze politiche ultimamente, ma non intendo fare commenti perch in fatto di politica lascio fare a te. Ma ora sto parlando delle passioni di Thomas.

Tu credi che Thomas abbia delle passioni?

Abigail era sbalordita. Tu credi di no?

Non ho mai pensato a lui come a un uomo passionale.

Abigail era sulla soglia dello studio con lo sguardo rivolto alle stanze della servit, dove dormiva Sally. Incroci le braccia. Thomas  l'uomo pi passionale che io conosca, disse nel buio del corridoio. E visto che John non replicava, aggiunse, Non deve andare a Parigi. Voleva chiedere al marito se pensava che Sally fosse bella, ma era una domanda sciocca. La risposta era ovvia e qualunque verit o bugia avesse potuto dire John, l'avrebbe comunque ferita.

 solo una ragazzina, disse infine John dopo un intervallo imbarazzante.

Non deve andare a Parigi.

Non la conoscevano. La citt non conosceva Sally quando, in quell'uggioso giorno d'autunno, scendendo dalla carrozza, lei e Polly misero piede nella rue d'X; quella strada non la conosceva ancora, il giorno in cui Patsy, uscendo dall'Hotel Langeac, si scaravent nella pioggia e nel fango per prendere tra le braccia la sua confusa sorellina. Poi, nel bel mezzo di quella riunione familiare, Patsy si volt finalmente verso Sally, che indugiava davanti al camino del foyer, e le chiese, Ma tu chi sei? E Sally rispose, Sono io, signorina. Avevano passato molti pomeriggi insieme in Virginia, a giocare. Padre, disse Patsy, guardando costernata Sally dalla testa ai piedi,  la bambina di Betty Hemings! Thomas era sulle scale, accanto a lui c'erano un'elegante e giovane donna inglese e un nero, nel quale, qualche istante dopo, Sally riconobbe suo fratello. Avevano tutti gli occhi puntati su Sally e la fissavano con un misto di curiosit e inquietudine. Ma perch hanno fatto accompagnare Polly da una persona tanto giovane? chiese Patsy, sebbene Patsy avesse solo un anno pi di Sally, che comunque sembrava gi una donna. Non  strano?

Mi ha imbrogliato, esclam Polly imbronciata. Fu la prima cosa che disse.

S, temo sia cos, disse Sally. James era al suo fianco e si studiava le mani nervosamente. La prospettiva della traversata non entusiasmava affatto Miss Polly. Cos hanno pensato che io fossi la sola in grado di convincerla a salire sulla nave.

 stata un'astuta manovra allora, disse Thomas.

 stato un imbroglio maledetto, strill la piccola.

Non esprimerti a quel modo, la ammon Thomas, evidentemente hai passato troppo tempo in Inghilterra. Scomparve su per le scale insieme alle figlie. James li segu in silenzio portando le valigie. Sally rest nel foyer, tremando come una foglia. La giovane inglese, che era ancora sulle scale, rimase a guardarla. Sono sicura, disse la donna dopo un po', che il signor Jefferson non avrebbe nulla in contrario se ti scaldassi un momento accanto al fuoco. Poi, tuo fratello ti mostrer la tua stanza. La donna se ne and e Sally rimase completamente sola per quello che a lei sembr un intervallo di tempo particolarmente lungo. Si rese conto di non essere mai rimasta sola tanto a lungo. Non c'era nessun altro nel foyer dell'albergo; i soli rumori erano il crepitare del fuoco, qualche passo dal piano superiore e la fiumana chiassosa delle strade. Riusciva a sentire le voci dei passanti di fuori ma quello che dicevano era per lei incomprensibile. Questa non  la Virginia, questo  l'oceano, aveva detto a Polly sulla nave. Guard la porta dell'albergo e venne attraversata da un pensiero che non l'aveva mai sfiorata prima di allora: rimase a tal punto terrorizzata da quel pensiero che abbandon all'istante il camino e sal di sopra, dove trov la sua stanza, posta sul lato opposto dell'ingresso rispetto a quella di James.

Era una stanza minuscola ma era tutta sua. C'era un letto di legno con delle colonne ai lati; la sera si sarebbe sciolta i capelli corvini e avrebbe appeso il lungo nastro azzurro a una delle colonne in capo al letto. Avrebbe smosso i capelli sciolti lasciando che le coprissero le spalle nude. In alto, sopra il letto, c'era una piccola finestra che aveva la forma di una mezzaluna. Di notte, da quella finestra, filtravano la luce delle torce e il rumore delle folle in tumulto.

Sally rimase scandalizzata quando, pi tardi, James le spieg che la donna sulle scale era l'amante del padrone. Ma non ricordi? disse Sally al fratello. Aveva promesso a sua moglie che non si sarebbe risposato. Sally vide la donna altre due volte. Due giorni dopo l'arrivo a Parigi serv la prima colazione alla coppia. Sia Thomas che Maria erano persi nei loro pensieri e fissavano in silenzio la pioggia che cadeva incessantemente oltre la finestra della loro suite: lui sembrava troppo depresso per mangiare, mentre lei fiss Sally un istante per poi abbassare gli occhi e non rialzarli pi. Ma proprio quando Sally fu sul punto di andarsene, Thomas le chiese di raccontargli qualcosa della Virginia; e cos, praticamente ammutolita, la ragazza si sedette e pass un'ora nella suite cercando di aggiornare Thomas su quanto era successo da quando era partito. E pi parlava e rispondeva alle sue impazienti domande, pi era evidente che il pensiero della casa lontana lo immalinconiva. Maria, per parte sua, sembrava languire con lui. Il pensiero di essere riuscita a sollevare lo spirito di Thomas mand Sally in estasi per il resto della giornata.

Un pomeriggio della settimana successiva, dopo aver accompagnato Polly a fare una passeggiata, Sally vide di fronte all'albergo una carrozza carica di bagagli. Thomas e Maria erano sulla porta dell'albergo. Entrambi avevano un'aria molto infelice. Si tenevano le mani senza dire nulla; non appena lei si volt in direzione della carrozza, lui impallid. E quando fu a pochi metri della carrozza, lei si ferm per un istante; lui sollev le braccia come se si aspettasse di vederla tornare indietro. Maria sal invece sulla carrozza guardando dritta davanti a s; Thomas, pi abbattuto di quanto Sally non lo avesse mai visto dalla morte di sua moglie, si gir di scatto e scomparve nell'albergo.

Da allora cominciarono i mal di testa e furono i peggiori che avesse mai avuto da quella terribile estate di cinque anni prima. Come allora, cominci a nascondersi nelle tenebre della sua stanza e solo occasionalmente riceveva i visitatori che arrivavano in continuazione ogni giorno. Attraverso la porta a due battenti, Sally riusciva a sentire i monologhi di quei visitatori punteggiati da pause in cui il mormorio di Thomas era a malapena discernibile. Sally prese l'abitudine di chiudere le finestre del corridoio affinch non entrasse il rumore delle folle che si radunavano ogni giorno nelle strade per ascoltare i discorsi. Perch chiudi le finestre? le domand Patsy un pomeriggio insolitamente caldo per la stagione.

Pensavo che suo padre avrebbe gradito un po' di silenzio, rispose Sally.

Entrambe le ragazze rimasero immediatamente colpite dal fatto che Sally avesse chiamato Thomas suo padre invece di padrone. Ci volle un istante prima che Patsy dicesse, Forse per un attimo, finch si calmano le cose.

Mortificata per la sua gaffe, Sally riusc a borbottare soltanto, Parigi  un posto eccitabile. La situazione nelle strade non si calm e si fece ancora pi instabile nel corso del pomeriggio. Thomas se ne stava rintanato nel suo santuario e ne emergeva solo dopo mezzogiorno per accertarsi che non fosse arrivata una lettera di Maria da Londra, al che tornava a svanire nelle tenebre. Finch una sera, facendo appello a tutto il suo coraggio, Sally entr nella stanza di Thomas. Gli stava portando delle pezze fredde, proprio come aveva visto fare a sua madre in Virginia. Thomas era disteso su una sedia con la spalliera reclinabile. Sally rimase da parte, in attesa, tenendo in mano la bacinella di porcellana color pesca con dentro le pezze; quel poco di coraggio che aveva radunato in corpo la stava abbandonando. Era quasi sul punto di andarsene, quando Thomas alz lo sguardo. Chi ? disse.

Sono tanto nera, si domand, che al buio non mi si riconosce? Sono Sally, signore.

Sally.

Ho portato delle pezze fredde per la sua testa, se vuole.

S, mormor Thomas dopo un po'. A volte penso che il dolore stia per andarsene, ma a mezzogiorno ritorna.

Mezzogiorno, pens lei,  quando lui spera che sia arrivata una lettera da quella donna. Thomas se ne stava disteso e Sally pos la tazza sulla scrivania alle sue spalle. Strizz le pezze per eliminare l'acqua in eccesso; le strizz pi volte fino a farsi diventare le mani rosse. Non avrebbe potuto esserci niente di peggio di una goccia d'acqua fredda che gli fosse colata sul viso mentre gli metteva le pezze sulla fronte. Stava con le pezze sopra la fronte di Thomas, quando cominciarono a tremarle le mani; dovette posare un momento le pezze per riprendersi. Lui era l, con gli occhi chiusi, che aspettava.

Sally si rese conto che c'era qualcuno dietro di lei. Si volt e vide Patsy sulla porta. Senza incrociare lo sguardo di Sally, Patsy entr e senza dire una parola le prese le pezze dalle mani. Thomas non si mosse. Patsy mise le pezze fredde sulla testa di suo padre, senza guardare Sally e senza dire una parola. Sally chin leggermente il capo e lasci la stanza.

Thomas era disteso sulla sedia e sentiva le mani di lei sulla testa. Ebbe una visione; il re di Francia penzolava appeso per il collo da uno degli archivolti di Versailles. Non era una visione spiacevole per Thomas, malgrado trovasse che il re era un tipo affabile e, forse, in un modo vago e sostanzialmente inutile, perfino animato da buone intenzioni. A ogni modo il re era l che gli penzolava nella mente; e quando avvert la netta sensazione del vento che soffiava nei capelli del re, si rese conto che la sua giovane schiava gli stava accarezzando la fronte. Un attimo dopo apr gli occhi e in modo del tutto inaspettato vide sua figlia. Oh, disse.

Patsy si sedette nella sedia accanto. Come va?

Va e viene, stavo dicendo... e si blocc. Viene a mezzogiorno e poi se ne va. Tir gi dalla fronte le pezze fredde e se le mise sugli occhi. Ultimamente parlava con lei allo stesso modo in cui era solito parlare con sua moglie, ma Maria non era certo un argomento che potesse discutere con Patsy. Alla fine passer. Come  sempre passato finora.

Padre, cominci Patsy, che mi dici di James e di Sally?

James e Sally?

Per quanto rimarranno a Parigi?

Thomas era disteso sulla sedia, gli occhi nuovamente chiusi. Patsy rimase sconcertata. La riservatezza era tipica di suo padre, ma non era una persona evasiva.

Fin tanto che sar... alz le spalle. Utile.

Pensavo volessi rispedirli in America al pi presto.

Perch?  un viaggio pericoloso in questo periodo dell'anno. Sono certo che rimanendo qui ci saranno utili, specialmente adesso che Polly  con noi. Mi sembra che tu e Sally foste amiche un tempo.

Eravamo delle bambine, pap. Quando certe cose non avevano importanza.

Quali cose?

James e Sally sanno che qui a Parigi non sono degli schiavi?

Thomas si tir su. Tir via le pezze dagli occhi e la guard turbato. Non lo so, disse, direi che James arriver a capirlo, se non lo ha gi fatto.

E poi lo dir a Sally.

S.

Hai mai pensato di dirlo tu a loro?

S.

Lo farai?

Non so.

Patsy domand, Non ti preoccupa pi? Ti preoccupava un tempo. La questione degli schiavi, intendo.

S.

Qui tutti dicono che  una cosa piuttosto spaventosa.

Hanno ragione.  piuttosto spaventosa.

E allora perch?

Perch siamo deboli, rispose, prima che lei potesse finire la domanda.

Quella notte Thomas sogn l'uomo impiccato. Pendeva da una trave posta giusto in corrispondenza del punto in cui la testa gli doleva; non era il palazzo reale ma una stanza spoglia, con scaffali vuoti e tende blu scuro ridotte a brandelli. L'impiccato era vecchio ed emaciato, niente a che vedere con il re; non ci volle molto perch Thomas si rendesse conto che, in effetti, quell'uomo non era il re, bens lui stesso, impiccato nello studio della sua casa in Virginia. La casa era mal ridotta, in rovina, ma il fatto che Thomas trov pi scioccante fu la vista del suo corpo che roteava nel fumo proveniente dalla finestra. Il sogno era tale per cui in certi momenti si ritrovava a guardare se stesso dal basso, mentre in altri era lass che penzolava dalle travi del soffitto e guardava dall'alto gli schiavi, che lo osservavano a loro volta. Tra poco arriver James e mi tirer gi, pensava Thomas nel sogno. Sally mi metter delle pezze fredde sul collo scorticato e mi passer le dita fra i capelli. Ma Sally e James non venivano e le facce nere l sotto erano senza piet. Per un attimo, nel sogno, credette che fossero stati i suoi schiavi a legarlo lass, ma poi cap che non era cos. Cap che aveva fatto tutto da solo. Adesso se ne rammaricava e voleva venir gi. Voleva chiamare i suoi schiavi perch lo tirassero gi, ma non riusciva a dire una parola. Non appena il fumo entr dalla finestra e sent il calore del fuoco che ardeva di fuori, sper che una fiamma entrasse dalla finestra e si spingesse all'interno della stanza fino a lambire la corda; la fiamma avrebbe bruciato la corda e lo avrebbe fatto cadere sul pavimento. Ovviamente aveva riconosciuto quel fumo. Lo aveva riconosciuto fin dal primo momento. Lei era l fuori che bruciava, anche se non poteva vederla era sicuro che era lei a bruciare; e quell'odore, che un tempo, quando aveva ancora cinque anni, era stata la causa del primo dei suoi mal di testa e delle sue visioni, adesso era diventato l'odore della sua libert. Sperava solo che il calore delle fiamme fosse tale da immolarla nel pi violento dei modi, sperava che il calore estremo in cui lei veniva annientata fosse tale da riuscire a bruciare anche la corda che gli stava prendendo la vita. Lo amava quell'odore, adesso. Adesso che la corda lo strozzava sempre di pi, inalava la sensualit di quell'odore ed era pieno di desiderio per quella schiava che bruciava. Vide che gli schiavi sotto di lui lo stavano guardando. Li vide che indietreggiavano alla vista della sua erezione. Un'erezione cos imponente che il peso avrebbe potuto spezzare la corda cui lui era appeso; si sarebbe ritrovato in terra per poi spingersi fino al rogo, dove avrebbe conficcato l'erezione nelle cosce incenerite della schiava.

Si svegli nel mezzo di questo pandemonio. L'incantesimo non si era rotto. Non si diede alcuna scossa per liberarsi dal sogno. Continuando il suo corso, il sogno si dipan nella camera da letto e nell'anticamera. Sapeva di essere sveglio, sapeva di essere all'Hotel Langeac e non nella sua casa in Virginia; ma il fumo era ancora l. Inequivocabilmente presente come il suo desiderio. La testa non gli faceva male adesso. Era dominato dallo sfinimento, provato dalla nuova convinzione, nata nel sogno, che dal cielo non sarebbero piovute le ceneri della donna bruciata sul rogo e che quelle ceneri non erano nient'altro che il soffice rifugio sensuale del suo desiderio, il soffice rifugio che lo aspettava in mezzo alle gambe di lei. Segu il fumo fin dove dormiva Sally. Cosa accadrebbe, si domand, se James dovesse cercare di fermarmi? In questo caso avrebbe dovuto frustralo allora, o venderlo. Non aveva mai frustato o venduto un essere umano. La cosa lo eccitava. Si sentiva un padrone, un re.

Sally era a letto con il viso sul cuscino e gli occhi aperti. Si sentivano i rumori di una mischia provenire dall'ingresso, ma lei non era sicura di cosa stesse accadendo. Poi cap.

 scoppiata la rivoluzione, disse tra s.

 scoppiata la rivoluzione, disse tra s. Ma quando alz lo sguardo in direzione della finestra a mezzaluna, non vide luci di torce e non ud alcuna voce provenire dalle strade. Sent aprire la porta; non si mosse. Rimase immobile con la faccia sul cuscino, senza voltarsi a guardare. Un terrore incomprensibile si impossess di lei: un segreto l'aveva inseguita fino a Parigi. Qualcosa che non aveva mai conosciuto, qualcosa che non voleva conoscere era sulla soglia. Da quella bambina che ancora era, pens che se fosse rimasta distesa e immobile lui se ne sarebbe andato. Avrebbe pensato che stava dormendo e non l'avrebbe violentata. Ma a lui non importava che stesse dormendo o no.

Chiuse la porta e senza esitazione si mise nel suo letto. Non la tocc per vedere se era sveglia; il modo in cui l'afferr non fu brutale ma semplicemente l'afferr e basta, senza preoccuparsi affatto di essere brutale o gentile. Nell'oscurit della stanza, lo guard in viso; gli occhi erano quelli di un pazzo. Prese lenzuola e coperte e le gett sul pavimento.

Signore? prov a dire ma lui le afferr il colletto della veste da notte e la tir. Salty sent il rumore della stoffa che si strappava e riusc a malapena a ripetere quello che aveva gi detto, Signore. Lui le strapp di dosso il resto della veste. Era nuda adesso e cerc di allontanarsi verso l'altro lato del letto, ma lui l'afferr per i polsi e la tir a s. Prese il lungo nastro blu che era su una delle colonne in capo al letto, quel nastro che lei aveva furtivamente strappato dalle tende in Virginia.  colpa mia, pens Sally, mi sta punendo perch il pezzo di stoffa con cui mi lego i capelli l'ho strappato dalle tende della sua camera da letto. Non pensavo ci fosse niente di male, cerc di dirgli. Lui le leg i polsi con quel pezzo di stoffa. Per favore, gli disse lei, ma lui la teneva per le cosce, si sciolse la vestaglia e, a quel punto, lei lo vide. Presa dal panico cerc di fuggire, ma aveva i polsi legati e lui la teneva per le gambe. Ricadde sul letto. Lui era dietro di lei, la prese per i fianchi e la tir a s costringendola a stare in ginocchio, poi le afferr i lunghi capelli neri, li avvilupp e li strinse col pugno. Prima che lui le seppellisse la faccia nel cuscino, Sally ebbe il tempo di lanciare un'ultima occhiata alla finestra a mezzaluna per cercare la luce delle torce, per ascoltare le voci provenienti dalle strade. La finestra era nera e silenziosa.

La prese e le entr dentro. Entrambi riuscirono a sentire la lacerazione che si apriva nel corpo di Sally, la preda bagnata e domata, il fiotto di sangue che ne usc. Lei grid. Grid cos forte da farsi sentire dal fratello, cos forte da farsi sentire dall'intero albergo. Avrebbe potuto ucciderla per aver gridato tanto forte, ma non le importava; avrebbe potuto strapparle i capelli perch non gridasse, ma neanche questo le importava. Dunque grid, grid perch tutti dovevano sapere che, alla fine, il segreto l'aveva trovata. Era il loro segreto, il segreto che aveva visto nei loro volti, a Londra e Parigi. Lui, per, non l'uccise n la picchi; cap allora che anche per lui era stato un segreto e che non riusciva pi a sopportarne il peso. E quando lui svuot il suo segreto nelle pi interne profondit di Sally, lei grid.

Lo eccitava, il possederla. Desiderava solo che Sally fosse abbastanza nera da non avere un volto. Desiderava solo che fosse abbastanza nera da far diventare l'eiaculazione l'unico ghirigoro bianco del vuoto che aveva nel cuore. Era eccitato, non era pi un santo, almeno per una volta non era il difensore di nessuno. Almeno per una volta non aveva la responsabilit di essere nobile e buono. Non era forse convinto che ognuno dovesse cercare la propria felicit? E questa ricerca  spietata e crudele come qualunque altra ricerca. Questo fatto di possederla lo rendeva felice, finch venne. A quel punto si sottrasse alla sua stessa vista, non voleva vedersi e non voleva vedere quello che aveva fatto. Si addorment, con met del corpo sul letto e l'altra sul pavimento.

Sally rimase a lungo distesa accanto a lui, nuda e tremante. Aveva distolto lo sguardo ma poteva continuare a sentirlo; se avesse potuto muoversi l'avrebbe fatto, ma non poteva. Non ci fu niente di pi terribile, per lei, di quel silenzio perch aveva gridato cos forte che gli altri dovevano per forza averla sentita; sapeva che erano tutti svegli nei loro letti in albergo, James e Patsy e Polly, tutti distesi a fissare l'oscurit con ancora nelle orecchie le grida a cui non avevano risposto. In un primo momento li odi, ma poi fin con l'odiare se stessa per il modo in cui, adesso, l'avrebbero disprezzata. Cos rimase l, a tremare in silenzio. Sveglia lei e svegli tutti gli altri, eccetto lui.

Alla fine si addorment. Riapr gli occhi prima dell'alba e fu lui a svegliarla.

In effetti, fu il fresco rassicurante che aveva tra le gambe a svegliarla. Apr gli occhi e lui era l. Ebbe la sensazione di venire meno, quindi prefer rimanere ferma.

Aveva le mani slegate, il nastro blu era nuovamente appeso alla colonna in capo al letto. Il letto era ancora rigato di sangue. Lui era accanto al letto, in ginocchio sul pavimento. Aveva in mano le pezze fredde che lei gli aveva portato il pomeriggio prima. Sul letto, accanto al suo corpo nudo, c'era il recipiente di porcellana color pesca. Lui le passava le pezze sulle cosce e le toglieva il sangue che aveva sulla pelle; poi sciacquava e strizzava le pezze e gliele metteva su quella nuova ferita che aveva in mezzo alle gambe, tenendole l a lungo. Continu con queste applicazioni finch lei non smise di tremare.

E quando lo sent singhiozzare con il volto sprofondato nelle pezze tra le sue gambe, Sally si riaddorment.

Nelle settimane che seguirono continu a prenderla varie volte e quando Sally smise di sanguinare lui smise di lavarla con le pezze fredde. Adesso Thomas badava all'emorragia della sua coscienza. Non riusciva a perdonarsi del tutto il modo in cui la scopava, ma lo accettava come il lato oscuro di s, una presenza che consentiva al resto della sua persona di essere buono.

Verso la fine dell'anno, quando pens che Sally fosse abbastanza in forze, Thomas fece venire un dottore all'Hotel Langeac per vaccinarla contro la sifilide. Per molti giorni e molte notti Sally rimase a letto con il terrore e la sifilide che le scorrevano nel sangue; l'incarico di prendersi cura di lei venne lasciato a Patsy e a James. Le portavano da mangiare senza dire niente e, sempre senza dire niente, le asciugavano la fronte. I loro occhi ardevano d'odio. Quando Sally avvert che il fratello l'aveva bandita dal cuore, sprofond in una solitudine priva di orizzonti.

Durante questo periodo Thomas smise di andare da lei. In un primo tempo Sally ringrazi la febbre per questo. Ma alla fine avrebbe dato qualsiasi cosa purch la febbre passasse; malata ed esiliata da tutti, immagin che il bianco zampillo del suo dio tenebroso potesse curarla come un filtro magico. Sentendosi rifiutata da lui, arriv al punto di udire la propria voce che lo chiamava. Finalmente la febbre causata dalla vaccinazione pass e, dopo aver trascorso un altro paio di giorni a letto per rimettersi, una notte Sally sgattaiol di nascosto nella cucina dell'albergo e prese un coltello. Si disse che avrebbe preferito tagliarsi la lingua piuttosto di udire la propria voce chiamarlo per nome un'altra volta.

Thomas e Sally non parlarono di quanto stava accadendo. Lui non si sarebbe mai deciso a parlarne, mentre lei non aveva nessuno con cui parlarne. Sally era evitata da tutti, era l'incarnazione del segreto nero che dall'albergo si andava diffondendo nelle strade. Una volta all'esterno, questo segreto assunse le sembianze delle teste dei cervi morti e delle carcasse dei conigli conficcate sulle cime dei cancelli e infilzate alle porte. Sotto queste sembianze il segreto ciondolava dai pilastri del Pont Neuf e segnava i muri lungo rue St. Lazare. Non era ancora finito il primo giorno, quando il tanfo degli animali morti si tinse di un significato politico simile a quello dell'odore di cognac e sesso che Thomas aveva sentito al suo arrivo in citt due anni prima. La gente nelle strade diceva che quelle carcasse erano una forma di protesta contro la legge che impediva di uccidere la selvaggina riservata agli aristocratici. Ma Sally sapeva che la carneficina era emersa dal suo utero, dalla corrente del fiume che lui le aveva versato dentro, e adesso bestie con il pelo impomatato di seme erano impalate alle guglie di Parigi. Le teste della gente sarebbero state le prossime.

Le teste della gente saranno le prossime, sussurr a Thomas la notte in cui riprese ad andare da lei, dopo che le era passata la febbre. L'aveva presa e poi si era addormentato accanto a lei. Adesso, di notte, dalla finestra a mezzaluna arrivava sempre la luce delle torce. Ti ho chiamato quando avevo la febbre, disse al volto addormentato di Thomas, sfilando il coltello da sotto il cuscino. Ti ho chiamato perch sono talmente sola e in quei momenti avrei preferito sentirti dentro di me piuttosto che sentirmi sola: ecco cosa mi hai fatto, gli disse. Mi hai fatta arrivare al punto di desiderare che tu venissi a violentarmi, questa  la cosa peggiore che mi hai fatto. Ma la prossima volta mi taglier la lingua prima di chiamarti. Lui dormiva alla luce delle torce. Guard in mezzo alle gambe di Thomas e un'idea sembr impossessarsi del coltello che teneva in mano; ma poi Sally prefer fargli pressione sulla gola con la lama. Il suo viso era a pochi centimetri da quello di lui. Aveva la sensazione che lui non stesse affatto dormendo. C'era qualcosa nel modo in cui respirava, era diverso dal respiro di una persona addormentata; si mise con gli occhi davanti a quelli di Thomas, come per guardarci dentro. Padrone, gli disse, ti taglieremo la testa e la metteremo su un'asta l fuori, insieme a un coniglio. La tua testa sopra al corpo di un coniglio, e la testa di coniglio sopra al tuo corpo. Ecco come ti troveranno Patsy e James domani. Voleva spingerlo a tradirsi, voleva che la smettesse di far finta di dormire. Sarebbe proprio da lui, pens, morire senza che nessuno sappia mai se ha visto la propria morte da sveglio. Divino. Mise via il coltello e torn con la testa sul cuscino, aspettando che un leone emergesse dal suo corpo e si precipitasse gi per le scale per andare a trafiggersi sull'attizzatoio con cui venivano smosse le ceneri del camino del foyer.

La volta successiva che and da lei, Sally stava dormendo. Sally sent la porta aprirsi e si lasci mollemente andare nelle mani di Thomas. Lui le leg i polsi con il nastro blu appeso alla colonna in capo al letto. Ma invece di prenderla da dietro, questa volta si inginocchi accanto al letto come quando l'aveva lavata con le pezze fredde. Il tumulto di luce che filtrava dalla finestra si proiettava sul soffitto, una mezzaluna che sfavillava nel nero. Si era quasi persa nella contemplazione di quella mezzaluna, quando la sensazione di qualcosa che non aveva mai immaginato la scosse. Ci vollero diversi secondi prima di capire che era la bocca di lui, la cosa che sentiva sulla piccola cerniera rossa delle proprie cosce. Non le fece affatto male. Non le fece male per nulla. Rimase l, distesa, come trafitta da quella bocca, senza osare spostare il suo sguardo in basso, in direzione dei capelli di Thomas che avevano il colore del fuoco e che si strofinavano contro di lei nell'oscurit. Sentiva la lingua che scivolava dentro di lei. La sua intimit mutilata mugol a contatto con la lingua e la fece tremare; ma il tremito che sentiva adesso era diverso dal modo in cui aveva tremato la prima volta che Thomas aveva sfogato la sua depravazione su di lei. La mezzaluna sul soffitto stava crescendo. E mentre lui continuava, l'eccitazione nelle strade sembrava sfumare nel mugolio sommesso proveniente dall'intimit del varco in mezzo alle gambe di Sally. Cominci a tremare una seconda volta e questa volta il tremito la colse di sorpresa, cos come la colse di sorpresa quello successivo, e quando si sent precipitare nello splendore della mezzaluna, quando avvert la sensazione delle proprie mani che afferravano il fuoco di quei capelli per tirare Thomas su di s, Sally comprese, con rabbia, che la violenza carnale adesso era totale; e quando venne, s'infuri nel comprendere che il modo in cui l'aveva indotta a concedersi per il proprio piacere e non per quello di lui era lo stupro definitivo. Poi la volt e si tuff dentro di lei. Ma era troppo tardi. Se la sua intenzione era di possederla completamente, anche lei, seppure per un attimo soltanto, aveva capito cosa voleva dire non sentirsi una schiava.

La puttana del grand'uomo, le disse James quando rimasero soli. Aveva gli occhi pieni di lacrime ma non era commosso. Ma non pensare, continu, non pensare nemmeno per un secondo di non essere pi una nera.

Non lo penso, insistette. Non l'ho mai pensato. Vorrei essere anche pi nera, se potessi.

Bugiarda! disse James. Stavano nel corridoio del piano superiore dell'albergo. Patsy era uscita e Thomas, che adesso era ambasciatore americano, si trovava a Versailles. Polly era in un'altra ala dell'albergo insieme al portiere. Tu sei una bugiarda oppure sei completamente pazza, le disse, perch  da pazzi desiderare di essere pi nera in un mondo come questo. Si avvicin a Sally al punto di spaventarla. Ricordati questo, sorellina. Lui non  tuo padre n tuo marito, e non lo sar mai. Dunque non metterti in testa sciocchezze simili. Niente idee da ragazzina sciocca. E il tuo padrone, e il suo sperma bianco non ti far mai diventare abbastanza bianca da essere la moglie o la figlia di un grand'uomo.

Sally si volt e corse via, piangendo. Si precipit nella sua stanza ma lo sguardo le cadde sul letto e non ce la fece a rimanere l. Cos scapp nella stanza di James. Quando lui comparve sulla soglia Sally cerc qualcosa da tirargli contro; afferr il pitale e glielo scagli addosso. James venne inondato di piscio. Dannazione! url avventandosi su di lei. La picchi mentre lei si copriva la faccia con le mani. Continu a picchiarla ma si blocc nel realizzare che avrebbe dovuto rendere conto dei segni lasciati sul bel visino di Sally. Cristo, non posso nemmeno picchiarti, disse disgustato, danneggerei una sua propriet.

Sally sedeva sul bordo del letto e lo guardava in cagnesco. Oh, non devi fermarti per questo, James, gli disse. Non devi preoccuparti. Lui non potrebbe dire niente, comunque. Viene da me di notte e io sono ancora troppo nera perch lui riesca a vedermi. Seguita tranquillamente a picchiarmi, perch sono ancora nera, troppo nera perch se ne possa accorgere.

James se ne stette in piedi, in mezzo alla stanza, a guardare sua sorella, poi si mise il volto tra le mani e si abbandon a un singhiozzo convulso. Un istante dopo Sally si alz dal letto e mise la mano sui capelli di James. Lui la tir a s e si abbracciarono mentre intorno a loro saliva il tanfo dell'urina. Passarono il pomeriggio a pulire la stanza e a lavare i vestiti; non dissero pi niente fino a quando James, che strofinava il pavimento stando piegato sulle ginocchia, esord all'improvviso, Qui non siamo degli schiavi. Lo disse al pavimento che stava strofinando. Lei aveva i vestiti bagnati nelle braccia. Quando James alz gli occhi dal pavimento per guardarla, Sally corse nel corridoio con i vestiti.

Thomas ritorn da Versailles il giorno seguente. Chiam Sally e James e li fece entrare nella sua camera, rimasta al buio dal periodo in cui era stato tormentato dal mal di testa; sedeva dietro la scrivania, non se ne stava pi disteso sulla sedia reclinabile. Aveva le mani sulla testa, e l'unica cosa che Sally riuscisse a distinguere erano quei capelli rosso oro che afferrava con tanto ardore di notte. Thomas disse a Sally e James che aveva deciso di dare loro uno stipendio mensile di trentasei franchi. Disse che gli rincresceva di non essere in grado di pagarli di pi perch i suoi debiti erano quelli che erano. Si alz dalla scrivania e cominci a camminare per la stanza, sfiorando con la testa il basso soffitto: continu a spiegare che aveva ingaggiato un tutore per Sally affinch imparasse il francese e uno dei migliori chef della citt per insegnare a James a cucinare; cos qualora fossero tornati in America non sarebbero stati costretti a dimenticare i piaceri della cuisine parigina. Sally cap che suo fratello voleva scavalcare la scrivania e uccidere Thomas. Sally glielo lesse sulle labbra quello che stava pensando: qui non siamo degli schiavi. Potrei ucciderti e qui a Parigi  diverso, qui non sarei uno schiavo che uccide il suo padrone, Sally sapeva che erano questi i pensieri di suo fratello. Potrebbero anche impiccarmi, ma qui a Parigi sarei un uomo nero libero che viene impiccato per l'omicidio di un uomo bianco libero.

Quel pomeriggio Thomas e Sally fecero un giro della citt in carrozza, andarono da un negozio di vestiti all'altro. Thomas non si era mai preoccupato del proprio abbigliamento e indossava sempre pantaloni vecchi, camicie e soprabiti lisi. Ma nello scegliere i vestiti per Sally si rivel estremamente puntiglioso, esigendo che fossero semplici ed eleganti al tempo stesso. Le compr delle scarpe e un costoso paio di guanti rossi. Stavano rientrando all'Hotel Langeac quando Sally si infil i guanti. Ti piacciono? le chiese Thomas. Era la prima volta che tra di loro venivano pronunciate parole tanto intime e lei rispose, S, mi piacciono. Il viso di Thomas si illumin e lei rimase sbalordita. Ti stanno benissimo, si lasci sfuggire Thomas, Tutti questi vestiti ti stanno magnificamente e poi, imbarazzato per quanto aveva detto, ammutol.

Sally non ringrazi Thomas per le cose che le aveva comprato. Dal momento del suo arrivo a Parigi era giunta a porre le prime fondamenta della propria persona. Lui aveva abusato di lei e gli altri l'avevano abbandonata; l'unica persona cui potesse rivolgersi era dunque se stessa, ma quando si era voltata nella direzione in cui avrebbe dovuto trovare se stessa non aveva visto nessuno e allora le era rimasta un'unica scelta, fare di tutto perch nel voltarsi in quella direzione vedesse una persona e non solo la bellezza che c'era stata fino a quel momento. Quella persona non avrebbe mai ringraziato Thomas per un paio di guanti e due vestiti. Non compensavano niente; erano il gesto di uomo che si prendeva cura di una sua propriet. Quella notte lei s'infil i guanti rossi e si distese sul letto senza niente altro indosso, nuda. Lui sarebbe entrato, le avrebbe preso i polsi per legarglieli con il nastro blu appeso a una delle colonne in capo al letto; Sally era convinta che Thomas avrebbe profanato la generosit di averle comprato quei guanti, facendo sesso con lei. Avendo aspettato a letto per delle ore, cominci a toccarsi. La porta si apr solo la mattina presto. Sally, le disse sulla soglia. Non parlava mai in queste occasioni.

S, Thomas, rispose lei. La familiarit di quel nome li colp entrambi.

Voglio che vieni con me, le disse. Sally tese la mano verso di lui. Lui la prese, e non appena la tir su dal letto, sent che le punte delle dita erano bagnate. Lei si strofin contro di lui e lo guard negli occhi per schernirlo.

Andiamo da qualche parte?

Vestiti, le rispose nel buio. Venti minuti pi tardi erano un'altra volta in carrozza, ad attraversare la citt quando mancava ancora un'ora all'alba. Sally rabbrivid per il freddo e Thomas si sedette accanto a lei, sistemando su di loro una pesante coperta. Proseguirono il viaggio in silenzio, oltrepassarono le mura della citt e imboccarono la strada che si allontanava da Parigi verso est. Le fattorie e i villaggi dormivano ancora sotto la neve invernale, mente il sole spunt tra gli alberi. Sally riusc a scorgere un'abbazia sul lato opposto della valle. Capitava, a volte, che Sally si sistemasse la coperta e che a Thomas cadesse l'occhio sui guanti rossi. Quando furono vicini all'abbazia, Thomas ruppe il silenzio. Ho ricevuto una lettera ieri sera. Patsy ha chiesto di rimanere in convento e di prendere i voti. Poi aggiunse,  arrabbiata con me. La carrozza si ferm di fronte al cancello dell'abbazia. Una vecchia badessa dalla schiena curva arranc nella neve verso di loro, sembrava in collera.

Sono il padre di Patsy, le disse Thomas in francese, scendendo dalla carrozza.

La badessa lo guard con freddezza. Scrut invece con attenzione Sally, che era alle spalle di Thomas. La cristianit vi conosce fin troppo bene, monsieur. La vostra visita  contro le regole. Le ragazze si stanno gi apprestando a dedicarsi ai loro doveri quotidiani.

Vorrei parlare a mia figlia, per favore, disse Thomas.

Ma solo per un momento, rispose la badessa, facendoli entrare in chiesa. Sally continuava a tremare e pure all'interno della chiesa faceva molto freddo, su un lato le finestre istoriate erano avvolte dalla grigia patina della penombra mentre su quello opposto, dove stava sorgendo il sole, il ghiaccio all'esterno lanciava riflessi di luce che filtravano tra i colori delle vetrate. Thomas e la badessa non si dissero niente. Poi, mentre quest'ultima si dileguava e Sally andava a sedersi a uno dei banchi, Thomas prese a camminare su e gi per la navata della chiesa. Quando la badessa riapparve da una delle porte, Patsy era al suo fianco. La badessa si ritir nei pressi dell'altare, rimanendo comunque a sorvegliare la scena. Thomas prese in braccio Patsy e lei cominci a piangere. Le diede un fazzoletto e, dopo essersi asciugata gli occhi, guard Sally. Le ha comprato dei vestiti, disse con un filo di voce.

S, rispose Thomas.

Perch l'hai portata qui? Il viso di Patsy era ancora sepolto nel fazzoletto.

Thomas fece un cenno a Sally e disse gentilmente a sua figlia, Non  colpa sua e non merita la tua rabbia. Se devi essere arrabbiata con qualcuno, quel qualcuno sono io. Prese Patsy per il braccio e cominciarono a camminare fiancheggiando le pareti. Dal banco dove si era seduta, Sally li guardava mentre facevano in silenzio il giro della chiesa. Camminavano soltanto, senza scambiarsi una sola parola, come se durante quel viaggio in carrozza di buon mattino da Parigi, Thomas non avesse avuto fortuna nel cercate di immaginarsi cosa avrebbe dovuto dire in quel momento. Finalmente, nella vuota risonanza della chiesa, giunse alle orecchie di Sally il brusio delle loro voci, ma solo dopo il terzo giro riusc a capire cosa stavano dicendo. Sent Patsy che diceva, Lo sai quand' che fanno il tuo nome, da queste parti? Lo fa la gente qualunque, quando sente il bisogno di riempirsi il cuore di speranza. Non ho mai pensato, continu amaramente, che in realt mio padre fosse solo un altro di quei raffinati aristocratici virginiani che hanno delle relazioni con le schiave.

Thomas la condusse a un banco e l si sedettero. Continuava a tenerla per mano. Ci sono cose, le disse, che un uomo non riesce a spiegare proprio alle persone cui, prima di chiunque altro, dovrebbe dare una spiegazione. Mi  successo qualcosa dopo che tua madre  morta. Mi  successo qualcosa dopo che Maria se n' andata. La badessa continuava a sorvegliare dall'altare. Non sono venuto per farti delle promesse. Sono qui solo per cercare di dissuaderti dalla decisione che stai per prendere. Credo non sia quello che vuoi veramente, credo che tu lo faccia solo perch sei arrabbiata con me. E voglio dissuaderti da questa decisione perch ti far del male, pi a te che a me, perch ti stai servendo della tua vita per biasimarmi.

Ho sentito che il nonno Wayles ha molte schiave, disse Patsy.

S.

Ho sentito... Patsy guard Sally.

Credo, disse Thomas, che Sally sia figlia del nonno Wayles.

Allora lei e mamma erano sorelle? disse Patsy con rabbia. Allora lei  mia zia? domand incredula, indicando Salty. E sar lei la mia prossima madre?

A questo punto la badessa si precipit dall'altare.  del tutto irregolare, monsieur, annunci in francese. La ragazza deve tornare ai suoi doveri quotidiani.

Thomas si alz in piedi. Guard Patsy e sospir. Ti porter a casa. Certe decisioni spettano ancora a me, vista la tua et.

Dovrebbe pensare alla bambina, protest la badessa.

Naturalmente.

 una disgrazia, disse la badessa, che il suo astio nei confronti del Signore la accechi al punto di...

Posso anche apprezzare il fatto che mia figlia rappresenti per voi un acquisto prezioso dal punto di vista politico, disse in inglese Thomas alla badessa. In fondo  la figlia di qualcuno che la vostra chiesa teme e disprezza. Ma lei rimarr con me, almeno fintanto che avr la possibilit di dire la mia in qualit di padre. In seguito Patsy decider per s.

Per piet di sua figlia, pregheremo affinch non arrivi mai a condividere il suo disprezzo per Dio e la sua opera.

Il rispetto  l'unico sentimento che io provi per Dio e la sua opera, rispose Thomas. Stava gi camminando in direzione della carrozza con Patsy sotto il braccio e Sally che li seguiva. Sono i bassi intrighi di potere condotti in nome di Dio che io disprezzo. La carrozza era ancora l, in attesa. Thomas sal nell'abitacolo insieme a sua figlia e all'amante, mentre la badessa ribolliva di rabbia. Mander qualcuno a prendere le cose di mia figlia, disse Thomas.

Non erano ancora a Parigi quando si fermarono in una locanda per fare colazione. Thomas e Patsy mangiarono nella camera degli ospiti accanto al camino, mentre Sally trov posto nel retro, nell'ala della servit. Dalla finestra della cucina riusciva a vedere la neve invernale e dalla porta riusciva a sentire Thomas e Patsy che ridevano. Sally mangi con calma e con indosso il suo bel vestito parigino, mentre gli altri domestici l'osservavano incuriositi; aveva poggiato i guanti rossi sulla panca, accanto a s. I domestici le offrirono del formaggio e del pane con prosciutto, dopodich distolsero la loro attenzione da Sally per discutere del re e dei repubblicani.

Thomas, Patsy e Sally rientrarono a Parigi nel pomeriggio, un grigio pomeriggio invernale. La baraonda nelle strade andava aumentando. Sul boulevard St-Germain la gente infuriata fermava le carrozze e le spintonava nell'intento di capovolgerle, mentre i passeggeri lanciavano convulsamente denaro dai finestrini. La calca rese i ponti impraticabili. Dal finestrino Sally vedeva avvicinarsi all'orizzonte della Senna una furiosa corrente colorata di rosso e di nero. La rivoluzione giungeva dal fiume, una flotta di imbarcazioni piene di ribelli stava avanzando per impadronirsi del porto fluviale e bloccare il commercio del re; a una a una le barche attraccarono alle banchine. I marinai presero d'assalto la riva armati di torce che ardevano sotto il nero cielo invernale.

La gente stava per raggiungere la carrozza di Thomas. Afferrarono Thomas, Patsy e Sally, nel suo bel vestito parigino. Qualcuno strapp a Sally uno dei guanti dalle mani e quando lei si allung per riprenderlo, fu quasi tirata gi dalla carrozza. L'agitazione divenne incontrollabile. La carrozza era sul punto di essere gettata nel fiume, quando qualcuno grid, Mais c'est Jefferson! Cal il silenzio, poi ci fu il mormorio della gente che continuava a ripetere, Jefferson. Un boato si alz da un capo all'altro della folla. Jefferson, gridavano uomini e donne, il paladino del popolo.

La folla crebbe, inneggiando al nome di Thomas. C'era gente che si precipitava fuori dei negozi e che si affacciava alle finestre. Quelli che si trovavano attorno alla carrozza non si allungavano pi per afferrare Thomas, ma solo per toccarlo; divenne presto evidente che avrebbe dovuto dire qualcosa alla folla. Apr la porta della carrozza e si alz in piedi. Alla vista di quel gigante con capelli che avevano il colore del fuoco e con i vestiti consumati e in disordine, la folla url. Questa eccitata dimostrazione and avanti per un bel po'. Thomas cerc di prendere la parola ma nessuno poteva sentirlo in mezzo a tutto quell'entusiasmo. Miei cari amici, disse nel suo francese stentato, quando la massa si plac. La sua voce era cos debole che dall'interno della carrozza Sally distingueva a fatica le parole. Nessuno tra i rapiti astanti fu tanto sgarbato da chiedergli di alzare la voce. Miei cari amici, ripet, agitando goffamente le mani, vi chiedo di perdonare il povero francese di un selvaggio americano. La gente rise e ricominci a inneggiare pi volte il suo nome.

Quando torn il silenzio, seguit. Amici miei di questo paese che sono giunto ad amare come fosse il mio..., parlava incespicando e con un tono di voce al limite dell'udibile. Cosa potrei dirvi senza apparire presuntuoso? Posso forse dire qualcosa che non sia un... un piccolo sussurro in confronto al coraggioso grido delle vostre strade. Ci di cui sono qui testimone che mi umilia e io non sono degno di questo vostro grido... Qualcuno nella folla cominci a protestare ma Thomas continu, Non sono degno di questo grido, ma vi sono comunque grato per avermelo fatto sentire.

Si ferm. Alle sue spalle, su per il fiume, la rivoluzione proseguiva. Nel freddo dell'inverno le parole gli si materializzavano davanti al viso come nuvole minuscole. Sono un ben misero paladino, disse dopo un po'. Nessuno parl. Non sono certo pi brillante della luce che accende l'animo di ogni essere umano. E sono equilibrato come pu esserlo chi ignori con fatica gli impulsi provenienti dalle zone pi oscure della propria anima. Nella migliore delle ipotesi, sono stato semplicemente lo schiavo di una grande idea. Non ho avuto io questa idea, piuttosto  stata l'idea che ha avuto me. Nessun uomo potrebbe attribuirsi il merito di avere avuto un'idea simile e io posso soltanto dire di essere stato fortunato che questa idea si sia impossessata di me con tanta forza e chiarezza da non poter far altro che servirla. Quello che state facendo qui, sar un esempio per tutti gli schiavi del mondo e li inciter a vivere. Quello che state facendo qui, non lascia speranza al mondo dei tiranni addormentati, il cui unico sogno sar quello di contare all'infinito i pochi giorni che sono rimasti loro. E ricordatevi, a questo punto Sally pens che quel filo di voce con cui Thomas parlava stesse per spezzarsi, laddove un misero paladino fallisce nel realizzare una grande idea,  il paladino a fallire e non l'idea. L'idea rimane grande come sempre  stata. Sopravvive al suo misero paladino e continua a esistere. Ricordatevi che nel giorno del giudizio finale, quando su questo pianeta verr combattuta la battaglia finale annunciata dalle antiche profezie, gli uomini verranno divisi in due schiere, quelli sufficientemente nobili da essere stati schiavi e quelli sufficientemente arroganti da avere avuto la presunzione di essere dei padroni. E non c' dubbio quale parte sceglier il Signore in paradiso.

Seduta nella carrozza, Sally ebbe l'impressione che la risposta della folla si fosse fatta attendere a lungo. Quando giunse si tradusse in un clamore che lei non aveva mai udito prima. Jefferson, Jefferson! gridavano e Thomas, schiacciato dalla violenza di quell'adorazione, si ritir nella carrozza, quasi volesse rannicchiarsi di fronte a tanto entusiasmo. Era pallido. La folla scort la carrozza lungo il ponte e continu a correre al suo fianco lungo tutta la via del ritorno all'Hotel Langeac; quando prendevano una nuova strada la gente annunciava urlando che Thomas era tra i passeggeri della carrozza. Fece appello al coraggio necessario per sostenere lo sguardo di Sally che era seduta di fronte a lui e poi si volt verso il finestrino e la folla adorante. Non ce la faceva a guardare quella gente che lo acclamava, quindi abbass gli occhi e si fiss le mani che al buio avevano tenuto Sally prigioniera. Non ce la taceva a guardarle, quindi cerc di guardare da qualche altra parte fino a che esaur i punti su cui poteva posare lo sguardo. Allora chiuse gli occhi.

Giunta la fine dell'inverno la fece venire a dormire in camera sua. A primavera inoltrata Sally dormiva tutte le notti in camera di Thomas. Prima di chiunque altro giunse a chiamarlo apertamente per nome. Il fatto di dormire nella camera di Thomas le impediva di nascondere il coltello sotto il cuscino, decise cos di tenerlo avvolto in uno dei guanti rossi, quello che portava quel giorno sul ponte e il cui gemello era andato perduto nella folla. Di notte, dopo aver fatto sesso con Thomas, rimaneva sveglia per un po' e aveva la sensazione che il letto ondeggiasse, quasi fosse una creatura vivente dotata di ali, in attesa di spiccare il volo.

Le nuvole si addensarono nel cielo di Parigi. L'inverno raffredd l'agitazione nelle strade e fece alzare il prezzo della legna, il che contribu a far infuriare ulteriormente la popolazione. Una mattina James trov la carrozza di Thomas completamente smantellata nella neve, era stata fatta a pezzi per le stufe del vicinato. Arrivata la primavera nessuno poteva permettersi di comprare il pane. I burocrati si misero a distribuire freneticamente croste rinsecchite tra la popolazione mentre i briganti tendevano imboscate ai carri di farina e dirottavano le chiatte cariche di frumento. Bande di vagabondi incendiavano le vigne dei nobili mentre i rivoltosi saccheggiavano le case dei mercanti e ne spargevano le viscere per i viali. Un'anarchia di liquidi organici sommerse la citt, torrenti di sangue, merda, e vomito correvano nelle strade. I soldati esitavano nervosamente nello stabilire le alleanze, un momento erano dalla parte del re e quello successivo da quella del popolo. Civili e soldati si raggruppavano nei modi pi disparati e le occasioni per sparare non mancavano di certo; chi facesse fuoco e su chi, era per una questione che si chiariva solo nel momento in cui si cominciava a sparare, e giunto il fatidico momento poteva capitare benissimo che i soldati fossero diventati improvvisamente dei rivoluzionari. Devi rimanere in Francia, disse James a Sally. Non devi tornare in America con noi.

Con noi? ripet lei.

Ha accettato di darmi la libert, balbett James. A patto che ritorni con lui in Virginia in qualit di suo cuoco.

In altre parole, lo rimbecc lei, ha accettato di lasciarti libero a patto che rimani suo schiavo.

Non rivoltare le cose, sorellina, disse James con rabbia. Non  la stessa cosa e non sono io quello con cui lui va a letto. Non potr mai fare di te una donna libera in America. Non potrebbe farlo nemmeno se volesse, non fintantoch vorr continuare ad avere il corpo di una donna nera.

Dopo questa conversazione Sally nascose il coltello avvolto nel guanto dietro il poggiatesta in capo al letto di Thomas. Una notte, con i polsi legati, Sally rimase in ascolto del battito delle ali del letto, mentre Thomas spingeva il suo uccello dentro di lei. Presto torneremo a casa, le disse. Gli si acceler il battito del cuore nel darle la notizia. Fremeva alla prospettiva di averla sul suolo americano. Laggi lei era irrefutabilmente una schiava e la delizia del suo corpo poteva essere sua con lo schiocco di una frusta. Fintantoch lo avesse sentito fremere a quel modo, Sally non avrebbe saputo cosa rispondere. Mi riporterai in America come una donna libera o come una schiava? gli chiese. Lo sent fermarsi, il desiderio che andava scemando di fronte a quella domanda. Le collass sul seno e rimase l immobile, abbastanza a lungo da farle credere di essere svenuto. Alla fine disse, Non posso riportarti in America da donna libera.

Hai liberato mio fratello.

Non  la stessa cosa.

Allora rimarr a Parigi, replic lei e rimasero per un po' in quella posizione, lui con testa sui seni di lei e lei con i polsi legati.

Quando Sally si svegli, venne colta da una delle sue crisi di panico. In questo stato comprese per la prima volta che non lo avrebbe pi rivisto. Il modo in cui era stata sedotta e traviata da Thomas, l'aveva condotta verso un isolamento totale. Thomas era divenuto il suo unico contatto umano, anche se quel contatto non faceva che insozzarla. In quel momento desider che Thomas andasse con la bocca in mezzo alle sue gambe e gliela succhiasse tutta. Non si sentiva solo un'amante piantata ma anche una figlia abbandonata; il modo in cui la prendeva non era semplicemente il modo in cui il padrone la stuprava ma anche la violenza incestuosa di un padre; come accade a chi diventa oggetto di un incesto, Sally non si limit a subire la violenza ma fin per amarla. Nelle tenebre di quella stanza era pi di quanto potesse sopportare. Non era sufficiente rimanere in Francia, non era sufficiente prendersi la propria libert dicendo di no: solo dicendo di s, solo facendo seguire quel s da un atto di affermazione sarebbe riuscita a superare il panico della notte. Diede un forte strattone con i polsi e il nastro che aveva strappato dalle tende della stanza in cui era morta la moglie di Thomas esplose in una pioggia di pezzettini blu. Afferr il coltello che era dietro il poggiatesta del letto e dopo averlo sollevato fin sopra la testa, glielo affond nel corpo; riusc a sentire la lama che penetrava la carne.

Lasci il coltello e si gett dal letto, singhiozzando. Poi si sollev dal pavimento e vide un centinaio di tarme nere alzarsi in volo dal corpo di Thomas e riempire la stanza. Afferr il vestito e corse nuda nel corridoio; e mentre si stava ancora infilando il vestito si scagli fuori dall'Hotel Langeac, nella notte di luglio.

Dal balcone, Thomas la guard mentre se ne andava. Era rimasto l per un po', dopo essersi alzato dal letto perch non riusciva a prendere sonno. Il fatto di aver perduto Sally era diverso dalla perdita di Maria o di sua moglie; con loro aveva perduto una parte di s che mostrava costantemente al mondo. Con Sally perdeva quella parte di s che il mondo non aveva mai conosciuto, quella parte di s che nemmeno lui conosceva e che adesso, forse, non avrebbe mai pi conosciuto. Non aveva scelta riguardo all'America. Una donna nera libera non avrebbe potuto dormire nel suo letto di bianco americano. La natura della libert americana era tale per cui era libero di trarre piacimento solo da ci che possedeva; in definitiva la natura stessa dell'America veniva stabilita in base a quanto si possedeva.  per questo che non aveva scelta. Avesse potuto scegliere l'avrebbe liberata, purch fosse rimasta sua. Avesse potuto scegliere li avrebbe liberati tutti i suoi schiavi e quando gli divenne pi facile credere che fosse giunto il momento per una scelta del genere, quella scelta era stata gi presa da altri per lui. Adesso la guardava mentre correva gi in strada per sparire nelle tenebre. Non molto lontano, sopra le guglie della citt, le sparatorie continuavano senza posa; Sally correva alla luce di quegli spari quasi dovesse essere cancellata dal lampo della libert. Thomas lasci il balcone e torn nel corridoio dove venne raggiunto da un nugolo di tarme nere. Colto dallo spavento, cominci a gridare cercando di schiacciare le tarme mentre queste si dirigevano verso il balcone. Sulla soglia della stanza vide uno dei guanti che aveva comprato per Sally; lo squarcio nel letto, l dov'era affondato il coltello, invece non gli sembr tanto strano. Per molte notti, mentre faceva finta di dormire, aveva sentito la lama del coltello premuta contro il collo mentre lei gli parlava. E giusto il pomeriggio precedente, avvolto in quel guanto, aveva trovato il coltello, lo aveva esaminato per poi rimetterlo al suo posto, l dove lei lo aveva nascosto.

Se ne and senza niente. Non aveva preso con s i suoi vestiti n ci che aveva risparmiato dallo stipendio che le dava Thomas. Quanto al francese, aveva imparato a mettere insieme solo qualche parola. Per tutta la notte la citt fu scossa dalle esplosioni e dai tumulti; Sally vag per il labirinto parigino, ringraziando la calura estiva che fino ad allora le era parsa insopportabile. Solo allo spuntare dell'alba, una volta raggiunto il fiume, cominci a sentire freddo.

L incontr un vecchio che le diede del pane e del vino. Quindi s'incammin in direzione del sole che sorgeva e quando si fece molto caldo decise di allontanarsi dal fiume e risal senza meta la sponda destra. Arriv in rue St-Antoine, dove un'enorme massa di persone si stava radunando davanti ai cancelli di una gigantesca costruzione nera con otto torri e con mura alte quanto quindici uomini. All'interno della costruzione nera c'era un fossato. Sally rimase seduta per un'ora all'ombra di una locanda, accanto a un negozio di profumi. Una donna incinta le spieg che la folla intendeva assalire la prigione, liberare i prigionieri e prendere la polvere da sparo tenuta dalla guarnigione appostata all'interno.

Il giorno si andava trascinando e il caldo era sempre peggiore. I dimostranti nei pressi della prigione sembravano sempre pi arrabbiati. Altra gente si stava riversando nella piazza e un imponente grido di acclamazione salut un carro di fucili che arrivava, seguito da un cannone sottratto agli Invalides. All'interno della prigione proseguivano le trattative tra il comandante e un rappresentante della folla, mentre all'esterno l'umore della gente fluttuava tra festeggiamenti sfrenati e una frustrazione crescente. Si sveniva per il calore e per l'ubriachezza. C'era chi lanciava insulti ai soldati appostati in alto, sui bastioni della prigione, mentre negli occhi dei cavalli legati ai carri di fieno si accese una luce oscura e malevola, quasi che quelle bestie fossero possedute dal demonio. Sally era in preda all'euforia e al terrore che da un momento all'altro cominciasse a serpeggiare per le strade di Parigi la notizia della morte di Thomas, ucciso dalla sua amante. Improvvisamente, forse irrazionalmente, si convinse che la notizia stesse per diffondersi tra la folla e che qualcuno l'avrebbe riconosciuta. Da un momento all'altro qualcuno avrebbe detto, S conosco questa ragazza, la nera; e l'avrebbe indicata, sollevando il guanto che le avevano preso il giorno in cui la folla per poco non aveva spinto la carrozza di Thomas nella Senna. Portava questo guanto, avrebbe detto il testimone, sono stato io a prenderglielo. Sally stava guardando la prigione, chiedendosi come sarebbe stato se avesse trascorso il resto della vita in una di quelle due torri, quando cominci la sparatoria.

All'inizio non era chiaro da dove provenisse il fuoco. Forse dalla prigione stessa o magari da un albergo sul lato opposto della strada. Ci fu una tremenda raffica, si sentivano moschetti che esplodevano mentre dalle alte mura della prigione part il boato dei cannoni, cui rispose il cannone della folla. Venne dato fuoco al fieno, la nuvola di fumo avrebbe invaso la piazza e oscurato la vista ai soldati sui bastioni. I cavalli legati ai carri cominciarono a imbizzarrirsi. La vetrina del negozio di profumi erutt una pioggia di vetro e un maelstrom di fragranze oppresse la piazza, mischiandosi all'odore di fumo, di vino e di sangue che gi impregnava l'aria; qualcuno tra la folla lanci un avvertimento che fu seguito dall'esplosione pi violenta di tutte. Sally alz lo sguardo verso il ponte levatoio della prigione che venne gi in uno schianto, sciolto da qualcuno che aveva scalato le mura. Sotto il ponte, nell'acqua del fossato sfrigolavano i rottami ardenti dei fucili e dei cannoni. Dai cancelli si alz un urlo tra la gente; si ebbe l'impressione che quell'urlo provenisse dalle torri nere. Lo scompiglio generale minacciava di trascinare Sally con s e tutto quello che le riusc di pensare fu di scappare via. Cercava di risalire la corrente della folla, quando la donna incinta l'afferr per un braccio. Ma dove va, mademoiselle? disse, prima di accasciarsi senza vita ai piedi di Sally, la parte posteriore del capo che le fumava. L'ondata di gente sollev Sally dal terreno.

Un cavallo legato al suo carro in fiamme prese a correre all'impazzata con la gente che cercava di fargli strada. Sally ci salt su, in mezzo alle fiamme.

Il carro attravers la piazza e il ponte levatoio. Sulla rivoluzione stava calando il crepuscolo mentre Sally percorreva le strade di Parigi con alle spalle una palla di fuoco. Poteva sentirne il calore. Il calore le ricord il corpo di Thomas e allora ebbe la sensazione che il fuoco fosse sul punto di afferrarle i capelli per costringerla a piegarsi sulle ginocchia. A quel punto salt dal carro e rotol sul selciato, dove rimase distesa a guardare il carro in fiamme che si allontanava e quando il carro spar in fondo alla strada, lei perse conoscenza.

Nella notte si tir su e cammin finch arriv alle porte di Parigi. Si lasci la citt alle spalle e prosegu nelle tenebre. Giunta in quello che da lontano le era sembrato un bosco, si sdrai sull'erba e si addorment.

Dorm a lungo.

Ebbe una vaga consapevolezza del mattino e del sole che le batteva sugli occhi. In qualche zona remota della sua mente, si affacci il pensiero che fosse il caso di svegliarsi e andarsene, prima che venisse qualcuno per arrestarla e portarla in prigione o magari per rapirla e venderla. Nel sonno si vedeva distesa e circondata da una massa di padroni, ognuno dei quali aveva un coltello che gli spuntava dall'esofago. Ma la cosa peggiore era che nel sonno il sole scivolava lungo lo squarcio aperto del corpo di Thomas, lo squarcio che lei gli aveva fatto quando lo aveva ucciso. Vide le tarme nere alzarsi in volo da quello squarcio e allora cerc di acchiapparle con l'intenzione di rimettergliele dentro, di riprendere il coltello e di richiudergli il corpo. Voleva sentire lui che la beveva, cos come un padre beve una figlia.

Quando si svegli era pomeriggio inoltrato. Il terreno su cui si trovava era diverso da quelli che aveva visto finora.

Si alz lentamente e si guard intorno. La testa le batteva ed era assetata, come se qualcuno avesse bevuto tutta la vita che c'era in lei. Non c'era nessun bosco. Ai suoi piedi, dove aveva dormito per tutte quelle ore, non c'era erba ma cenere. Era sul crinale di una grande montagna dalla cima piatta, quasi che il Signore ne avesse mozzato la vetta. Dalla fossa del cratere che era sotto di lei, si alzava una costante striscia di fumo illuminata dal fuoco che ardeva nelle viscere della montagna.

Era molto assetata. Si domand se non fosse stato qualcuno a prenderla e portarla in quel posto, lontano da Parigi. Ma nella sua mente un ricordo del genere non c'era. S'inoltr nel cratere, in direzione della luce. Il fuoco si fece pi acceso e presto giunse a una casa.

Era ormai il crepuscolo. Sal su un piccolo altipiano per osservare la bocca del cratere e vide che la casa non aveva niente in comune con quelle che aveva visto finora. Non somigliava a nessuna delle case che aveva visto in Virginia. Non era una casa in cui un bianco avrebbe vissuto, ricordava piuttosto gli alloggi decrepiti degli schiavi che lavoravano nella piantagione di Thomas, non fosse che sembrava fatta con la roccia della montagna stessa. Due grandi cani grigi dormivano sulla veranda. Le bestie sollevarono la testa per salutarla e lei le oltrepass. Esit davanti alla porta, aveva paura di bussare; ma era molto assetata e forse c'era qualcuno che poteva darle dell'acqua. Il cratere incombeva e il fumo si alzava per morire nel cielo che si andava oscurando.

Rimase l, in piedi, con le orecchie premute contro la superficie della porta. Ma non riuscendo a udire niente, si decise a bussare. La porta si apr e vide se stessa.

Vide se stessa, in piedi, sulla soglia, che a sua volta la guardava. Le due si fissarono a bocca aperta; la sola cosa che sul momento la tranquillizz, la sola ragione per cui non grid per poi fuggire, fu che l'altra se stessa sembrava stupefatta quanto lei. Avesse avuto l'opportuna presenza di spirito, avrebbe allungato la mano per accertarsi che davanti a lei non ci fosse uno specchio; ma, in ogni caso, non era uno specchio che le stava davanti. Sally port invece la roano alla bocca, troppo tardi per soffocare il proprio grido; anche l'altra Sally grid.

Polly? Sent una voce provenire da una stanza in fondo alla casa. La prima reazione al nome di Polly fu di pensare che fosse la voce di Thomas; ma non era la voce di Thomas. Polly, che c'?, disse ancora la voce. A quel punto la persona che aveva parlato comparve dalla stanza in fondo alla casa.

Sally non lo aveva mai visto prima di allora. Aveva passato la cinquantina ed era di corporatura normale, non alto quanto Thomas ma pi vecchio; aveva una massa arruffata di capelli neri, chiazzata di bianco e di grigio. Portava degli occhiali con lenti cos spesse che i suoi occhi sembravano due palle di cristallo blu. Si fece avanti barcollando, era in uno stato che andava ben oltre la semplice ubriachezza. Sally rimase al contempo sollevata e delusa nel constatare che non era Thomas, tuttavia la vista di quel vecchio dai capelli neri fu come un ruggito di estraneit proveniente da una zona della psiche che, per quanto sperduta, rivendicava fermamente di essere riconosciuta. Il vecchio la guard e grid, in un rantolo che mor a mezz'aria. Qualsiasi parvenza di colorito gli svan dal viso e per un istante sembr sul punto di svenire; l'altra Sally gli si avvicin per sorreggerlo ma l'uomo riusc comunque a mantenersi in piedi da solo. Fissava prima una donna poi l'altra, e Sally avvert che la sua paura veniva trasformata dalla paura che provava il vecchio; avvert anche che quella trasformazione li portava verso un qualcosa che loro due condividevano ma che non erano in grado di comprendere. Adesso, invece di chiamare Polly, il vecchio pronunci il suo di nome. Disse, Sally, e nel dirlo si strozz. E se prima non gli era uscito il grido, adesso parte del nome gli si incagli nei ventricoli del cuore, dove si trovava da molto tempo.

Sally si volt e usc. Oltrepass correndo i cani e la veranda, risal il fianco del cratere verso la vetta della montagna. Poi corse gi per il lato opposto, diretta alle pianure nere. Non pensava pi all'acqua adesso, n alla prigione e neppure alla schiavit. Pi tardi le sarebbe piaciuto credere che fosse stato tutto un sogno; avrebbe dato qualsiasi cosa per credere che era stato un sogno. Ma in quel momento sapeva che non era un sogno e cos correva, assetata, esausta e fuori di s. Non si volt per guardare il cratere o la casa o l'altra se stessa che era sulla soglia e che la stava guardando mentre lei fuggiva; quando finalmente raggiunse il fondo della montagna continu a correre e a inciampare nella pianura nera. Nel corso della notte un carro la prese su. Nel corso della notte avvert e ud sotto di s le ruote che giravano, avvert e assaggi sulle labbra il gocciolio dell'acqua. Quella notte non fece neanche un sogno. Il carro la riport a Parigi.

Alle prime ore del mattino scese dal carro e riprese a vagare senza meta come aveva fatto dopo aver affondato il coltello nel corpo addormentato di Thomas. Non si ferm fin quando non vide Thomas.

Era l'alba. Trascinata dalla marea della citt, Sally si ritrov un'altra volta in quello che era il centro degli eventi parigini, la prigione nera con le otto torri. Il fumo incombeva ancora sopra la piazza. Il sangue aveva sopraffatto da un pezzo l'aroma di lill sparso dal negozio di profumi. La gente faceva avanti e indietro liberamente sul ponte levatoio della prigione; in alto, sulle aste rosso scuro che circondavano la piazza, erano state infilzate le teste dei soldati. Le donne sfogavano il dolore piangendo sul selciato su cui erano morti i loro uomini.

Thomas andava di vedova in vedova e ci parlava, cercando di confortarle. Dava a tutte del denaro. Quella scena fece ricordare a Sally di quando era una bambina, del giorno in cui lo aveva visto afferrare la frusta all'uomo che stava picchiando uno schiavo. Sedeva stordita sulla strada, in mezzo ai pezzi di vetro disseminati davanti al negozio di profumi, e osservava. Alcuni di quei pezzi di vetro scintillavano al sole dell'alba.

Alla fine lui la vide. Era in piedi, in mezzo al fumo, che la fissava. Quando le si fece incontro, lei non riusc a fare niente; era terrorizzata da come l'avrebbe giudicata. Thomas guard i pezzi di vetro tutt'intorno a Sally. Ti taglierai, le disse. Nel tirarla su, si tagli con una scheggia di vetro nascosta tra le pieghe del vestito stracciato che le aveva comprato; entrambi guardarono la mano di Thomas che sanguinava. Thomas la port in braccio e Sally si strapp una striscia di stoffa dal vestito, cos come una volta ne aveva strappata una dalle tende della camera in Virginia, e con quella striscia di stoffa gli fasci la mano. Voleva addormentarsi tra le sue braccia ma gli disse, Mettimi gi.

Thomas la mise gi. Le ginocchia le cedettero e lui dovette afferrarla perch non cadesse in terra.

Tre condizioni, gli disse. Primo, sar la tua signora. Secondo, non mi venderai mai a nessun altro. Terzo, libererai i nostri figli quando saranno maggiorenni.

Confido che in cambio accetterai di non uccidermi nel sonno.

Non sei in condizione di poter negoziare, mormor lei con voce assonnata.

Se accetto le tue condizioni, mi prometti che tornerai in America con me?

Lo prometto, rispose e, giusto un istante prima di arrendersi completamente alla stanchezza, apr gli occhi e vide che un'ombra gli attraversava il volto. Niente la stupiva pi di tanto adesso. Era la nuvola di tarme nere che scendeva su di loro.

In realt era molto pi grande di una nuvola, molto pi grande di un nugolo di tarme. Riempiva il cielo da un'estremit all'altra della piazza e quando quelle che avrebbero dovuto essere tarme si posarono sul soprabito di Thomas, sulla sua fronte e sulla mano insanguinata, l'uomo e la ragazza si resero conto che non erano affatto tarme e che mai lo erano state. Thomas le tocc e quelle gli si sbriciolarono nelle dita. Lasciavano una macchia nera. Aveva aspettato quella pioggia spaventosa da quando aveva cinque anni e adesso, senza fiato, si rese conto che finalmente erano cadute, le ceneri della schiava di nome Evelyn che quarant'anni prima aveva avvelenato il suo padrone Jacob Pollroot.

Thomas disse, Parigi non la vidi mai pi. La Parigi che sognavo era quella in cui arrivai dopo la morte di mia moglie. I languidi giardini e le strade sfrenate, la sensuale esuberanza, la ricerca feroce. Insieme alle notizie che negli anni seguenti al mio ritorno giungevano in Virginia dalla Francia, i miei sogni cominciarono a cambiare. Nell'ultimo di questi sogni mi sono ritrovato nella rue d'X, ero l che camminavo quando mi accorsi che qualcosa scorreva ai miei piedi, una specie di fiume caldo e denso; il sangue traboccava dalle fogne, alzai lo sguardo e vidi che un'onda di quel sangue stava per abbattersi su di me. Ho difeso spesso le ragioni di tutto quel sangue. Spesso, a coloro che dalle nostre parti ne condannavano lo spargimento, ho detto che la terra, il focolaio della libert, si nutriva del sangue dei tiranni. Ma nei miei sogni il sangue continua a salire inondando la terra fino a farla sparire. Potessi condannare apertamente tutto quel sangue, con tutta probabilit adesso odierei segretamente Parigi per come ha tradito gli ideali della sua battaglia. Ma la realt  che ci sarebbero dei tradimenti pi profondi e diretti da disprezzare.

D'altro canto, proprio certi tradimenti un poco pi profondi avrebbero potuto benissimo salvare la testa al Re di Francia... Una schiava tutta sua lo avrebbe aiutato. Un ricettacolo nero che accogliesse l'oscurit del suo cuore e della sua anima, lo avrebbe aiutato a trovare la forza necessaria per essere buono e giusto. Lo avrebbe aiutato il commettere qualche doppiezza da poco, come tradire la sua vanitosa e viperina regina austriaca; individuata cos quella parte di s che reclamava il riscatto, avrebbe potuto riscattare il suo paese se non il trono. Adesso il sangue del Re di Francia trabocca insieme a tutto il resto e lo stesso vale per quello della regina.

Non si dovrebbero fare promesse avventate di fronte a tanti testimoni. Le dissi che non mi sarei mai risposato. Forse non mi sarei risposato comunque. Forse le feci quella promessa non tanto per aiutarla ad affrontare la morte ma per cedere al fascino del proibito, il proibito che avevo sempre bramato e che mi ero sempre negato. Tra un anno avr cinquant'anni. Ho passato da tempo il punto in cui si  pi vicini alla fine che non all'inizio. Negli anni che lo hanno preceduto sono stato schiavo delle mie convinzioni piuttosto che delle passioni; per questo, la notte in cui ho preso Sally per la prima volta, mi sono sentito vivo come non mai. In quei momenti in cui sapevo di fare qualcosa di assolutamente imperdonabile, mi sono sentito vivo come non mai. Da allora in poi, nelle notti che sono seguite, ho accettato quei momenti non come i delitti che commettevo in contraddizione con i miei ideali, ma come il caos passionale in grado di giustificare e liberare il dio della ragione che viveva dentro di me. Non mi sono mai chiesto se amo Sally. Credo di essere giunto ad amarla, anche se non nel modo in cui amavo mia moglie. Sally era l, quando mi trovavo pi vicino alla fine che non all'inizio, quando non ero cos intenzionato ad abbandonare quei momenti soltanto per le mie convinzioni. L'abbandonarmi alle passioni non mi ha portato a credere meno nelle mie convinzioni, ma a crederci di pi.

Quando ero giovane, lo Stato della Virginia non consentiva a un uomo di liberare i propri schiavi. Tale era il legame tra la schiava e l'uomo che la possedeva. E tale era lo Stato che non avrebbe mai sciolto un legame del genere. All'et di venticinque anni, presentai allo Stato una proposta di legge che consentiva a un uomo di liberare i suoi schiavi, il che avrebbe liberato non soltanto la schiava ma anche l'uomo che la possedeva. Lo Stato si sent oltraggiato. Venti anni pi tardi, nella notte parigina, presi Sally e non me ne liberai pi: tale fu il legame che si instaur tra noi. E nessuna legge potr mai liberarmi dalla cosa che possiedo, dalla cosa che, a sua volta, possiede me.

Credo in un giorno in cui il nero potr finalmente essere una persona in tutto e per tutto. Lo Stato mi odia per aver detto una cosa del genere.

Ho inventato qualcosa.  stata la migliore, la pi selvaggia e la pi elusiva delle mie invenzioni, l'embrione di un'idea che avevo in mente.  un aggeggio che  mezzo impazzito per via dell'amore per la giustizia, una macchina oliata dalla fiera e tenace ostilit nei confronti di coloro che pensano di poter cavalcare la razza umana come fosse uno stupido animale. L'ho lasciata libera di turbinare per il mondo. Sfreccia per i villaggi, i paesi, i piccoli centri e le grandi citt. Tutti quelli che ne sentano anche solo parlare, si dovranno confrontare in ogni momento di ogni giorno con questa invenzione; e metter maggiormente alla prova proprio quelli che sono troppo disinvoltamente arroganti per crederci. Ma io so che  imperfetta, come so che il difetto di questa invenzione sono io. Proprio come l'inchiostro bianco dei miei lombi ha acceso l'ispirazione che ha portato alla luce questa cosa, cos l'ordine della sua estinzione  stato scarabocchiato con quello stesso inchiostro. La firma  mia. Ho scritto il nome di questa invenzione. L'ho chiamata America.

Nell'autunno del 1789 Thomas lasci Parigi con le figlie, il valletto e la sua donna per partire alla volta di casa. La notte in cui la costa della Virginia comparve all'orizzonte, la nave prese fuoco e l'entourage venne trasportato a riva a bordo di scialuppe insieme a tutto quello che pot essere salvato dalle fiamme. La nave bruci nel mare che si lasciavano alle spalle. Il giorno di Natale, James condusse la carrozza per le colline della piantagione che Thomas e Patsy e James ben conoscevano ma che non vedevano ormai da quasi sette anni. D'un colpo l'orizzonte si riemp dei volti neri degli schiavi che si facevano loro incontro per dare il benvenuto. Gli schiavi seguirono la carrozza nell'ultimo miglio che ancora la separava da casa, facendo a gran voce il nome di James e applaudendo alla porta della carrozza che si apriva e all'emergere della figura di Thomas, seguito dalle due figlie. Ma tutta quella commozione venne gelata dalla vista della bella e giovane schiava nera che, in un elegante abito europeo, scendeva dalla carrozza tenendosi alla mano del padrone. Senza dire una parola e guardando dritto davanti a s, Sally baci la sua sbalordita madre per poi sparire in casa con Thomas. La sua eleganza era evidente quanto lo era il suo stato di gravidanza.

La bambina mor nascendo. Era piccola e avrebbe avuto il viso di sua madre e i capelli rosso fuoco del padre. Nei dieci anni che seguirono, Sally diede a Thomas sette figli; fu l'ultimo, un maschio chiamato Madison, che sarebbe giunto a identificare Thomas come suo padre. La famiglia legittima - le figlie di Thomas e le loro bambine - fu costretta a negare la cosa, come di fatto negava che Sally fosse la donna di Thomas. Fosse stato ragionevolmente possibile, avrebbe negato a Sally persino il fatto stesso di esistere. Thomas non riconobbe mai i figli di Sally, n li tratt diversamente da come trattava i figli degli altri schiavi della piantagione. Ma quando Madison divenne pi grande, capit spesso che, da lontano, i visitatori lo scambiassero per Thomas. Poi giunse il momento in cui tutti i figli avevano compiuto il ventunesimo anno. Thomas rispett tranquillamente il patto con Sally. Diede loro la libert e questi, a uno a uno, sparirono nella notte, per riapparire in altri luoghi e in altre vite.

Quell'identit che, da donna libera, Sally aveva cominciato a costruirsi a Parigi tra tante incertezze, si trovava un'altra volta a dover essere definita come una schiava, per cui la sua vita significava qualcosa solo perch c'era qualcuno che la possedeva. Non dimentic del tutto la persona che aveva tramato di costruirsi a Parigi, nei momenti in cui evitava di ringraziare Thomas per un paio di guanti: adesso quando lui tornava dai suoi viaggi, lo ringraziava per simili doni chiudendo la porta della camera e facendosi scendere il vestito dalle spalle. Nelle ore in cui la sua vita era soltanto sua, Sally cominci a passare gli anni facendo gioielli che teneva in una scatola di legno nera con sopra una rosa intagliata o che dava agli altri schiavi, che ormai consideravano Sally con una soggezione quasi mistica. Non le venne in mente che quei gioielli potessero avere un valore. Li faceva solo per il suo piacere, spesso usava le perline che le davano gli indiani, le volte in cui Thomas la portava con s. Thomas aveva un grande rispetto per l'ingegno degli indiani e il loro senso dell'onore. Talvolta le sembrava che Thomas sentisse una speciale affinit con la ferocia della loro esistenza e invidiasse l'armonia con cui gli indiani vivevano la loro ferocia. Talvolta le sembrava che parlasse degli indiani come fossero dei bianchi. Talvolta Thomas parlava di loro come se fossero migliori dei bianchi. Sally notava queste cose con meraviglia e con rabbia.

Si prese cura della camera di Thomas e del resto della casa, cos come avevano stabilito in rue St-Antoine, nonostante il grande accanimento delle sorelle di Thomas. Tenne Thomas al riparo dallo sguardo dei visitatori, per quanto le fu possibile, ma questi non smisero mai di venire. Spesso aspettavano Thomas in salotto e mentre pregustavano ansiosamente l'apparizione del famoso e ardente re-filosofo, si chiedevano sconcertati e un po' allarmati chi fosse quel mendicante di alta statura che sembrava essere entrato in casa dopo aver vagato per i boschi e che si trascinava verso di loro vestito di stracci. Le storie sulle eccentricit di Thomas e sul suo modo pacato di offendere crebbero con la sua fama e inevitabilmente si susseguirono con maggior intensit durante la campagna elettorale. Stando ad alcune di queste storie Thomas era rovinato e pieno di debiti, il che era vero. Stando ad altre di queste storie, odiava i preti, il che era vero, e Dio, il che non era vero. C'erano poi altre storie che lo vedevano a capo di un grande esercito di schiavi per guidare una nuova rivoluzione. E infine, all'ombra del diciannovesimo secolo che avanzava nel crepuscolo delle colline della Virginia, c'erano delle storie su una stupenda donna nera che dormiva nella stanza da letto di Thomas. Queste storie furono lo spunto per articoli sui giornali e per la composizione di versi di dubbio gusto nonch canzoni. Con alcune varianti, in queste canzoni, il nome della donna era sempre lo stesso. L'affascinante Sally, la cupa Sally, la nera Sally.

Quando Sally sent queste storie, cominci a temere che Thomas l'avrebbe mandata via. Pensava di affrontarlo una notte e di chiedergli cosa ne avrebbe fatto di lei, di rammentargli il patto secondo il quale non l'avrebbe mai venduta; ma non trov il coraggio perch era troppo spaventata da ci che Thomas avrebbe potuto rispondere. Rimase sveglia molte notti chiedendosi cosa sarebbe accaduto ai figli che Thomas non aveva mai riconosciuto. Thomas, comunque, non la mand via, n tantomeno la vendette. Non rispose a nessuna delle accuse che gli venivano rivolte in merito a Sally, tanto in privato che in pubblico, e non sment nessuna delle voci che circolavano; pi aumentava la controversia, pi i suoi alleati gli facevano pressioni perch Thomas smentisse o quantomeno rispondesse qualcosa, pi le figlie approfittarono di questa svolta negli eventi per cercare di bandire per sempre Sally dalle loro vite, e pi lui si ostinava a chiudersi nel suo silenzio. Quantunque Thomas potesse essere ossessionato dallo stupro di Sally e dal tradimento della propria coscienza, non avrebbe mai posto rimedio a tutte queste cose ripudiandola.

Una notte, mentre lei dormiva nel letto, la porta si apr. Sally si volt e vide la silhouette di Thomas nella luce del corridoio. S? gli chiese.

Sono stato eletto, fu tutto quello che disse. Poi and alla finestra della loro stanza da letto e si sedette su una sedia. Rimase immobile nelle tenebre e alla fine lei riscivol lentamente nel sonno.

Quando, la mattina seguente, si svegli, lui se n'era andato. Si alz dal letto e si trascin per la casa dove il giorno era gi iniziato; era un po' preoccupata del fatto che avesse dormito fino a tardi. Avete visto Thomas? chiese a tutti, ma sembrava che nessuno l'avesse visto. Non fece ritorno n per il pomeriggio n per la sera.

Non fece ritorno per il giorno seguente n per quello dopo e per quello dopo ancora. Sally rimaneva fino a tardi sulla veranda, a fissare la strada e le colline della Virginia coperte di boschi. Gli altri membri della famiglia la guardavano e mormoravano tra loro. I visitatori venivano mandati via dicendo che Thomas non era in casa. Passarono delle settimane, quindi dei mesi.

Pass un anno, quindi un altro. Sally lott per tenere unita la piantagione ma tutto cominci a dissolversi nelle brume della rovina e della decadenza. Le mura della casa erano sbiadite come per l'effetto di un vapore bollente e tutti alla piantagione si erano fatti pi inerti. Una notte Sally annunci, Andr a cercarlo. James caric su un piccolo carro una scorta di cibo, delle coperte, la scatola nera dei gioielli con la rosa intagliata sopra e il coltello che lei aveva avvolto nel guanto rosso comprato a Parigi. Sally lasci i figli alle cure di sua madre e part con il carro e due cavalli per quella strada che tante sere aveva fissato aspettando di vederlo tornare.

Per un breve istante le venne in mente che forse era tornato a Parigi. Ma dopo la loro partenza, a Parigi c'era stato il terrore e poi Bonaparte; non poteva pi esserci niente per lui, laggi. Si diresse verso ovest con le scorte che lentamente diminuivano. Talvolta dormiva in quelle locande dove le donne nere venivano sistemate in un angolo, ma solitamente passava le notti all'aperto. Sentiva gli occhi degli indiani che la guardavano dalle colline, ma era pi preoccupata di essere violentata dai pionieri o che dei bianchi la prendessero per una schiava in fuga e la sequestrassero. Alla fine le scorte si esaurirono e le rimasero soltanto la scatola dei gioielli e il coltello. Abbandon il carro e prosegu il viaggio in sella a uno dei cavalli. Una sera, cerc di vendere in una taverna l'altro cavallo a due uomini; quando sent che i due si chiedevano cosa ci facesse una donna di colore con due cavalli si spavent e se ne and, senza l'altro cavallo.

Ovunque andasse chiedeva alla gente se avessero visto Thomas. Con sua grande preoccupazione rimase sorpresa dalla quantit di persone che dava Thomas per morto. Era colpita dalla quantit di persone che negava la stessa esistenza di un uomo del genere. Di tanto in tanto qualcuno dichiarava di averlo individuato, forse anche di recente; qualcuno le diceva che era stato visto con gli indiani, un'ombra alta e sottile che camminava con loro lungo la cresta delle montagne.

Fece quello che doveva fare. Quando restava senza cibo, si metteva a lavorare perch le dessero da mangiare. Quando non le davano lavoro, si mise a chiedere l'elemosina finch non le and via la voce. Quando non le rimase altro che il proprio corpo da offrire per un posto in cui dormire, offr il proprio corpo. Non essendo in grado di produrre prove della sua libert, due volte venne catturata e due volte riusc a fuggire, perch entrambe le volte i suoi rapitori avevano speso tutte le loro energie per trarre godimento dal suo corpo. Odi questi uomini abbastanza da volerli uccidere con il suo coltello, ma con il crescere si era fatta pi astuta in merito alla politica di uccidere gli uomini bianchi e al modo implacabile con cui i bianchi le avrebbero dato la caccia per un gesto come quello. Cos non si vendic per le violenze ma si limit a fuggire.

Cerc a lungo. Attravers il grande fiume che scorreva a ovest e continu dove nessun bianco e nessun nero era mai arrivato, la terra del rosso. Un giorno d'inverno croll per il freddo, la stanchezza e la fame in mezzo a un campo innevato e al risveglio si ritrov in una tenda indiana con diverse donne intente ad ammirare i gioielli che erano nella sua scatola. Rimase con gli indiani per tutto l'inverno. Diede loro i gioielli. Adesso le rimaneva soltanto il coltello. Se ne serv per disegnare nella polvere l'immagine di un uomo con la testa piena di fiamme. Gli indiani guardarono il disegno e Sally si rese conto che non sapeva come spiegare loro il fatto della pelle bianca, perch l nel lontano ovest c'era gente che non aveva mai visto un bianco. Per un attimo disegn mentalmente Thomas cos come immaginava potessero disegnarlo gli indiani, una sagoma nera contro il sole. Quando fantasticava, Sally se l'era spesso immaginato pi nero di lei. L'aveva spogliato e gli aveva messo dei ferri alle caviglie incatenandogli le mani e poi era montata a cavallo dietro di lui, le redini in una mano e una frusta nell'altra.

In primavera part di nuovo. Aveva i vestiti che le avevano dato gli indiani, un nuovo cavallo e una coperta. Attravers quella terra rossa come la pelle degli indiani, quella terra cos rossa che gli indiani sembravano esseri emersi direttamente dal terreno, esseri fatti con quella polvere cos rossa. Cavalc come una donna di una trib sconosciuta e quando incontrava gente di altre trib che le chiedeva il nome della sua trib, a volte diceva Virginia e a volte diceva Parigi e a volte cercava di dire una parola che aveva cercato di dire per molto tempo, una parola che le si era incagliata nei ventricoli del cuore, cos come il suo nome le si era incagliato nei ventricoli di una visione che una volta le era capitato di avere. Per il resto del viaggio quella parola ripos nei suoi ventricoli senza che Sally riuscisse a liberarsi il cuore o a schiarirsi la gola, senza che riuscisse a portarla alle labbra. Sotto il sole incandescente dell'estate cavalc concentrandosi soltanto sul fatto di dire quella parola, che non disse fino a quando non trov Thomas.

Lo trov in un villaggio indiano, posto in alto, su una mesa che dominava il mondo fin dove si spingeva lo sguardo. Si imbatt nel villaggio per caso, incontrando degli indiani ai piedi della mesa e consentendo loro di guidarla al sentiero che saliva lungo il fianco della mesa. Le offrirono un posto per dormire e la portarono a una casa di mattoni situata sul lato opposto di uno stretto ponte di pietra che portava dalla mesa principale a una pi piccola. Il ponte era cos stretto e alto che, nell'attraversarlo, Sally non os guardare da nessun'altra parte se non dritto davanti a s. La casa era vuota e fredda. C'era dell'acqua in un catino. In un angolo, dove avrebbe potuto dormire, c'erano delle coperte.

Mentre era sul punto di addormentarsi, fece un sogno. Sogn di essere tornata all'Hotel Langeac sulla rue d'X, nella stanza in cui aveva dormito con Thomas. Sogn che fosse ancora quella notte in cui Thomas le aveva detto che stavano per tornare a casa e lei si era sentita distrutta nel rendersi conto che, se fosse rimasta a Parigi, Thomas le sarebbe mancato tanto come uomo che la possedeva, quanto come padrone, quanto come padre. Nel sogno allung un'altra volta la mano verso il poggiatesta del letto, prese il coltello dal guanto parigino di colore rosso e, come in quella notte, lo sollev fin sopra la testa per poi affondarlo nel corpo di Thomas. Sennonch questa volta nessuna tarma si alz in volo dal letto. Questa volta lo squarcio del coltello le trasmise una sensazione di bagnato e allora comprese di averlo ucciso. E mentre era a questo punto del sogno, quella parola che era rimasta incagliata nei ventricoli del cuore si liber e risal verso la gola; riusc a sentirla che premeva in fondo alla lingua. Il coltello le scivol dalle dita.

Lo sent cadere sul pavimento. Il che era alquanto strano, perch era proprio sul pavimento che dormiva e il coltello non aveva perci nessun posto da cui cadere.

Sent uno strano rumore nella stanza e le ci volle del tempo per capire che si trattava delle fioche note di una musica. Poi, dalle nuvole basse del sonno che continuavano a incombere, giunse anche l'urlo di una sirena, simile a un allarme per un raid aereo.

Aveva quella parola in mezzo ai denti. Voleva morderla, trinciarla in due, sentire che sapore aveva il sangue di quella parola.

Nel sonno Sally si port le dita alla bocca e lo sent, quel sapore. Si guard vagamente la punta delle dita come se ci fossero rimasti pezzi di parola.

America disse. Si svegli e sul cuscino c'era del sangue. Sangue sulle lenzuola del letto. Qualcuno era l disteso, con la testa che perdeva sangue. Trasal perch si rese conto di averlo trovato un'altra volta. Gli avrebbe chiesto cosa fosse accaduto e dove fosse andato, sennonch si rendeva conto che lui non era in grado di rispondere. Un attimo dopo, il sogno si era interamente dissolto, solo alcuni relitti riaffioravano a tratti nei flutti della sua coscienza; e sebbene quell'uomo di alta statura che si trovava accanto a lei nel letto le sembrasse familiare, non riusciva a ricordarne il nome. Improvvisamente la musica cess e lei ud il clic della radio. Si tir su e vide i due uomini ai piedi del letto. Uno era grosso e nero, l'altro piccolo e bianco e con i capelli rossi. Il nero si chin per raccogliere il coltello dal pavimento e rimase l per un po', tenendo il coltello per un fazzoletto e continuando a rigirare la lama insanguinata.

Sally guard nuovamente il morto che aveva accanto. Era abbastanza sveglia, ora, per gridare. Si alz di scatto dal letto e fu colta dalle vertigini. Stia calma, signora Hemings, disse quello nero e grosso. L'uomo pos il coltello sul tavolo che si trovava in un angolo della stanza e sostenne Sally prendendola per un braccio.

Il nome da sposata  Hurley, disse l'altro uomo, quello bianco, piccolo e asciutto. Stava leggendo un taccuino che aveva tirato fuori dalla tasca del cappotto. Il suo vero nome  Hemings.

Il nero prese una sedia dal tavolo e ci fece sedere Sally. La stanza era spoglia. Le pareti bianche erano sporche e senza quadri. Non c'erano mobili, a parte il letto, il tavolo e le sedie. Sul tavolo c'erano il coltello, che aveva formato una piccola pozza di sangue, e la radio che era fonte della musica di prima. Oltre alla porta che dava sul corridoio dell'albergo ce n'erano altre due, una era quella del bagno, dove c'erano solo un lavabo e un rubinetto. L'altra porta era accanto al letto.

Mallory, quel tipo sta ancora l fuori? disse il nero all'altro, il quale si volt e apr la porta e fece un segno al portiere che si trovava nella sala d'ingresso. Il portiere era un tipo grasso con dei baffi che sembravano il manubrio di una bicicletta; era pallido e respirava affannosamente. Cerc di non guardare il letto dove si trovava il corpo. Dov' che d questa? disse il nero al portiere, indicando la porta accanto al letto.

Da quando sono qui  sempre stata chiusa, disse il portiere. Si convinse a guardare il corpo, e sbott, Non mi piace che accadano cose del genere nel mio albergo.

Il nero esamin la porta accanto al letto e la apr. Il portiere emise un suono di sorpresa: dietro la porta non c'era niente altro se non un muro di terra. Ne cadde un po' nella stanza. Il nero tocc il muro di terra e si guard le dita; si mordicchi l'interno della guancia, una cosa che gli capitava di fare quando era confuso.  stata aperta di recente, disse. Osserv la terra che veniva gi dalla porta. Qualcuno ha cercato di uscire di qua, disse. Poi ritorn al tavolo dov'era seduta Sally, ancora stordita. Si fissava le mani che teneva in grembo. Il nero si mise a sedere sull'altra sedia e la guard. Dunque, signora... cominci. Dannazione, borbott e si volt verso Mallory.

Hurley, disse Mallory.

Signora Hurley, disse il nero, come si chiama?

Sally non rispose. Sally, disse Mallory leggendo dal suo taccuino.

Grazie, Mallory, disse il nero seccato, lo so che sai come si chiama. Voglio vedere se lei lo sa. Il portiere se ne stava immobile, fissava il corpo nel letto e piagnucolava. Mallory, disse il nero, per favore, porta via il nostro amico e lasciami parlare con la signora Hurley. Mallory usc insieme al portiere e si chiuse la porta alle spalle. Adesso c'erano solo lui e lei nella stanza. Sally non aveva ancora detto niente e si fissava le mani che teneva in grembo. Ehi, disse l'uomo facendo schioccare le dita. Sally sollev lentamente lo sguardo. Signora Hurley disse, mi chiamo Wade. Sono un poliziotto. Devo farle alcune domande e lei dovr cercare di rispondere.

Sally si guard intorno. La stanza, le pareti, il letto.

Pu dirmi che cosa  successo? disse Wade. Sally guard con indifferenza davanti a s e poi si volt verso il morto. Pu dirmi chi ? Sally guard il coltello insanguinato riposto nel fazzoletto sul tavolo.  suo? Sally allung la mano per toccarlo. Lo lasci l, signora Hurley. Sally. Dobbiamo controllare che non sia suo, dunque sar meglio che non lo tocchi...

 mio, disse lei.

Wade si mordicchi ancora la guancia. Corrug la fronte e si volt per controllare che la porta fosse chiusa. Deve prestare attenzione a quello che mi dice, le disse con un tono di voce basso. In questa citt basta un niente per ritrovarsi dentro. Nella mia posizione  sufficiente che qualcuno non mi piaccia perch io possa metterlo dentro. L'ho gi fatto in passato ma non voglio farlo adesso. Wade stava cercando di capire se Sally fosse una nera. Si trovava in una situazione delicata. Mallory poteva tranquillamente essere una spia dei superiori di Wade al comando o magari di qualche pretuncolo della Chiesa Centrale; tutto in quella citt era un intrigo del cazzo e, al momento, la situazione vedeva Wade, un nero, trovarsi in una stanza con una donna molto bella che magari era una nera anche lei e che magari poteva avere assassinato un bianco. Wade non poteva essere troppo tenero con lei, perlomeno non pi di quanto avrebbe potuto giustificare in seguito.

 mio, ripet lei con determinazione. Era tanto determinata perch era la sola cosa che ricordasse o che pensasse di ricordare dopo essersi risvegliata, quantunque quella sua unica certezza andasse svanendo con il passare dei minuti. Le sembrava importante di poter rivendicare questo ricordo, il suo unico ricordo. Le conseguenze legali di quell'affermazione non la sfiorarono o, quantomeno, non le sembrarono cos importanti come il fatto di ricordare qualcosa, di sentirsi ancora sana di mente.

Se  cos devo portarla dentro, signora Hurley. Wade si alz e and alla porta che dava sulla sala d'ingresso. Hai chiamato? disse a Mallory che era ancora in attesa.

Arrivano subito, disse Mallory, dando una sbirciatina alla stanza. Prima lanci un'occhiata a Sally e poi al letto. Dobbiamo controllare il corpo?

Lasciamolo fare alla scientifica, rispose Wade,  il loro lavoro. Con un cenno del capo indic Sally. La sto portando dentro. Voglio aspettare un po' prima di informare il marito. Sally si volt leggermente. Wade abbass la voce. Hai detto che c'era un bambino.

Una bambina, disse Mallory. Sally si volt un'altra volta. Cos mi piacciono i bambini, disse Mallory, semplici e complicati.

Questa  la ragione per cui ti ritrovi con un cervello semplice e complicato, gli disse Wade. Quando arriveranno gli altri voglio che tu abbia gi esaminato questo posto da cima a fondo. Controlla tutto l'albergo e la strada qua fuori. Fai un giro nel retro e vedi se riesci a capire dove conduceva questa porta.

Il mio turno d'altare per questo pomeriggio te lo devi fare tu, gli disse Mallory con non poca soddisfazione.

Merda, Wade fumava di rabbia. Dove?

All'Umiliazione.

Wade send il rumore delle sirene che arrivavano dalla strada e le auto che accostavano davanti all'albergo. Ci fu uno sbattere di porte. Sono maledettamente puntuali, disse. Due poliziotti salirono le scale ed entrarono nella stanza. Uno guard distrattamente il corpo mentre l'altro, che era nuovo del mestiere, impallid un po'. C'erano altri poliziotti sulle scale e Mallory cominci a dare istruzioni. Uno pi anziano cominci a darsi da fare sul corpo. Nessuno di voi ha un rosario? chiese Wade al primo dei due poliziotti che erano appena arrivati. La recluta ne tir fuori uno; rosario era il nome che usavano per le catene. Con un cenno del capo, Wade indic Sally e la recluta blocc i morsetti del rosario attorno ai polsi di Sally. Sally si guard le mani incatenate come avesse saputo da sempre che sarebbe arrivata a quel punto. Wade la port gi per le scale. Il secco rumore metallico e il modo in cui Sally continu a guardare le catene mentre saliva sull'auto lo fece star male, si sentiva come se avesse commesso un tradimento imperdonabile.

Il comando era all'altro capo del Dolore, la zona subito dopo l'Ambiguit, dove si trovava l'albergo. Ci sarebbero voluti venti minuti buoni di viaggio, forse anche pi se avessero trovato traffico. Wade prese la strada pi lunga, per evitare il Mercato e una parte del Centro. Sally gli stava accanto, sul sedile anteriore. Wade aveva pensato di farla sedere davanti per interrogarla ma poi fin per non dirle niente; si giustific pensando che fosse meglio non dirle niente, perch pi la pressava e meno lei sarebbe stata disponibile a parlare. Ma pens pure che non era cos che stavano veramente le cose. Il fatto  che la voleva soltanto seduta accanto a s e adesso che lei era l non gli riusciva di dire niente. Era cos bella che poteva solo trattenere il respiro e sentirsi in colpa per questo.

Quando la mise in cella, Sally si guard intorno per poi fissare Wade con una tale tristezza negli occhi che lui non pot fare altro che andarsene in tutta fretta.

Wade pens a lei per il resto del pomeriggio. Il suo fascicolo era uno dei pi sottili che avesse mai visto. Sally Hemings in Hurley, venticinque anni, sposata a Gann Hurley, ventisette, la cui occupazione era stata indicata sotto la voce 'artista' - qualunque cosa avesse voluto dire una roba del genere - un figlio, due anni. Data di nascita di Sally Hemings: in bianco. Luogo di nascita: in bianco. Genitori: in bianco. Razza: in bianco. Come hanno fatto a passare il controllo del Primato? Il marito era stato registrato come artista e per di pi abitavano ai margini della Redenzione, zona fuorilegge; questi dati sembravano delle bandiere rosse che sventolavano in faccia alla Centrale. Wade sperava che Sally potesse dirgli pi di quanto non avesse fatto e al contempo desiderava che non gli avesse detto l'unica cosa che finora aveva detto, il fatto che il coltello era suo. Se il coltello fosse tornato pulito dal laboratorio, per Sally sarebbe rimasta in piedi una possibilit di cavarsela in qualche modo, se soltanto non avesse riconosciuto quel maledetto coltello. In effetti, per, tutto questo contava fino a un certo punto, perch se il Primato avesse voluto bruciarla non avrebbe certo avuto bisogno di una ragione, non pi di quanto ne aveva avuto bisogno lui per rinchiuderla. Ci stava ancora pensando su, quando l'allarme suon per tutta la citt. Si ricord che gli toccava il turno d'altare di Mallory.

Durante il turno Wade finse di darsi da fare, aveva la testa ancora rivolta alla Hemings. Restrinse a caso la zona di ricerca ai Cerchi Diciassette e Trenta, che si trovavano entrambi nel lato pi lontano dell'Umiliazione. Il Diciassette era sulla lista dei quartieri che non erano stati battuti da un po'; Mallory era stato al Trenta il giorno prima, tornandoci oggi avrebbe potuto cogliere qualcuno di sorpresa. Wade non era dell'umore giusto per cogliere nessuno di sorpresa, per cui decise di andare al Diciassette. Mentre parcheggiava all'ombra dell'obelisco blu, il bianco luccicante non manc di accecarlo, nonostante la perenne oscurit del cielo. Come in ogni cerchio residenziale della citt, nove unit individuali punteggiavano la circonferenza del Diciassette fronteggiando l'obelisco al centro. Le unit erano identiche per dimensioni e tutte costruite con mattoni grigi. Gli obelischi erano cos alti che dal Centro il profilo periferico della citt era una distesa di guglie blu, stagliata contro le nuvole nere e la cenere del vulcano a est.

Wade scelse tre unit del Diciassette a caso, cos come aveva scelto il cerchio. Nessuno poteva sapere se la propria unit sarebbe stata ispezionata durante una delle perquisizioni delle stanze d'altare; a volte i poliziotti erano a tal punto furtivi che non ci si rendeva conto di avere subito un'ispezione neanche dopo il turno di perquisizione. Nella prima unit non trov niente da confiscare; nella seconda prese una piccola scultura che raffigurava la testa di una donna. Non c'era niente di particolarmente sovversivo in una testa di donna, ma qualcosa di vagamente enigmatico nell'espressione del volto lo indusse a decidere che fosse meglio prendere la scultura; di questi tempi non si poteva mai dire se una cosa dovesse essere considerata sovversiva o meno secondo il Primato.

Nella terza unit trov la porta della stanza d'altare sigillata e la cosa lo contrari. Controll che non ci fosse qualche tipo di spioncino dal quale quelli che si trovavano nella piccola stanza dall'altro lato della porta potevano guardare fuori. Era un reato molto grave e, chiunque fossero gli inquilini dell'unit, sarebbe stato proprio da stupidi fare una cosa del genere, ma di gente tanto stupida ce n'era eccome. Azion l'interfono accanto alla porta. Sigillare la porta  una violazione dell'ordinanza cittadina, disse a quelli che si trovavano all'interno della stanza. Vedete di sistemarla prima che suoni l'allarme di domani. Prese nota dell'unit. Seguit a guardare la scultura presa nel secondo appartamento, pensava che forse quella testa di donna era innocua e che avrebbe potuto riportarla dove l'aveva presa. Ma era il solo manufatto che aveva confiscato e doveva avere qualcosa da mostrare come risultato della perquisizione; la questione fu decisa quando il suono della sirena annunci che il turno era finito. Si mise la scultura nel tasca del cappotto. Seduto nella sua auto parcheggiata all'ombra dell'obelisco blu, vide le famiglie che emergevano dalle stanze d'altare per affacciarsi alle finestre. Mise in moto l'auto e si allontan dal bianco accecante del cerchio. Il fragore dell'oceano contro le scogliere della citt che si udiva in lontananza gli ricord qualcosa, ma solo quando avvert un senso di nausea cap che quel suono era simile a quello delle catene attorno ai polsi di Sally.

Ripercorse l'Umiliazione in senso inverso, diretto al Dolore. Mentre era ancora in auto, fece per radio un rapporto sulla perquisizione denunciando la sigillatura che aveva riscontrato nella porta della stanza d'altare della terza unit, al Cerchio Diciassette. Con sua sorpresa ricevette una risposta da Mallory, il quale aveva gi finito il lavoro all'albergo ed era tornato al comando. Merda, disse Wade, potevi fartelo tu, il tuo dannato turno di perquisizione. Mallory rise con ottusa malignit. Wade pens che Mallory stesse per dirgli qualcosa sulla signora Hurley o sull'albergo, ma invece gli stava passando una chiamata. Sembrava ci fosse un po' di movimento, su al Desiderio disse, e poi si interruppe bruscamente. Adesso era arrivato il turno di Wade di ridere, Mallory aveva appena fatto una cazzata. Il nome ufficiale del Primato per quella zona era Redenzione, ma poich si trattava di una zona fuorilegge tutti la chiamavano Desiderio; la giurisdizione della Chiesa Centrale in quella zona era, nella migliore delle ipotesi, inconsistente. A ogni modo non era una buona idea chiamarla Desiderio per radio perch qualche prete leccaculo della Centrale stava probabilmente monitorando le trasmissioni. Mallory aveva fatto una cazzata e la cosa rese felice Wade. Di un po', gli fece di rimando puoi ripetermi dov' che c' questa agitazione, Mallory? ed enfatizz il nome di Mallory in modo che il prete leccaculo potesse intenderlo distintamente.

Con il calare del crepuscolo Wade si diresse verso il Desiderio, sul luogo dove era in corso l'agitazione, un locale di spogliarelli aperto ventiquattro ore su ventiquattro che si chiamava Fleurs d'X.

Certe volte le cose capitano tutte insieme, si disse Wade pi tardi in merito a quella giornata. Gi da prima, quando si stava dirigendo al comando dopo aver finito il turno d'altare, aveva pensato di andare a dare una controllata ai graffiti del giorno. Ma se per qualunque ragione avesse dovuto dimenticarsi dei graffiti, quello che vide ai Fleurs d'X glielo avrebbe comunque ricordato.

Wade sapeva che al secondo cadavere della giornata avrebbe dovuto dare una buona occhiata, migliore comunque di quella che aveva dato al primo. Se un poliziotto veniva mandato al Desiderio per un po' di movimento, doveva trattarsi di qualcosa di alquanto serio; stavolta probabilmente qualcuno si era fatto prendere dal panico e la situazione era scappata di mano. Al Desiderio la si faceva franca pi facilmente perch era un'amministrazione a parte, situata al limite dei campi di lava, appena dentro - o fuori - della soglia di zelante indignazione del Primato. La pi caratteristica manifestazione dell'anarchia del Desiderio era un enorme quartiere chiamato l'Arboretum, un'unit singola di camere, loft, caverne urbane e grotte sotterranee; il tutto unito da centinaia di corridoi e passaggi che si proiettavano in ogni direzione. Le scellerate attivit dell'Arboretum includevano un teatro, una galleria televisiva, punti vendita di libri e, stando a quanto Wade aveva sentito, un emporio galleggiante di manufatti proibiti, molti dei quali venivano sequestrati dalla polizia durante i turni di perquisizione d'altare, prima che potessero essere piazzati sul mercato nero. Ci voleva una mappa o una particolare disposizione mentale per orientarsi nell'Arboretum e dal momento che non esisteva alcuna mappa, nessuno poteva dire di sapere tutto quello che c'era da sapere sul quartiere, ragion per cui la popolazione era per lo pi ristretta a individui molto bizzarri. I marinai attraccavano sulla costa e poi proseguivano, nel cuore della notte, con vecchi bus sinistrati lungo la cima dei campi di lava; una volta arrivati all'Arboretum passavano settimane a perdersi nel quartiere.

Wade pass un'ora a farsi strada nel labirinto per raggiungere i Fleurs d'X. C'erano dodici palchi e un bar aperto ventiquattro ore a notte, perch la luce del giorno non violava mai le tenebre dell'Arboretum. Tra le luci, gli alcolici e le donne, il locale era solitamente fumoso e pieno di gente; adesso, per, era vuoto. I corpi di gente stecchita probabilmente non erano di aiuto per gli affari. Questa volta non c'erano sospetti ad aspettarlo sul letto accanto al cadavere; c'erano solo i volti delle ragazze che, da dietro le tende, lo osservavano entrare nei camerini del locale. Il morto stravaccato sulla panca era poco pi di un ragazzo, di circa vent'anni. Era di bell'aspetto e muscoloso, aveva il petto nudo e la testa completamente rasata. Il torace era coperto dal tatuaggio di una donna voluttuosamente nuda e con la testa di un uccello, una figura che si stagliava in piedi su un mare di fuoco. Dalla bocca della donna-uccello colava qualcosa, mentre dietro di lei c'era una strana insegna con dei dardi incrociati e coperti di fiamme blu; sulla parte posteriore delle spalle il ragazzo si era fatto tatuare delle ali rosse. Gli occhi del ragazzo erano aperti, ghiacciati da un terrore eterno; aveva il torace pieno di graffi e le unghie sporche del suo stesso sangue, come se si fosse aggredito da solo. Dal volto del cadavere, Wade imput la causa del decesso a un arresto cardiaco, ma quello era un problema su cui avrebbe lavorato la scientifica. Come per il cadavere trovato nel letto dell'albergo, Wade non aveva mai visto questo tipo prima di allora. La cosa simpatica di un ragazzo pelato con delle ali tatuate sulla schiena  che, se non l'hai mai visto prima, di sicuro te lo ricordi in seguito.

Dietro il bancone del bar c'era una donna alta con i capelli scuri. Si chiamava Dee e Wade l'aveva conosciuta quando era pi giovane e faceva la spogliarellista. Gli vers un bicchiere. Wade fece un gesto, come a dire che non intendeva bere. Qualcuno si  fatto prendere dal panico, disse.

Lo porti fuori di qui? chiese Dee.

Da quant' che  morto?

Da tutta la notte.

Fuori di qui, nel mondo reale, le spieg Wade, la notte  appena cominciata. In questo posto 'da tutta la notte' pu voler dire qualsiasi cosa.

Me ne sarei liberata da sola, ma poi ho sentito che qualcuno aveva chiamato la polizia, disse Dee con un certo disgusto. Ho deciso che era meglio farvi trovare il corpo piuttosto che cercare di convincervi che non c'era.

Mai visto prima?

No.

E le ragazze?

Nessuna lo conosce. Quando c' stato il casino  successo tutto in un attimo. Jenny, una delle danzatrici, s' fatta prendere da un attacco isterico. Serata di merda assicurata.

Dunque chi lo ha fatto entrare?

Sei tu il poliziotto, dimmelo tu. Potrebbe essere stato chiunque.

La tua ragazza?

Dee scosse la testa.

Dunque cos' accaduto esattamente?

Sei tu il poliziotto, dimmelo tu.

Questa Jenny c' stanotte?

Non volevo Questa Jenny in giro. Te l'ho detto, era isterica.

Sarebbe stato molto pi facile per entrambi se a Questa Jenny avessi fatto un paio di domande.

Comunque non sa niente, disse Dee, non ci ha nemmeno parlato col tipo. Te lo bevi questo bicchiere o no? Dee rispose da s alla domanda scolandosi il bicchiere, poi gliene vers un altro. In effetti, l'unica che gli ha parlato  Mona.

Chi  Mona?

Quella l.

Dee indic il palco pi vicino. Dove c'era Mona.

Wade non l'aveva mai vista ai Fleurs d'X prima di allora. Diciannove anni, capelli lunghi e biondi, legati indietro. Stava sul palco senza niente, a parte le calze nere, un paio di scarpe, anche queste nere, con tacchi alti, e la luce rosa. Dee le fece un cenno e Mona scese dal palco, sventolandosi inutilmente il viso con la mano; era diversa dalle altre ragazze, teneva la testa inclinata da una parte come fanno le bambine. Anche i denti erano da bambina, perfettamente bianchi e allineati. Fece un sorriso a Wade, che si mordicchi la guancia. Il tipo nella stanza sul retro, le disse, quello con i tatuaggi.

Mona si appoggi contro il bar, un braccio piegato sotto l'altro, e continu a sventolarsi il viso con la mano. Tatuaggi? disse.

I disegni, spieg Dee a Mona, indicandole il torace.

S, annu Mona. Aveva capito adesso e prosegu, sono stati i disegni. Wade pot stabilire dall'accento che la ragazza veniva dal Ghiaccio, a nord.

Cosa vuol dire che sono stati i disegni? le chiese.

Il tipo ha detto che stavano cambiando.

L'uomo ha detto che i tatuaggi stavano cambiando?

Stava seduto a guardare, e indic oltre il palco, e allora, dopo, abbiamo cominciato a parlare.  venuto nel retro, dove ci vestiamo, adesso la ragazza indicava il luogo in cui si trovava il cadavere, e allora gli ho detto che non poteva stare l, che non era permesso. C'era una delle altre ragazze con me.

Jenny, disse Wade.

Si  eccitato tutto all'improvviso. Era sconvolto. Ha detto che i tat...

Tatuaggi.

Ha detto che i tatuaggi sul corpo stavano cambiando. Teneva lo sguardo rivolto verso il basso e con aria assente si raddrizz la parte superiore di una delle calze che le arrivavano all'altezza della coscia. Wade era eccitato dalla coraggiosa vacuit della ragazza. Ha sollevato le mani, disse Mona. Sollev al contempo le proprie mani e contorse le dita nell'intento di mimare il racconto. Si  dilaniato il torace, disse facendo scorrere le dita sui propri seni. Voleva strapparsi i tatuaggi. Credo volesse rimuoverli. Il volto di Mona non mancava di intelligenza, solo era del tutto inespressivo. Rideva per niente. Era il suo modo di ridere, pens pi tardi Wade: con quei piccoli denti da bambina, un sorriso vuoto, privo di preoccupazioni, un sorriso che non conosceva l'introspezione, ignaro di qualsiasi considerazione morale. Era come se riuscisse a rastrellare la propria anima in due secondi, trovando non solo quanto cercava ma anche tutto quello di cui potesse avere bisogno, perch i suoi erano bisogni immediati, mangiare quando aveva fame e bere quando aveva sete, coprirsi quando aveva freddo e sventolarsi il viso quando aveva caldo, dormire quando aveva sonno e scopare quando era eccitata, usare il mondo per sopravvivere, indifferente ai falsi significati e ai domani che esistevano solo nella testa della gente.

Una volta all'esterno Wade chiese per radio al comando di mandare un'altra pattuglia che si occupasse del corpo. Nessuno, a parte Wade, si sarebbe preoccupato pi di tanto del ragazzo con i tatuaggi, l'avrebbero liquidato come pazzo o magari avrebbero scritto che si trovava sotto l'influenza di qualche nuova droga clandestina; ma quando Wade sent la storia di quel tipo, di come fosse convinto che i tatuaggi gli stavano cambiando sul corpo, cap che doveva andare a controllare il graffito. Non si aspettava nessuna risposta dal graffito ma solo che fosse cambiato come i tatuaggi, perch quello era ci che da anni accadeva al graffito. Wade attravers il Desiderio. Entr con il pensiero nella cella della signora Hurley e la prese, mentre Mona stava a guardare, ridendo indifferente con quei suoi denti da bambina e la testa piegata da un lato. Wade decise di andare all'indirizzo della signora Hurley; parcheggi al centro del cerchio, in una zona buia. Cerc di ricordare quale fosse la sua unit e spense le luci dell'auto. Per dieci minuti osserv le finestre sperando di intravedere qualcuno che potesse essere Gann Hurley o la ragazzina di Sally. In parecchie delle unit la gente continuava ad affacciarsi per dare un'occhiata a Wade.

Alla fine se ne and dal cerchio e poi dal Desiderio. Prese l'autostrada che circondava la citt di Aeonopolis, felice di lasciarsi alle spalle il rumore del mare che si infrangeva contro le scogliere a ovest. Il rumore delle onde venne rimpiazzato da quello del treno serale che si dirigeva allo Snodo del Capriccio, passando attraverso la zona di controllo che divideva la citt dalle terre straniere. Su un lato dell'autostrada, alla destra di Wade, il profilo dell'Arboretum si ergeva nel cielo notturno, mentre su quello opposto c'erano i campi di lava a est e, oltre i campi di lava, l'ombra incombente del vulcano. La vetta era piatta, come se fosse stata mozzata da Dio, e ogni giorno si poteva vedere la regolare scia di fumo che si alzava verso il cielo. Adesso il fuoco del cratere emanava un bagliore rosso. Wade rientr in citt. Pass i punti di entrata di vari distretti, protetti con filo spinato, e guid fino in Centro. All'angolo tra la Desolata e l'Ingrata, accost. Scese dall'auto e s'inoltr in un piccolo vicolo.

La citt era piena di graffiti. Un'ordinanza stabiliva che i muri della citt venissero imbrattati secondo un dettagliato progetto urbano; gli architetti inserivano i graffiti all'interno delle loro costruzioni. In tal modo il Primato fronteggiava il caos, il disordine e la rivoluzione: esercitando una sorta di diritto di prelazione sui risultati degli atti vandalici, svalutando se non oscurando del tutto gli scarabocchi occasionali dei fuorilegge. I graffiti del Primato venivano scritti in forma di slogan, di filastrocca o, pi spesso, di testo sacro; ma questo graffito Wade lo aveva notato un anno prima. C'era scritto in uno stampatello blu scuro: UOMINI SONICI; DIO ANONIMO. Wade non aveva mai capito cosa significasse: sapeva soltanto che UOMINI SONICI; DIO ANONIMO non rientrava nel genere di roba che si inventavano i preti della Centrale. Aveva ordinato a Mallory di ordinare a qualcun altro di togliere il graffito. Il giorno seguente Mallory rifer che l'uomo incaricato non era riuscito a trovarlo. Wade non si lasciava sfuggire nessuna occasione per far passare Mallory da idiota e perci lo trascin personalmente tra la Desolata e l'Ingrata e, da l, gi per l'acciottolato del vicolo. Gli indic il graffito e gli chiese come fosse possibile non riuscire a trovarlo. Sennonch adesso, nello stesso stampatello blu scuro, c'era scritto LA TRISTEZZA VIENE GI COME GRANDINE.

Non c'era dubbio che si trattasse della stessa mano. Wade cammin su e gi per il vicolo in cerca del graffito del giorno prima, sentendosi sempre pi stupido; ispezion il muro, lo raschi con le unghie come se gli uomini sonici e il dio anonimo si nascondessero sotto la superficie di granito. Ma sotto non c'era niente. Il messaggio era semplicemente cambiato.

Continu a cambiare per tutto l'anno seguente. Ogni qualvolta Wade andava nel vicolo all'angolo tra la Desolata e l'Ingrata, il graffito era diverso. Le vecchie lettere sparivano e ne apparivano di nuove, oppure le vecchie sovvertivano il loro ordine per formare nuove parole. Wade non parlo pi a nessuno del graffito n cerc pi di farlo togliere; cambiava in continuazione e nessuno avrebbe potuto accusarlo di negligenza. I messaggi, in fondo, si toglievano da soli. Se li appuntava in un taccuino che teneva con s, uno dopo l'altro. Ogni nuovo messaggio sembrava in qualche modo pi sedizioso del precedente, cos come diventava pi oscuro. Finch ce ne fu uno che non cap affatto: ICH BIN EIN BERLINER.

Cos, nel sentire la storia dell'uomo convinto che i suoi tatuaggi stessero cambiando, Wade pens che avrebbe dovuto dare qualche credito alla storia. Quella notte, incespicando nel buio del vicolo, si mise a cercare il graffito accendendo in continuazione dei fiammiferi che gettava via non appena questi gli scottavano le dita. L'ultimo messaggio era stato piuttosto vago e irritante: IL RITORNO DELLA REGINA DI BASTONI. A Wade sembrava di importanza essenziale non perdere il messaggio giornaliero del graffito; individu l'angolo e accese l'ultimo fiammifero tenendolo contro il muro. Lesse con delusione il pi innocuo e insignificante dei messaggi.

LA RICERCA DELLA FELICIT.

Sei a corto di idee, amico, borbott Wade ad alta voce. Nel suo sbigottimento si dimentic del fiammifero e si bruci le dita. Lanci un urlo e gett via il fiammifero che cadde nell'oscurit, come una lucciola morta.

Quelli che avevano costruito la Chiesa Centrale sull'enorme rocca che dava sul mare a ovest e sulla citt a est immaginavano che nessun'altra struttura ne avrebbe mai contrastato il predominio sul paesaggio. Il loro disprezzo per Dio era tale che pretendevano non soltanto di parlare per lui ma anche di avvicinarsi alla sua statura; alcuni arrivarono a convincersi che fosse stato Dio a dare loro la rocca, proprio perch ci venisse costruita la chiesa.

Nel frattempo l'Arboretum a nord-est diventava pi alto. Quelli che vivevano nell'Arboretum non stavano molto a pensare alla Chiesa; scendendo nel labirinto dell'Arboretum, quella gente aveva fatto della baldoria un modo di rivolgersi a Dio e al Primato. Il nome della zona era Redenzione ma tutti la chiamavano Desiderio; la Chiesa ne rivendicava la giurisdizione e metteva continuamente a punto dei piani per smantellare l'Arboretum pezzo per pezzo. Il fatto che poi i preti evitassero, in buona sostanza, di perseguire fino in fondo l'obiettivo, non aveva tanto a che fare con le lungaggini della burocrazia, quanto con il timore di quello che sarebbe potuto uscire dall'Arboretum una volta che le sue mura fossero state abbattute. Finanche il paradiso, congettur un prete, aveva bisogno di un inferno, di una dimora per tutto quello che non poteva conoscere o toccare.

La Chiesa Centrale era si preoccupata dal disordine che poteva scaturire dagli umani desideri cui, di nascosto, si dava libero sfogo nell'Arboretum, ma ci che temeva era il vulcano, la sola cosa che dominasse veramente il paesaggio e che incombeva sulla vita di tutti. Il vulcano svettava a tal punto che, a est, il sole sorgeva solo un paio di ore prima di mezzogiorno; e dal tetto della Chiesa Centrale non passava giorno senza che i preti contemplassero la spirale di fumo che si levava dalla piatta vetta del vulcano. Non passava giorno senza che da qualche parte, in citt, un prete si buttasse sulle ginocchia e premesse i palmi delle mani sul terreno, non per prostrarsi al cospetto di Dio e chiedere piet ma per valutare dal mormorio sismico l'arrivo dell'urlo infernale.

La Chiesa Centrale temeva il vulcano essenzialmente perch rappresentava la pi allarmante delle possibilit: il fatto che ci fosse davvero un Dio, che si manifestasse quotidianamente in quello che gli abitanti chiamavano Vog, una mistura di fumo e nebbia, il fumo che usciva dal vulcano e la nebbia che si alzava dall'oceano. Per di pi, c'era l'eventualit che l'ira fusa di Dio potesse essere riservata non agli edonisti dell'Arboretum quanto alla cinica impertinenza dei preti, quantunque una simile considerazione richiedesse una tale immaginazione morale che nessuno al Primato avrebbe potuto formularla o comprenderla pienamente. Ma quell'eventualit se ne stava acquattata sotto il tavolato della loro coscienza per rosicchiarlo dalle fondamenta. La sentivano nella notte, come un'infestazione prossima e divorante. E se l'immaginazione morale era tale che mai sarebbe stata ammessa l'eventualit che Dio vivesse nel cratere del vulcano, n tantomeno se ne sarebbe mai parlato, quella stessa immaginazione certamente teneva in poco conto un fatto interessante. Se dalla vetta del vulcano si fosse fissato il punto mediano tra la Chiesa Centrale e l'Arboretum che si stagliavano in lontananza, e se dalla torre pi alta dell'Arboretum si fosse fissato il punto mediano tra la Chiesa Centrale e il vulcano, e ci si fosse trovati in compagnia di qualche prete a fissare dal tetto della Chiesa Centrale il punto mediano tra il vulcano e l'Arboretum, tutti questi punti avrebbero corrisposto in linea d'aria con un punto che cadeva proprio sul vicoletto all'angolo tra la Desolata e l'Ingrata, l dove ogni giorno Wade andava a leggere il graffito, alla maniera in cui si leggono i mutamenti nelle foglie di t. Ma neanche Wade era al corrente di questo fatto, e l'uomo che in seguito avrebbe fissato sulla carta queste coordinate, squadr il punto in cui si incontravano per concludere che non significava proprio niente.

Mentre si recava al comando, Wade incontr la recluta che, il pomeriggio precedente, gli aveva fornito il rosario per Sally Hemings. Fu allora che sent dell'antenna satellitare trovata dalla polizia nell'albergo. Se non era un'antenna, pens Wade, allora doveva essere un monitor, ma Mallory non ne aveva fatto parola. Mallory ha detto di non parlarne con nessuno, aggiunse la recluta, ostentando la pi innocente delle espressioni, il che per non bast a cancellare dal suo sguardo un'aria connivente. Merda, disse Wade tra s, un altro infido verme. Mallory dice al ragazzo di non parlarne con nessuno e il ragazzo corre dritto da me; l'intera forza di polizia  composta da arrivisti bastardi sempre pronti a pugnalarti alle spalle, e adesso ci si mettono pure quelli appena arrivati. Stavo cercando di fare in modo che il portiere si decidesse a confessare la faccenda della TV quando arriva Mallory che mi dice di lasciar stare, che ci avrebbe pensato lui. Non ha voluto nemmeno prendere nota del nome del portiere, disse la recluta. Pensavo che monitor e antenne fossero un reato grave. Ma forse non avrei dovuto dirle queste cose.

Era stupido da parte di Mallory, molto stupido. Ogni volta che Wade si diceva che era meglio non sottovalutarlo, Mallory faceva qualcosa di stupido. Hai fatto bene, disse alla recluta.

Non dir a Mallory che io... cominci la recluta, ma Wade se n'era gi andato via per i corridoi del comando, sfiorando con la testa i bassi soffitti e le serpeggianti tubazioni di ottone. Se Mallory si era mosso in fretta, poteva aver gi piazzato la TV sul mercato nero dell'Arboretum fin dalla notte precedente, contando sul fatto che, a parte Wade impegnato con la faccenda del cadavere ai Fleurs d'X, non c'erano molti altri poliziotti in quella zona. Per un po' Wade si godette il piacere di avere qualcosa su Mallory, per bilanciare qualunque cosa Mallory potesse avesse sul suo conto, ma poi il groviglio di paranoia in cui stava vagando con il pensiero lo condusse a un'altra possibilit, che la Centrale consentisse a Mallory di fare i suoi imbrogli con il mercato nero quale ricompensa per il suo lavoro di informatore. Naturalmente, se Mallory fosse stato colto in flagrante, la Centrale avrebbe negato tutto e Mallory avrebbe dovuto cavarsela da solo. Mallory stava camminando nei pressi della scrivania di Wade, quando questi, con l'aria di studiare il fascicolo sull'omicidio all'albergo, disse casualmente, Ho sentito che hai trovato un'antenna. Qualcuno con un po' d'immaginazione e senso dell'umorismo avrebbe potuto rispondere qualcosa di furbo del tipo, L'unica antenna che ho trovato  quella che mi  spuntata tra le gambe quando ho visto quella piccola mora dalle tette gigantesche. Invece Mallory cominci a bofonchiare, al che Wade cambi discorso e gli agit il fascicolo sotto gli occhi. Allora cos' che hai?

Che ho? disse Mallory, confuso.

Wade si spinse indietro sulla sedia. Mi riferivo all'albergo, disse. Cosa pensavi intendessi?

Niente.

Cosa?

Non abbiamo trovato niente.

E cosa ha detto il portiere?

Su cosa? chiese Mallory, quasi gridando.

L'omicidio, Mallory, rispose Wade lentamente. C'era un cadavere, ricordi? Il sangue dappertutto?

Mallory tir fuori dalla tasca un taccuino e cominci a leggere. Il modo in cui Wade aveva sollevato la questione della TV per poi lasciarla cadere lo aveva innervosito. Il portiere dice che la signora Hurley si  registrata all'albergo due notti prima.

Sotto quale nome?

Sally Hemings.

E come mai ha pensato di andarsene a stare in un albergo in piena notte?

Non ho detto che ci  andata in piena notte.

Va bene. Come mai ha pensato di andarsene a stare...

Una lite in famiglia. Ha detto al marito che se ne andava. Volendo essere precisi,  il marito che dice che se n'era andata.

Che fa il marito?

Fa l'attore all'Arboretum.

Ti ha detto perch hanno litigato?

No.

Gliel'hai chiesto?

Certo che gliel'ho chiesto, rispose Mallory.

Era abbastanza sconvolta da andarsene a stare in un albergo per due giorni.

Come se servisse a spiegare qualcosa, Mallory precis Hanno rotto.

Non possono certo vivere con quello che fa lui all'Arboretum.

Lei fa gioielli e li vende. Collane, orecchini e cazzate del genere.

Wade diede un'occhiata al fascicolo: Ha mai denunciato questi gioielli alla Centrale?

Ne dubito.

Hai perquisito l'unit in cui vivono?

Pensavo stessimo investigando su un omicidio.

Vivono della vendita di questi gioielli?

Un paio di anni fa lei ha ereditato un po' di soldi. Una di quelle cose che capitano senza che te l'aspetti, un parente morto di cui lei ignorava l'esistenza. Mallory controll di nuovo il taccuino. Madison Hemings. Comunque, di quei soldi non c' rimasto pi niente.

Dov'era Hurley due notte notti fa?

All'Arboretum, dice lui.

C'era qualcuno con la Hemings quando  arrivata all'albergo?

Il portiere non ha visto nessuno. Per quanto ne sa,  rimasta di sopra da sola tutto il tempo.  uscita l'altro ieri,  tornata e ha detto al portiere che avrebbe lasciato l'albergo. Ieri, il portiere sale nella sua stanza per controllare che se ne sia andata veramente e trova la porta aperta. D un'occhiata dentro, vede il casino e ci chiama.

E non ha visto nessun altro andare o venire?

Dorme tutta la notte dietro la scrivania della reception.

Quando non guarda la sua scellerata TV, pens Wade.

Non c'erano documenti sul corpo, disse aprendo nuovamente il fascicolo. Avete controllato se c'erano impronte?

Certo che abbiamo controllato. La donna ha lasciato impronte sul pomello della porta e sul pugnale, pi o meno quello che ci aspettavamo.

Niente impronte sul morto.

No.

E avete controllato l'intero edificio, le strade fuori dell'hotel e il retro.

Ma s, disse Mallory spazientendosi.

Quell'altra porta che c' nella stanza, dov' che d, sull'esterno?

Non abbiamo trovato nessuna porta sull'esterno.

Avete guardato...

Abbiamo guardato in ogni cazzo di posto. Non c'era nessuna dannata porta all'esterno. Quella porta  rimasta sigillata per un sacco di tempo, come ha detto il portiere.

La signorina Hemings ha detto qualcosa...

La signora Hurley vuoi dire, disse Mallory.

Wade si lecc le labbra. La signora Hurley ha detto qualcosa dopo essersi svegliata. L'hai sentita anche tu? Mi sembra fosse una parola o al massimo due. Mallory guard nel suo taccuino. Un miracolo.

Un miracolo? Sei sicuro?

 quello che ho qui. 'Un miracolo'.

Wade continu a guardare il fascicolo. E non avete trovato niente...

Fammi capire, Wade. Che cosa avremmo dovuto trovare?

L'arma dell'omicidio.

Scusami, ma c'era un coltello pieno di sangue...

Hai letto questo fascicolo? Il tipo non  stato pugnalato. Per un istante Wade e Mallory si fissarono negli occhi. Sul corpo non c'era nemmeno una ferita da pugnale.  morto per un colpo al cranio.

Cazzate.

Abbastanza forte da fargli uscire le cervella dalle orecchie.

L'impugnatura del pugnale, sugger Mallory.

L'impugnatura del pugnale? La donna va a uccidere questo tipo con un pugnale e lo usa per colpirlo alla testa?

Sai una cosa, Mallory si chin sulla scrivania cercando il volto di Wade, mi sono stancato di essere preso per stupido da te. Non c' niente di complicato. Una donna  a letto con un cadavere e con un pugnale sporco di sangue.

Chiedo scusa, Mallory. Potrebbe non essere complicato per te ma io sono confuso, perch il coltello non  l'arma dell'omicidio, dunque...

Si sar liberata di questa arma del cazzo.

Fammi capire se ho afferrato bene la tua teoria. Lei colpisce l'uomo alla testa. Lascia l'albergo nel mezzo della notte con l'arma dell'omicidio mentre il portiere dorme dietro il bancone. Deve essere andata da qualche parte per disfarsi dell'arma perch avete setacciato l'albergo e l'area circostante senza trovare niente. Si disfa dell'arma e ritorna all'albergo. Ripassa davanti al bancone dove il portiere sta ancora dormendo e risale le scale. Rientra nella stanza in cui ha assassinato un uomo e lascia la porta aperta, cos come l'ha trovata il portiere, in modo che chiunque passa l davanti possa dare un'occhiata all'interno e vedere che lei ha assassinato un uomo. E giusto per essere sicura che qualcuno la trovi sul luogo del delitto, se ne va a letto con un pugnale e si addormenta vicino all'uomo assassinato mentre il cadavere la riempie di sangue.

Mallory era ancora piegato sulla scrivania di Wade. Lo sapevo che stavi cercando di tirarla fuori da questa storia, gli disse. L'ho capito da quella tua grande faccia nera di ieri, dal modo in cui sbavavi per quella nera.

Dovresti stare attento ora, disse Wade con calma.

S, bene, dovremmo stare attenti tutti o no? rispose Mallory. C' una donna a letto con un morto e tu mi vieni a dire che lei non c'entra. Be', di certo lo saprai come stanno le cose. Tutti noi abbiamo dei segreti e credo che questo sia il tuo. Qualcuno lass, e tese il dito in direzione della Chiesa Centrale, potrebbe per domandarsi chi ha ucciso quel tipo, se non  stata lei a farlo.

Non sar il primo caso di omicidio insoluto in questa citt.

Sar il primo, disse Mallory, in cui l'assassino se ne stava disteso sul letto accanto al cadavere del cazzo.

Di fatto, Wade non aveva alcuna intenzione di rilasciare Sally Hemings. Era solo la conversazione con Mallory che aveva preso quella piega. Che a Wade piacesse o no, Mallory non aveva tutti i torti: Sally era la sola persona che fosse stata trovata sulla scena di un delitto per il quale non c'erano altri sospetti, con l'eccezione, forse, del marito, nel caso in cui il suo alibi non avesse trovato riscontro. Il fatto era che Sally si comportava proprio come una donna che avesse ucciso un uomo. Fin dall'inizio l'idea di Wade era che fosse stata lei a commettere il delitto, sperava solo che almeno avesse avuto le sue buone ragioni; il fatto che non avessero trovato un'arma significava solo che Mallory non aveva condotto un'ispezione adeguata, impegnato com'era nel suo traffico illegale con il portiere. Adesso quella disputa con Mallory metteva Wade nella posizione di doverla lasciare andare, almeno per il momento. Si incammin verso la cella, mentre con il pensiero continuava a rigirare i pezzi di questa storia.

Si aspettava quasi di non trovarla. Si aspettava quasi di entrare nella prigione e trovare la cella vuota, una carcerata sparita. Pensava che potesse sparire nello stesso strano modo in cui era apparsa, pensava di tornare alla scrivania e di vedere che anche il fascicolo era scomparso, senza lasciare alcuna traccia del fatto che lei fosse esistita per quelle ventiquattro ore in cui era esistita. Ma Sally era nella sua cella, seduta sulla piccola panca. Si fissava le mani che teneva in grembo allo stesso modo in cui le aveva fissate nella stanza dell'albergo il giorno prima; al termine di quelle ventiquattro ore appariva soltanto meno stordita di quanto lo fosse all'inizio. Wade la osserv per un istante, prima che lei alzasse lo sguardo verso di lui.

Ha detto qualcosa ieri, disse infine Wade, quando si  svegliata nell'albergo. Ricorda? Qualcosa riguardo a un miracolo. Sally si lecc le labbra e sembr pensarci molto intensamente, terrorizzata che ci fosse dell'altro cui non sapesse rispondere. Wade fece segno al carceriere in fondo al corridoio di tirare la leva che apriva la cella di Sally. Non c' niente di tanto sofisticato in questa citt, pens Wade, come le leve che aprono e chiudono le celle. La porter a casa, le disse. Sally lo guard con allarmato spavento, era preoccupata dal fatto che Wade potesse aspettarsi da lei che sapesse dove abitava.

Mentre si dirigevano alla Redenzione, cerc di spiegarle come stavano le cose. Presero la stessa strada esterna che rasentava la citt, la stessa che aveva fatto Wade la notte precedente, tornando dall'Arboretum. Lei non  fuori da questa faccenda, le disse. Sally gli sedeva accanto sul sedile anteriore. Nemmeno lontanamente. Lei e la sua famiglia verrete messi sotto osservazione. Ci sono molte cose che noi abbiamo l'autorit di fare in questa zona, ma tenerle gli occhi addosso  una cosa e arrestarla  un'altra, poich il delitto  stato commesso nella citt propriamente detta. Fece una pausa. Mi sto esponendo fin troppo per lei. Gli era venuto in mente mentre lo diceva. Forse, pens con rabbia, a lei non gliene frega un cazzo. E non intendo continuare a farlo, prosegu quasi impappinandosi sulle parole, n per lei, n per nessun altro. Aveva ancora dei problemi a parlare con quella donna. E il fatto che lei non replicasse mai niente non l'aiutava. Lo sa, sbott, che se ci fosse qualcosa che vuole dirmi, questo sarebbe il momento di farlo? Poi la guard per controllare che non stesse parlando al vento.

Lei era ancora li; il vento non se l'era portata via. Era ancora l, muta, inconsapevole. Quella situazione lo stava facendo infuriare. Voleva fermare l'auto e allungarsi verso di lei per scuoterla, ma aveva paura di s, di quello che avrebbe potuto fare se veramente si fosse deciso a toccarla, a prenderla fra le sue mani. Voleva solo strapparla a ci che teneva inchiodata la sua attenzione, finch si rese conto che non erano dei ricordi n tantomeno dei sogni a tenerla inchiodata, bens qualcosa di molto reale che si trovava oltre il parabrezza dell'auto.

Stava guardando il vulcano. Guardava la vetta piatta e il fumo che si alzava nel cielo. Rimase con lo sguardo fisso a quel modo per molto, almeno cos sembr a Wade. Poi, per un istante, si volt verso di lui, c'era qualcosa in quei suoi occhi e sulle labbra, come fosse in attesa. Oltrepassarono la montagna e Wade svolt in direzione del mare; Sally allung il collo per non perdere di vista il vulcano. Continu a guardare il vulcano anche nella luce bianca del cerchio, dopo che Wade aveva parcheggiato e lei era scesa dall'auto. Alla fine la sua attenzione venne distolta dalla bambina di due anni con i capelli rossi che dalla terza unit correva incontro alle braccia della sua confusa madre.

Fino a quel momento pu anche essere che Wade fosse sicuro che non sarebbe tornato ai Fleurs d'X. Anche nel riportare a casa Sally dal comando, aveva pensato di poter resistere alla tentazione di andare ancora all'Arboretum. Ma quando la bambina era corsa incontro alle braccia di Sally e dopo che la madre si era stretta la figlia al petto, Wade barcoll: ai suoi piedi, nel bianco accecante del cerchio, c'era un'enorme e ondeggiante macchia nera. Torn all'auto continuando a barcollare. Gann Hurley, alto, magro e con lunghi capelli castani, era sulla porta della terza unit e osservava sua moglie e la figlia.

Nella luce del pomeriggio l'Arboretum era un'aberrazione, un qualcosa che sarebbe dovuto rimanere invisibile fino al calare delle tenebre.

L'entrata era squallida e risultava praticamente nascosta. La porta dell'Arboretum si trovava a un'altezza di trenta centimetri dal terreno ed era stata ritagliata in un muro di legno sporco e malandato, all'estremit di uno dei prolungamenti aggettanti della zona. Forse era un caso o forse era voluto, fatto sta che quella era la sola porta e non era, per giunta, abbastanza larga da far passare pi di una persona alla volta. E non era nemmeno propriamente una porta, vale a dire di quelle che si aprono e si chiudono. Da l, Wade si inoltr in uno stretto corridoio e mentre avanzava la luce proveniente dall'esterno si faceva sempre pi fioca. Tra breve si sarebbe trovato nel nero di un'oscurit totale.

Per un uomo della stazza di Wade, la claustrofobia era praticamente inevitabile in un luogo tanto angusto. Il corridoio scendeva lentamente a spirale e tornava a salire quando i distanti rumori provenienti dall'interno dell'Arboretum si facevano pi distinti. Attraverso i muri Wade riusciva a sentire le vibrazioni in lontananza, il ribollire dei macchinari e il ronzio di una musica sconosciuta punteggiato da ingarbugliate espressioni blasfeme, violenti accessi d'ira, acuti gemiti femminili. Poi il corridoio faceva un'inversione a U, aprendosi su una piccola sala dove, sulla parete in alto, una lampadina sporca faceva luce su tre entrate, di cui due si trovavano a sinistra mentre l'altra era sulla destra, praticamente sul lato opposto della sala. Tanto le entrate a sinistra che quella sulla destra davano su altri corridoi, i quali, al termine dei rispettivi percorsi, conducevano al teatro, alla galleria televisiva, alle grotte e ai bar degli artisti, alle unit in cui viveva la gente.

L'entrata che aveva di fronte rivelava la presenza di una scala a chiocciola. Scendendo le scale Wade varc un numero imprecisato di altre porte; non si era mai spinto cos lontano da poter dire quante con esattezza. Soltanto dopo due o tre escursioni, Wade comprese che il rumore proveniente dal fondo della tromba delle scale era acqua; non sembrava un fiume ma piuttosto una specie di marea che andava e veniva, sciabordando contro le pareti sotterranee. Nel cuore profondo dell'Arboretum la storia sensuale del luogo veniva raccontata dagli odori lasciati dalla gente, pareti e pavimenti erano impregnati di vino e di liquidi organici prodotti dagli amanti durante i loro accoppiamenti. C'era anche il Vog che si era andato accumulando nei tempi in cui l'Arboretum era di qualche strato pi giovane, prima che il suo labirinto s'insinuasse inesorabilmente nel terreno del Desiderio; intrappolata nel sancta santorum dell'Arboretum, quell'esplosione, frutto delle ambizioni pi antiche del vulcano, vagava inquieta di sala in sala, in cerca dell'uscita. La stessa ricerca angosciata era condivisa da quelli che si erano perduti, gente che Wade incontrava inoltrandosi nella zona e il cui smarrimento era stato in qualche modo preparato dall'angustia di quei corridoi che non permettevano il passaggio di pi di due persone per volta. Quelli che incrociavano Wade, tanto per fare un esempio, si trovavano di fronte una persona non disposta a fare marcia indietro. Costretti a indietreggiare, i viaggiatori del Vog - cos veniva chiamata quella gente - finivano per perdere tutta la strada guadagnata fino a quel momento. Talvolta qualcuno di loro, mormorando, chiedeva a Wade dove fosse la 'porta'. Ma solitamente non dicevano niente, preferendo nascondere la loro condizione perch i ladri all'Arboretum derubavano i viaggiatori del Vog, destinati a vagare senza posa fin quando non crollavano per lo sfinimento o non cadevano in preda al delirio.

In tutte le volte che Wade era stato nell'Arboretum non gli era mai capitato di vedere una sola indicazione. S'imparava a contare e a ricordare. Nel cuore profondo dell'Arboretum c'erano disegni realizzati da artisti che correvano velocemente di corridoio in corridoio in cerca di pareti nude, poich l'onore esigeva di non vandalizzare l'opera altrui. Nessuno scriveva dei graffiti perch i graffiti erano la propaganda dell'autorit. Nel corridoio finale che portava ai Fleurs d'X, un pittore basso, tarchiato e senza camicia, con dei colori dalle tonalit cupe spalmati sul torace, stava dipingendo in scala reale l'immagine di un altro corridoio. Quello stesso artista aveva dipinto in altri punti dell'Arboretum quello stesso corridoio, completando l'opera con due ragazze appoggiate a una delle entrate. Un atto di estremo mimetismo per cui Wade, che era stato al locale solo ventiquattro ore prima, non fu sicuro di essere veramente nel locale fin quando non mise piede all'interno.

Anche stavolta era quasi vuoto. C'erano tre palchi aperti; non c'era nessuno nei camerini in attesa di esibirsi. Wade si sedette e Dee, che lo stava osservando, fece cenno a una delle ragazze di andare al suo tavolo. Era piccola, con i capelli scuri e con dei seni troppo larghi per il suo corpo. Dov' Mona? le chiese Wade. Mona, rispose la ragazza, non arriver prima di tre ore. Wade prese in considerazione le conseguenze di un whisky ma ne ordino comunque uno, e poi un altro; un'ora dopo venne aperto un quarto palco e un'ora dopo ancora un quinto e un sesto. I Fleurs d'X cominciarono a riempirsi. Wade era consapevole che sarebbe dovuto tornare al comando gi da un po'. Ma ogni volta che pensava a Sally nel cerchio bianco con la piccola bambina dai capelli colore del fuoco, lui chiamava la piccola ragazza scura e le ordinava un altro whisky e nel contemplare la sproporzione di quei seni, glieli strizzava con la mente. Aspett.

Quando finalmente Mona apparve dal retro del locale, non riconobbe affatto Wade; non riconobbe nessuno. Per un attimo serv da bere e rimase sull'entrata, dov'era pi fresco, in attesa di fare il suo primo numero: tutti i palchi stavano lavorando adesso. Wade si alz dal tavolo, barcollando un po' per i troppi whisky. Si diresse verso il palco di Mona dove i posti erano occupati da altri uomini; diede un colpo sulla spalla di uno a caso. Ti sei seduto al mio posto, gli disse.

Il marinaio diede un'occhiata a Wade. Fanculo, gli rispose.

Wade lo tir su e lo butt sul pavimento. Si sedette al suo posto mentre l'uomo si dimenava dolorante sul terreno. Mona sorrise a Wade con i suoi denti da bambina; sul pavimento il marinaio continuava a bollire di rabbia, borbottando commenti osceni. Mona rideva. Anche Wade si mise a ridere e ordin un altro bicchiere.

Le danzatrici si alternavano a rotazione tra i palchi, cos se uno rimaneva seduto abbastanza a lungo davanti allo stesso palco alla fine riusciva a vedere tutte le ragazze. Wade, per, segu Mona di palco in palco; gli uomini adesso gli cedevano il posto senza fare storie. All'inizio di ogni danza Wade metteva sul bordo del palco dei soldi che al termine del suo numero Mona raccoglieva. Rideva alla vista dei soldi nello stesso modo in cui aveva riso di fronte al marinaio buttato sul pavimento. Wade le restituiva il sorriso, non aveva il minimo dubbio che Mona stesse danzando per lui. Lo poteva dire dal modo in cui piegava la testa da un lato e da come sorrideva con quei suoi denti da bambina quando si inginocchiava sul palco e apriva le gambe. Ma i segreti del suo corpo non gli interessavano pi di tanto. Quello che lo emozionava era la rotondit dei suoi seni, che non erano troppo grandi; ammirava il fatto che i capezzoli fossero duri. Capiva che lei poteva tranquillamente fingere e danzare per gli altri uomini cos come stava danzando per lui, capiva che avrebbe potuto sorridere agli altri nello stesso modo in cui sorrideva a lui, che avrebbe potuto mostrare agli altri quello che mostrava a lui; doveva ingannarli, lo capiva, perch le dessero i loro soldi. Ma sapeva, con una chiarezza che aumentava con il numero dei whisky bevuti, che stava danzando in modo speciale solo per lui, sapeva che quella danza era una promessa e che avrebbero riso insieme della rotondit dei suoi seni, di come erano duri i suoi capezzoli, di come tutto questo gli facesse sentire il sangue scorrere nelle vene e di come tutto questo gli facesse sentire che il colore nero della sua pelle gli palpitava nell'anima.

Ridevano perch c'era del ridicolo nel fatto che lui fosse cos nero e lei cos bianca, perch quando lui la penetrava lei impallidiva diventando ancora pi bianca, mentre la sua penetrazione era scura quanto i passaggi pi profondi dell'Arboretum o il Vog cinerino che circolava per i corridoi della zona. Wade si fissava sulla vacuit di Mona e si stupiva che il vuoto di quella ragazza fosse abbastanza grande da ricevere la rabbia bianca che lui aveva nel cuore, il dolore bianco di avere arrestato, il pomeriggio precedente, una donna il cui fascicolo era pieno di spazi bianchi, il cui passato era nero, il cui essere bianca o nera era uno spazio vuoto. La vacuit dell'anima di Mona riusciva ad accogliere la rabbia e il dolore di Wade senza che questi lasciassero la minima impressione su di lei, a parte il modo in cui quelle sensazioni le procuravano piacere o spezzavano la noia; Wade credeva che se fosse riuscito a estasiare quella bambina bionda negli spazi aperti della sua anima vuota, non solo si sarebbe liberato dal modo in cui la prigionia di Sally Hemings gli rivoltava la coscienza, ma avrebbe anche potuto farne un motivo di celebrazione. Mona era la prova di tutto quello che Sally riusciva a smuovere in Wade, incluso il rumore delle catene che lo seguivano notte e giorno. Era convinto che se avesse potuto aprire Sally e spaccarla in due, dagli scuri e voluttuosi resti del suo corpo sarebbe uscita proprio Mona; riusciva a vedere e sentire tutto questo sebbene il buio gli impedisse di identificarlo con esattezza. Forse tutto quello che vedeva era l'anticipazione del tempo a venire, di un futuro in cui avrebbe desiderato di non aver mai messo gli occhi su Mona. Anche se, in fondo, il lavoro di Mona era proprio quello di farsi mettere gli occhi addosso. Le piaceva avere gli uomini ai suoi piedi; questa, pi di qualsiasi altra cosa, poteva essere stata la ragione per cui danzava ai Fleurs d'X, perch gli uomini fossero costretti a guardarla dal basso, a piegare le teste all'indietro a tal punto da farsi mancare il respiro. Dovevano boccheggiare per cogliere anche solo un'apparizione fugace di quello che lei metteva in mostra, e le sembrava un prezzo del tutto ragionevole da pagare.

Quando Wade svenne, aveva ancora nelle orecchie la risata di Mona. Scivol con la massa del corpo sul pavimento e nell'abisso dell'incoscienza un gorgoglio di risa gli rigurgit dalla bocca di rimando.

Si svegli nelle tenebre, le luci del palco sopra la sua testa erano spente. Si tir su tenendosi alla sedia e si guard intorno; il locale era vuoto a parte una danzatrice solitaria che faceva il suo numero su uno dei palchi pi lontani, danzando per un cliente solitario, mentre parecchi altri uomini giacevano sdraiati in pose scomposte sul pavimento. Una delle danzatrici lavorava al bar; Dee se n'era andata. Mona se n'era andata. Uscendo dai Fleurs d'X, Wade tenne le mani davanti a s come se l'uscita non fosse reale ma l'opera di un artista. Fu quasi sul punto di rimanere deluso quando l'uscita lo lasci passare.

Scivolando dietro l'angolo del passaggio continu ad avanzare alla cieca. Riusc in qualche modo a proseguire, super altri angoli spostandosi per la lunghezza di vari passaggi, prima di rendersi vagamente conto che niente, l attorno, gli era familiare. La luce e l'aria erano umide e i muri angusti, d'un colpo il whisky che aveva in corpo gli risal alla gola e vomit sul pavimento. Come faccio a uscire? mormor. Svolt un altro angolo per ritrovarsi nuovamente ai Fleurs d'X, due ragazze nude erano sulla soglia e lo osservavano avvicinarsi. Oh disse, quando sbatt il palmo delle mani contro il viso di una delle ragazze, che altro non era se non la piatta superficie di un muro. I corridoi si facevano sempre pi stretti e Wade si smarriva sempre di pi, quando oltrepass una soglia per ritrovarsi sul punto di precipitare in un buco. Riusc ad aggrapparsi alla ringhiera della scala a spirale che lo aveva inizialmente portato fin l dalla superficie.

Fuori dell'Arboretum, nel Vog dell'alba, si distese sul sedile anteriore dell'auto. Prima di assopirsi, promise a se stesso che non l'avrebbe mai pi rivista. Non era una preghiera. Wade non pregava, uno dei pochi gesti sovversivi che si concedeva. Non la rivedr mai pi, ripeteva, e poi si chiedeva, Lei? domandandosi a chi fosse riferita quella promessa, quale delle due donne volesse intendere. Al comando di polizia nessuno gli disse niente. Nessuno gli chiese dov'era stato per tutto il giorno o perch avesse l'aspetto che aveva. Dopo un po' si sent quasi pulito e a posto, come se niente fosse accaduto. Nel corso della giornata si alz e and alla finestra per guardare fuori e vedere che ora fosse e per provare la sensazione che in fondo la sua vita era reale. Talvolta colse lo sguardo di Mallory su di s, ma decise che oggi se ne sarebbe fregato di stare dietro agli intrighi; la chiamata dalla Centrale sarebbe potuta arrivare da un momento all'altro, gli avrebbero chiesto di spiegare le ragioni che l'avevano indotto a rilasciare Sally Hurley, ma questo era un pensiero che l'opprimeva pi di quanto potesse sopportare, cos lo scacci dalla propria mente. Voleva andare a casa e dormire e pi tardi, nel pomeriggio, ci and.

Viveva al Cerchio Quattro dell'Umiliazione. Arriv durante un allerta per le perquisizioni delle stanze d'altare, da cui era esente; tir le tende delle finestre e si stese sul letto, nel buio della sua unit, ascoltando la radio prima di scivolare nel sonno.

Si svegli in piena notte e guard fuori della finestra. Il Vog avvolgeva l'obelisco blu al centro del cerchio. Gli venne voglia di avere Mona, di fare l'amore con lei in mezzo al Vog, stagliata contro il bianco del cerchio, in piena notte. Stagliata contro quel bianco nessuno l'avrebbe vista, cos come nessuno avrebbe visto lui stagliato contro il nero della notte; sarebbero stati invisibili, si sarebbe scorto solo il dramma dei loro lombi, il nero del duro bastone in mezzo alle gambe di lui e il rosso pallido della rosa in mezzo a quelle di lei. Il giorno seguente ebbe la netta sensazione che le cose gli stessero sfuggendo. Lesse e rilesse il fascicolo di Sally Hemings coniugata Hurley. Cosa avrebbe risposto se gli avessero chiesto perch l'aveva lasciata andare? Continuava a sentire lo sguardo di Mallory su di s. Nel pomeriggio lasci il comando e percorse in auto il Centro e il Mercato. Accost all'angolo tra la Desolata e l'Ingrata, si inoltr nel vicolo, incontro al graffito del giorno.

Diceva, HO SOGNATO CHE L'AMORE ERA UN DELITTO.

Torn all'auto e si diresse verso il Centro. Era di nuovo sulla strada che correva tra la citt e i campi di lava, sotto l'ombra nera e spietata del vulcano. L'ombra gli si stendeva davanti e continuava ad allungarsi. Sembrava non avesse fine. Non dovrebbe esserci una fine per quest'ombra? si chiese. Parcheggi l'auto per un po', perplesso dall'infinitezza dell'ombra; ma non si trovava pi all'ombra del vulcano, era all'ombra di qualcos'altro. La notte scorsa, in un certo senso, aveva semplicemente perso la testa, si disse. A un certo punto doveva aver girato all'angolo sbagliato e si era confuso. Aveva bevuto troppo whisky, tanto per cominciare. Troppi di quei maledetti whisky e la testa non gli funzionava pi a dovere: non avrebbe fatto quell'errore un'altra volta.

Aveva dei seni cos rotondi. Non troppo grandi, non troppo piccoli: rotondi e perfetti come i suoi denti da bambina. L'eccitante vacuit della sua risata quando raccoglieva il denaro che lui le dava.

C'erano tre palchi aperti ai Fleurs d'X e tre danzatrici. Una era la ragazza che gli aveva portato il whisky la sera prima; adesso che si contorceva sul palco, la stravaganza dei suoi seni le rendeva un bel servizio. Sapeva che ci sarebbero volute delle ore prima che arrivasse Mona. Si sedette a lato della sala e fece segno a una delle ragazze di portargli un bicchiere. Non avrebbe esagerato con il whisky, assicur a se stesso. Forse non avrebbe nemmeno aspettato Mona, forse se ne sarebbe andato prima del suo arrivo. Da dietro il bar fu la stessa Dee a portargli il bicchiere che aveva chiesto per poi sedersi alle sue spalle. Wade mise del denaro sul tavolo e allontan il bicchiere, tanto per cominciare. Non avrebbe esagerato oggi.

Ti piace qualcuna delle ragazze? gli chiese Dee.

Ho rivalutato la questione delle sue tette, rispose Wade, che osservava ancora la danzatrice sul palco.

Mona  di turno presto, stasera, disse Dee.  la tua serata fortunata.  anche la mia, perch comincer prima che arrivi la maggior parte dei marinai. Il che significa che avrai meno clienti da sbattere in terra per il locale. Non facciamoci scappare le cose di mano questa volta.

Decido io quando le cose scappano di mano, disse Wade.  il mio lavoro decidere quando le cose scappano di mano.

 questo quello che fai? Il tuo lavoro?

Ne voglio un altro, di questi, disse al bicchiere. Oggi non intendo esagerare, ma ne prendo un altro. Quando arriva?

Tra un'ora, rispose Dee perplessa; afferr il bicchiere e torn dietro al bar.

Certe volte le cose capitano tutte insieme. La vita sembra del tutto normale e poi all'improvviso le cose cambiano bruscamente, prima questo e poi quello, e allora pensi, Certe volte le cose capitano tutte insieme. Ma potrebbe anche essere che quelle cose stessero accadendo da sempre, da tutta la tua vita, per via di qualche piccolo impulso che tu avevi sempre negato ma che non poteva essere negato per sempre. Non  che fossi cambiato,  che quello che eri veramente era sempre l ma lo negavi, finch non hai smesso di negarlo. E allora ti ritrovi improvvisamente faccia a faccia con la tua serata fortunata. Questo era il segreto dei Fleurs d'X, si disse Wade, sorseggiando il suo terzo, be' forse era il quarto whisky: devi crederci, quando sei con i piedi sulla soglia di quelle che sono veramente delle porte o magari solo immagini di porte, sei con i piedi nel sogno dei Fleurs d'X, finch una sera, la tua serata fortunata, capisci che, da sempre, non hai fatto che entrare e uscire dal tuo sogno, e che gli altri hanno fatto lo stesso, anche loro non hanno fatto che entrare e uscire dal loro sogno. Allora non ha pi importanza che ora del giorno sia di fuori. Wade era l che aspettava di spiegarle queste cose. Quando entr nel locale e si tolse i vestiti e rimase sulla soglia, ignorandolo - Wade sapeva che lei non lo ignorava veramente, sapeva che pensava a lui ogni momento, che lei fingeva di non accorgersi della sua presenza - aspett che lei si avvicinasse per prenderle i polsi e dirle tutte quelle cose. Al quinto whisky, o forse al settimo - erano piccoli whisky e lui era un uomo grosso - gli si fece abbastanza vicino da afferrarla.

Non sedeva ai suoi piedi stasera, non la seguiva di palco in palco. Non era pi necessario. L'afferr per i polsi; nel buio lei sembr effettivamente sorpresa di vederlo, ma quel buio era una finzione fatta apposta per lui, perch lei sapeva da sempre che lui era l, lo sapeva mentre se ne stava sulla soglia, mentre serviva da bere agli altri uomini, a tutti gli uomini tranne che a lui, sapeva da sempre che lui era l. Per questo non poteva essere sorpresa. Sei entrata nel mio sogno, spieg Wade. Non sono io che sono entrato nel tuo. Mona pieg la testa da un lato e sorrise: S.  cos. La sua vacua bellezza era una pianura aperta e fin dove arrivava lo sguardo non c'era nient'altro che il cielo. Guardare dentro di lei era come scendere concentricamente all'interno di un labirinto con una porta al centro, dove ti aspetti di trovare un confessionale e invece finisci con i piedi su un veldt che si estende fin dove l'occhio pu arrivare. Un'isteria del nulla, che lo invitava a montarlo, a svuotarsi in esso.

Ma poi lei si agit e si liber di lui. Lo guard e per un attimo lo attravers il pensiero che il modo in cui lei guardava gli altri uomini non fosse poi cos diverso. Si mordicchi l'interno della guancia. Spinse via il whisky: non era affatto sicuro che lei avesse capito. Non la guard danzare, la danza non aveva pi importanza. Il rituale della sua danza e il denaro che lui le dava avevano svolto la loro necessaria funzione, ma era giunto il momento per nuovi rituali oppure il momento in cui non ce n' affatto bisogno.

Si alz dal tavolo mentre lei danzava, le volt le spalle e s'incammin verso l'uscita del locale. Dee l'osserv andarsene.

Aspett. Non era mai stato bravo a nascondersi e aspettare, ma nelle ombre dell'Arboretum non era cos difficile. Non sarebbe stato tanto difficile nascondersi all'ombra di questo o di quel corridoio, non fosse stato per il fatto che i corridoi erano cos piccoli. Nell'aspettarla si domand varie volte che ora fosse, sapeva comunque che ormai il tempo non era pi un vero problema. Fu impossibile stabilire quando Mona lasci il locale quella sera, perch nell'Arboretum non c'era un quando. Wade la segu. Camminarono per mezz'ora. Presero corridoi e rampe di scale che lui non aveva mai visto prima; passarono enormi arene dove i riquadri blu delle televisioni proibite pendevano a casaccio nel nero pece, trasmettendo niente altro che delle onde a spettatori nascosti nell'ombra.

In breve giunsero in una zona del tutto diversa dell'Arboretum, una sezione pi vecchia dove gli odori e i colori erano pi intensi di quanto avesse mai sentito, e nuvole di Vog incombevano a ogni angolo. Lei non guard mai dietro di s, lui non fece alcun particolare sforzo per nascondersi; lei avrebbe potuto voltare le spalle in qualunque momento e vederlo. Non sembrava possibile che Mona non avvertisse il suono pesante dei passi di Wade. Non sembrava possibile che non avvertisse quella massa nera mugghiare contro il vacuo silenzio della sua schiena. Lontano dal palco, vestita, sembrava pi piccola. In quei minuti Wade si allen a riconoscere il passo di Mona, per essere in grado di sentirla perfino nei passaggi pi neri, cos neri da negare la luce finanche al bianco del suo corpo, finanche all'oro dei suoi capelli. Nei passaggi pi neri, lei doveva averlo sentito sicuramente.

Quando Mona arriv al posto in cui viveva, Wade immagin che avessero attraversato l'Arboretum fino al lato opposto. Pi tardi, quando si trov nel suo appartamento e vide la finestra, un obl che guardava il vulcano, seppe che aveva avuto ragione. Mona teneva un lucchetto alla porta e si mise le mani in tasca per trovare la chiave. Era buio ma lei conosceva la chiave e conosceva il lucchetto. Quando apr la porta lui si trovava solo a un paio di metri, a mordersi la guancia fino a sentire il sapore del sangue; in quel momento la cosa che aveva in mente era la sola cui non volesse pensare, e quella cosa era lei, non Mona ma l'altra, quella che era libera dal suo sogno e che il mondo aveva reclamato come sua. Mona stava chiudendo la porta dietro di s quando lui l'afferr con la mano. Non si spavent nel vederlo, ma nel piegare la testa a quel suo modo, non gli sorrise, e a lui mancarono i suoi denti da bambina e disse,  la tua serata fortunata.

Nel momento in cui vide la pietra per la prima volta, Wade non aveva modo di sapere che era rimasto all'Arboretum per tre notti.

Lui e Mona si erano semplicemente distesi nella notte, la notte senza fine padrona dell'Arboretum. Sennonch, a un certo punto, Wade venne colto dal pensiero che, all'esterno, gli orologi avessero notato la sua assenza. Il pensiero lo colse mentre era ancora immerso nei fumi ambrati del cognac, nei sogni acquamarina dell'oppio, nel delirio di porcellana del corpo di Mona. Sdraiato in mezzo ai cuscini, con il corpo che gli luccicava per via dell'onda che le fluiva in mezzo alle gambe con un odore di mare e di fiori. Gli orologi, l fuori, si sono resi conto della mia assenza, pens; ed era abbastanza lucido da trarne le conclusioni pi ovvie. Ma ci pens solo quel tanto per dire a se stesso di non pensarci, per tornare a fissarsi su Mona, addormentandosi in una posa scomposta, i capelli in disordine e il corpo che rimandava l'eco di quando lui era ancora dentro di lei.

Intontito e con la vista che gli si offuscava, volt lo sguardo in direzione della porta chiusa dall'interno con quel lucchetto che, al suo arrivo, si trovava all'esterno. Era stato lui a chiudere il lucchetto e stava cercando di ricordare cosa ne avesse fatto della chiave. Alla cieca, allung la mano verso il cognac, urt qualcosa, ud un tonfo e una nuvola d'ambra lo avvolse. Reag al disastro del cognac rovesciato dicendo qualcosa che nemmeno lui cap.

Si sollev dal letto di cuscini su cui era disteso, prese quei lunghi capelli biondi nelle mani e, inebetito, cominci a studiarli; fece scorrere la mano lungo la schiena di Mona per arrivare alla coscia. La tir sotto di s e un gemito di terrore usc dal corpo privo di sensi della ragazza; non era abbastanza vuota per lui, se n'era resa conto e il gemito era il suo modo di reagire dai recessi della coscienza a quella consapevolezza. Il vuoto di Mona era proporzionato al suo corpo, non era n pi grande n pi piccolo e comunque non ce l'avrebbe mai fatta ad accogliere totalmente Wade, il quale, al momento di venire, sembr esplodere da tutti i pori e cominci a correre con la bocca lungo il mento di Mona per andare ad appendersi ai lobi delle sue orecchie, come una perla. Lei non rideva pi come quando si chinava a raccogliere il denaro dopo che aveva danzato per lui, non rideva pi come quando lui aveva tirato su dalla sedia il marinaio e lo aveva buttato sul pavimento; la risata di Mona si era mutata in un piagnucolio di resistenza che a lui dava la sensazione di spiccare il volo e quando l'euforia ebbe la meglio su di lui, nella pena di quell'amplesso e nella notte senza fine dell'Arboretum, disse Sally. Disse quel nome e si blocc all'istante. L'averlo pronunciato lo stava confondendo e Mona se ne accorse. Wade abbass lo sguardo su di lei e l, dietro le labbra di Mona, c'erano quei denti da bambina e un sorriso che cantava vittoria.

La lasci andare e lei si accasci, inerte. Wade vacill, il nome gli risuonava nelle orecchie, ma con il passare dei minuti cominciava a dubitare di averlo detto veramente. Guard Mona che dormicchiava sui cuscini; se si fosse fidato della sua risposta le avrebbe chiesto se aveva veramente pronunciato quel nome. Di colpo dovette andare al bagno, al che, nel guardarsi intorno, realizz, per la prima volta in tre notti, che il bagno era una stanza d'altare convertita. Lo sorprendeva, in effetti, che nessuno si fosse mai preoccupato di costruire una stanza d'altare nell'Arboretum.

Stava cercando di pensare che cosa ne avesse fatto delle chiavi quando cominci a barcollare per l'unit che era rimasta in uno scompiglio completo da quando (ore fa? giorni fa?) Mona l'aveva praticamente rivoltata, in cerca anche lei delle chiavi. Fu allora che vide la pietra. Era in un piccolo armadietto posto vicino all'obl da cui si vedeva il vulcano, il vulcano che di notte covava le ceneri e di giorno innalzava spirali di fumo. Ma adesso l'unica cosa che Wade ricordava di aver mai visto da quell'obl era la notte; a dire il vero non riusciva a ricordare di aver mai visto la luce del giorno in assoluto. Tocc il vetro dell'obl, quasi fosse un quadro appeso al muro, un dipinto dell'artista basso e tarchiato che stava lentamente trasformando tutti i corridoi dell'Arboretum in altri corridoi. Wade accost la faccia all'obl e scrut attentamente. Pi cercava di avvicinarsi con lo sguardo, pi il suo stato di ubriachezza sembrava aumentare, finch l'equilibrio gli venne a mancare e cadde. Si volt verso Mona che sonnecchiava sui cuscini, poi torn a fissare l'armadietto.

Nello scaffale in alto c'era la chiave del lucchetto. Non si ricordava minimamente di avercela messa. Ma adesso il suo interesse era rivolto agli oggetti riposti nell'armadietto: una bambola, un paio di dadi, delle foto leggermente pornografiche, un libro a fumetti, piccole sculture in legno simili alla testa di donna che aveva trovato pochi giorni prima e che teneva ancora nella tasca del cappotto, e infine, vicino alla chiave, una pietra. Sembrava fuori posto. Wade la esamin. Era grossa quanto la sua mano; un lato era piatto e liscio, mentre quello opposto era scabro e irregolare. Ma ci che cattur il suo sguardo, ci che gli fece smaltire la sbornia per la prima volta da quando si era perso nell'intimit del mondo di Mona, fu la scritta. Il frammento di un graffito. Ma il graffito, invece di essere scritto sul lato liscio della pietra, era stato scarabocchiato lungo la zona irregolare, dove sembrava praticamente impossibile poter scrivere qualcosa; e sebbene l'inizio e la fine della frase fossero andati perduti, il nocciolo del messaggio era inequivocabile: ricerca della felicit.

La calligrafia, in effetti, non aveva niente in comune con i graffiti del vicolo tra la Desolata e l'Ingrata, il che, agli occhi di Wade, rendeva la coincidenza ancor pi stupefacente; di colpo, tenere quella pietra acquist per lui un'importanza speciale. Per la prima volta da diverso tempo si ritrov a mordersi l'interno della guancia, dove la ferita che si procurava nei momenti di smarrimento era stata medicata dal cognac, dall'oppio e dalla carne. Dopo aver preso gli abiti ed essersi rivestito, tir fuori dalla tasca del cappotto la scultura della testa di donna e la mise nell'armadietto in cambio della pietra. La pietra era pesante e gli faceva pendere il cappotto da un lato. Pens che sarebbe potuta cadere dal fondo della tasca. Prese anche la chiave. Apr la porta e rimase sulla soglia per qualche istante a fissare il buio che inghiottiva la fine del corridoio, chiedendosi se fosse in grado di trovare l'uscita.

Fuori era buio, proprio come gli aveva detto l'obl, quasi che l'obl non fosse una finestra ma una sfera di cristallo sospesa nel muro. La sfera che gli prediceva il futuro.

L'auto era ancora l dove l'aveva lasciata, nella zona del Desiderio dove, distesa nella luce diurna, l'ombra senza fine del vulcano incontrava l'ombra senza fine dell'Arboretum. Uno dei finestrini, quello sul lato del passeggero, era rotto. Wade trov che l'aria della notte non gli infondeva alcun vigore n lo purificava, piuttosto l'opprimeva come opprimono certi profumi; il Vog gli appesantiva il cuore e il rumore delle onde contro la scogliera gli sembr pi forte che mai. All'interno dell'auto, Wade prese la pietra dalla tasca e la mise sul sedile accanto. Mentre metteva in moto cominci a non sentirsi molto bene.

Rientr in citt. And all'angolo tra la Desolata e l'Ingrata, accost l'auto al bordo del marciapiede, apr la portiera e vomit. Scese dall'auto e si inoltr nel vicolo. Anche in piena notte sapeva dove trovare il graffito. E anche se era buio cap che il graffito non era pi l, che quel posto, in cui per anni il graffito gli aveva rinnovato il suo appuntamento di giorno in giorno, era tornato a essere un semplice muro. L'evento sconvolgente di quella sparizione gli fece portare le mani alla testa, coprendosi le orecchie.

Una volta a casa si trov di fronte alla dimostrazione che gli orologi avevano notato la sua assenza. Parcheggi al Cerchio Quattro, sotto l'obelisco e apr la porta della sua unit. Trov la casa in uno scompiglio totale, ma il fatto pi allarmante era la meticolosit con cui ogni cosa era stata messa a soqquadro. Era la precisione delle autorit, che non hanno il tempo, n tantomeno l'entusiasmo, per delle intrusioni meno devastanti. Wade riconobbe lo stile di quel lavoro perch, in passato, lui stesso l'aveva svolto in pi occasioni. In piedi, sulla soglia della sua unit, le braccia che gli pendevano inerti dal corpo, avvert la presenza di qualcuno alle sue spalle; si volt e vide la recluta che aveva messo il rosario a Sally Hemings e che gli aveva detto di Mallory e dell'antenna satellitare all'albergo. Avanz dal buio del Vog fino a essere inquadrato dalla luce che filtrava dalla porta. Poi rimase l, immobile, senza dire niente. Che significa? domand infine Wade.

S, signore, disse la recluta. Mi hanno incaricato di piantonare la sua abitazione, nel caso lei fosse tornato. Indic un punto dietro di s e Wade vide che c'era un'altra auto dietro la sua, sull'altro lato del cerchio. Si chiedevano tutti che cosa le fosse accaduto, signore, disse la recluta. Dopo un attimo aggiunse, Sono le quattro del mat...

Non ho chiesto che ora , disse Wade.

No, replic la recluta freddamente e Wade comprese che qualcosa non andava. Adesso non c'era pi modo di capire chi stava dalla parte di chi. Non mi ha chiesto che ora , ma ho pensato che avrei dovuto comunque dirglielo. Devo chiederle di venire con me al comando. Si fece da parte anche se era gi all'esterno dall'unit, come per lasciare il passo a Wade, come se Wade non avesse avuto lo spazio per passare. Wade odi di trovarsi all'aperto. Odi di avere lo spazio per passare. Avrebbe voluto essere in uno dei corridoi, dove la recluta sarebbe stata costretta a indietreggiare; gli mancarono le geometrie psichiche dei passaggi, dei corridoi e delle sale.

C'erano pi poliziotti al comando di quanti si aspettasse di vederne a quell'ora. La maggioranza stava dormendo, accasciata sulle sedie, ma si svegliarono prontamente al suo arrivo. Wade and alla sua scrivania e cominci a spostare, senza motivo, le cose che c'erano sopra; con lo sguardo rivolto in basso, al piano della scrivania, ebbe una visione di se stesso. Si osserv da capo a piedi. Il cappotto gli pendeva come uno straccio, non aveva pi la cravatta e neanche la cinta. Si sentiva anche l'odore di sesso e di liquore? Si sentiva l'odore del sangue o era la sua immaginazione? Era l'odore che sent quando sei ancora in un sogno o quello che il sogno ti lascia addosso quando ti svegli? L, nel cuore del comando, sentiva che tutti lo stavano squadrando. Il solo che non si era alzato dalla sedia era Mallory.

Guardati, gli disse infine Mallory. Spinse indietro la sedia; aveva le mani piegate in grembo e dava l'impressione di essere molto rilassato. Sei impresentabile. Loro ti vogliono parlare ma sei impresentabile. Be', disse, mentre riportava in avanti la sedia e alzandosi al tempo stesso, non c' tempo per renderci presentabili. Loro ti vogliono parlare. Mallory si diresse verso un corridoio sul retro e si ferm a met strada per voltarsi con un'aria sprezzante e chiedere a Wade cosa stesse aspettando. Uscirono dalla porta sul retro e salirono su un'auto. Mallory era al volante. Cazzo, disse Mallory, allontanandosi schifato. Hai un odore sgradevole, Wade. Si direbbe che sei appena uscito dalla merda in cui ti sei andato a cacciare. Ma, a pensarci bene, non  possibile, la merda in cui ti trovi  cos profonda che non potresti uscirne nemmeno strisciando. Profonda s, molto profonda. Troppo profonda perch tu possa strisciarne fuori in cos poco tempo. Rise e scosse la testa. Siamo andati fuori di testa, eh? Per la signora Hurley, intendo. Sally, la nera. Penso che quella donna sia un fantasma, tu che ne dici? La prossima volta che la portiamo dentro, chi di noi star ancora lavorando al caso, voglio dire, e diciamo pure fin d'ora che quello non sarai tu, comunque sia, chi di noi star ancora lavorando al caso la porter dentro e le dar una bella occhiata. Una bella occhiata, s. A tutti gli angoli e a tutte le fessure. Ti faccio un rapporto dettagliato quando verr a trovarti nei giorni di visita, ti faccio sapere cosa ti sei perso. Sono sicuro che ti permetteranno di ricevere qualche visita, di tanto in tanto. Sarebbe disumano se non lo permettessero. Ti dovrai incazzare di brutto se non ti fanno ricevere visite. Merda, adesso che ci penso. Per un po' non potrai vedere nessuno, adesso che ci penso. Be', trover il modo di tenerti al corrente comunque. Non penserai mica che il tuo vecchio amico Mallory ti lasci solo a tormentarti con simili dubbi. Trover il modo di farti sapere se  nera fino in fondo. Secondo me, una volta che te la sei studiata a fondo,  di un colore diverso. Specialmente la parte migliore. E ti dir pure che, secondo me, la parte migliore non  fatta allo stesso modo. Secondo me quando la tocchi o la mordi e lei si bagna, sa pi di mora che di fica. Mallory pens un momento, continuando a guidare. E tu Wade, quando vieni, di che colore ? Bianco?

Wade diede un'occhiata a Mallory, poi guard fisso davanti a s. Mallory guidava verso ovest, nel buio, in direzione della rocca. C'era una sola strada che portava alla Centrale. Era fiancheggiata da piccole lanterne che pendevano da sostegni posti lungo il fianco della rocca. Non illuminavano la strada con particolare efficacia e pi ci si addentrava nel Vog della notte, pi il bagliore di quelle lanterne diventava una pallida macchia di luce. Giunti alla rocca Mallory e Wade parcheggiarono l'auto e presero l'ascensore. Dall'ascensore arrivarono alle porte principali. Il rumore e il vapore del mare si mischiavano alla cenere del vulcano e riempivano l'aria tutt'intorno. Nel velo di nebbia era impossibile scorgere tanto il mare e il vulcano, quanto l'edificio bianco e circolare della Chiesa. All'interno, l'enorme ed essenziale architettura dell'atrio era buia e deserta.

Wade era gi stato nell'atrio prima di allora. Not che nemmeno Mallory dava l'impressione che quel luogo gli fosse del tutto estraneo, sembrava impaziente pi che intimorito. Sulla sinistra c'erano gli uffici amministrativi e in fondo a un corridoio gli archivi segreti della Chiesa. In quel momento l'unica altra persona che Wade riusciva a vedere oltre se stesso e Mallory era un impiegato che stava uscendo dagli archivi, un uomo sui trentacinque anni con una massa scomposta di capelli neri e occhiali spessi che, nel luccicchio della luce dell'atrio, facevano apparire i suoi occhi come sfere di cristallo di colore blu. Non sembrava un prete. Passando l'archivista lanci loro un'occhiata furtiva per poi uscire dalle porte principali, che Wade ud aprire e chiudersi alle sue spalle.

Wade e Mallory rimasero in attesa. Non c'era posto dove sedersi in quell'enorme ingresso. Finalmente, da una porta sulla destra, venne un uomo con l'abito bianco da prete. Fece segno a Wade di seguirlo e con uno schiocco delle dita conged Mallory. Ci vediamo, Wade, disse Mallory mentre il prete conduceva Wade oltre la porta da cui era venuto. Wade non si volt indietro.

Il prete e Wade presero un altro ascensore. Il prete non disse niente n degn Wade di uno sguardo. Quando la porta dell'ascensore si apr su un lungo corridoio, austero quanto l'atrio dabbasso, il prete gli indic una stanza in fondo. Wade usc dall'ascensore e le porte si chiusero dietro di lui.

Le porte della stanza in fondo al corridoio erano aperte. Wade cerc di concentrarsi; era evidentemente preoccupato dal fatto di puzzare, stava ancora cercando di capire se l'odore di sesso e di liquore fosse reale o invece un'emanazione proveniente dai recessi di un ricordo onirico. Arriv alla fine del corridoio e all'interno della stanza trov tre preti seduti intorno al bordo esterno di un tavolo a mezzaluna. Nell'incavo della mezzaluna c'era una sedia vuota. La stanza era bianca e bianchi erano gli abiti dei preti: uno di loro alz improvvisamente gli occhi su Wade, quasi che il nero della sua pelle ne avesse maleducatamente annunciato l'arrivo. Il prete studi il poliziotto con inequivocabile disapprovazione e indic la sedia vuota.

Wade rimase in attesa sulla sedia quasi quanto aveva aspettato nell'atrio dabbasso, perlomeno cos gli sembr. Il prete, che prima aveva alzato gli occhi su di lui, ora non gli prestava pi attenzione; stava leggendo delle carte mentre gli altri due erano occupati a scrivere delle annotazioni. Dietro ai preti c'erano delle finestre che si affacciavano sulla notte. Oltre il vetro delle finestre Wade distingueva dei potenti riflettori che illuminavano le onde del mare sotto di loro. La stanza era cos isolata che Wade non riusciva a sentire il mare, ma a tratti aveva l'impressione che la stanza vibrasse leggermente, come per effetto delle onde che s'infrangevano contro la rocca. Il prete capo stava ancora leggendo le sue carte quando disse, Wade, e giacch quella non sembrava una domanda, Wade non rispose. Di fronte al silenzio del poliziotto, il prete si decise finalmente a sollevare il capo.  con noi da un po' di tempo. Wade non disse niente. Il prete studi le carte e disse, Il suo operato in passato  sempre stato soddisfacente, Wade. Occasionalmente, si  dimostrato un po' disinvolto, forse eccentrico, ma noi ammettiamo che si possa svolgere il lavoro anche con una certa personalit. Sorrise per esprimere tolleranza.

Wade cominci a dire che nessuno, prima di allora, gli aveva mai fatto osservare che il suo comportamento fosse disinvolto, n tantomeno eccentrico. Per quanto poteva ricordare, Wade non si era mai comportato - fino a pochi giorni prima - in modo disinvolto, e tantomeno eccentrico. Prese a mordersi l'interno della guancia ma si blocc subito, per tirare un respiro profondo.

Dove  stato?, chiese il prete.

Wade si concentr. Sentiva il bisogno di deglutire perch la gola gli si stava stringendo, ma sapeva che se avesse deglutito troppo il prete se ne sarebbe accorto. Ebbe allora la sensazione che il modo in cui avrebbe deglutito era la sola cosa che lo separasse dall'incarcerazione, non in una cella della polizia ma in una di quelle che si trovavano sotto i suoi piedi, nella rocca, oppure nella colonia penale a sud, riservata agli eretici politici. Nel corso degli anni aveva sentito parlare molte volte della giustizia dei preti, che era di gran lunga meno benevola di quella dei poliziotti. Cos cerc di non deglutire troppo quando disse, Missione di infiltrazione.

Per qualche ragione il prete apparve realmente sorpreso da quella risposta. Missione di infiltrazione?

Per un caso di omicidio.

Gli altri due preti cessarono di scrivere e lo guardarono. Il prete capo si pieg in avanti sul tavolo a mezzaluna. L'omicidio all'albergo gi in centro?

S.

Ha trovato qualcosa?

Wade cerc di pensare velocemente. Sto seguendo una pista. Sono giunto a una svolta interessante dell'indagine. Adesso sono ritornato allo scoperto al fine di ottenere certe risposte difficili. Sono sicuro che capirete cosa intendo.

I preti non capivano affatto. Wade sapeva che non capivano, perch niente di quanto stava dicendo rispondeva a un senso in particolare. Alla fine il prete annu, S, capisco. In un attimo anche gli altri due preti annuirono. Wade, disse il prete capo, stringendo gli occhi con preoccupazione, C'era una donna. Era sulla scena del delitto. Quando l'avete trovata aveva in mano l'arma dell'omicidio. L'avete trattenuta per ventiquattro ore e poi l'avete lasciata andare.

Non c'era nessuna arma dell'omicidio sulla scena del delitto.

Un coltello, lo corresse il prete, leggendo le carte.

Il defunto non  stato pugnalato.

Ma c'era un coltello.

Ma non  stato pugnalato.

Ma c'era un coltello.

A quel punto Wade dovette deglutire. Aveva parlato per un po' e si sentiva strozzare, forse avrebbe vomitato cognac sul tavolo a mezzaluna dei preti. L'uomo era stato picchiato a morte, disse.

Dov' il bastone allora?

Per l'appunto.

Non c'era nessun bastone, disse il prete con gentilezza. Le sue parole raffreddarono l'aria e la doppia esse di nessun sibil come un serpente. C'era un coltello.

Credo sia stato il marito, annunci Wade.

Il prete sembrava stupefatto. Davvero?

 un attore. Gli Hurley vivono nel... si blocc, aveva quasi detto Desiderio. Nella Redenzione. Mi dovevo infiltrare per trovare qualcosa. Non mi piacciono i lati oscuri, non pi di quanto piacciano a chiunque altro. Mi piacciono meno di quanto piacciano a chiunque altro. Li odio. Fece una pausa. ... difficile in quella zona della citt. Non abbiamo una vera giurisdizione laggi.

C' una disputa in corso su questo argomento, lo rimprover il prete. Wade accett di essere adeguatamente ammonito. Perch non ha detto a nessuno che stava andando in missione di infiltrazione?

Vedete, disse Wade, lasciando che un velo di disappunto gli attraversasse il volto, mi risulta difficile dire una cosa del genere. Ma ho ragione di credere, me ne sono convinto gi da un po', che uno dei miei agenti venda al mercato nero i manufatti illegali confiscati. Proprio di recente, nei giorni scorsi, credo abbia venduto un monitor televisivo confiscato nell'albergo dove  avvenuto l'omicidio. Ho immaginato che, al fine di tenermi lontano dall'indagine sulle attivit illecite di Hurley e al contempo dalla possibilit di scoprire le trame di questo mercato nero, l'agente in questione avrebbe certamente fatto saltare la mia copertura e messo a repentaglio l'inchiesta. Questo stesso agente ha inoltre ritenuto che fosse necessario cercare di implicare la moglie di Hurley, sebbene i fatti indichino che non  lei l'assassino. In altre parole, credo che la signora Hurley sia servita da inconsapevole paravento per un giro di corruzione all'interno della polizia, probabilmente su larga scala.

I preti erano sbalorditi. I due tirapiedi guardavano continuamente il prete seduto in mezzo.

A posteriori, disse Wade, comprendo di aver commesso un errore nel non venire personalmente da voi per spiegarvi la mia linea di condotta. Mi piacerebbe inoltre aggiungere che mi sento a disagio per il mio aspetto. Speravo di fare questo rapporto in condizioni pi... presentabili. Spero vorrete perdonare la mancanza di rispetto dell'agente che mi ha condotto qui in modo tanto informale. La prossima volta pretender maggior decoro.

Il prete si concentr sullo sguardo di Wade. S, Wade, accennando infine un vago sorriso, la prossima volta avr pi rispetto per la forma. I due si guardarono negli occhi per un bel po'. Quindi il prete, con una certa rassegnazione, annunci, Molto bene. Non complichiamo le cose.

Cosa?

Intendo dire, il prete accompagn le sue parole con un gesto di sufficienza, faccia quello che deve fare. Non  di nessuna utilit trascorrere un mucchio di tempo in territori dove comunque non abbiamo giurisdizione.

Wade ci pens su un momento. Non volete che continui a svolgere la mia indagine,  questo che intendete?

Ovvio che dovr continuare a svolgere la sua indagine. Dopo tutto, qualcuno  stato assassinato. Facciamo per in modo che le cose non debbano complicarsi pi del dovuto.

Wade disse, Non sono sicuro di avere capita

S che lo , Wade, disse il prete, sa perfettamente quello che intendo.  un uomo piuttosto furbo. Ci ha appena fatto vedere, piuttosto chiaramente, che lei  un uomo furbo.

Wade scelse le parole il pi attentamente possibile. C' niente riguardo a questa faccenda cui vorreste che io dedicassi particolare attenzione?

Ci stavo giusto arrivando.

S.

Lei sa, disse il prete, che forse  stata la donna a uccidere, o forse il marito. Forse qualcuno dell'albergo, il portiere per quello che ne sappiamo. Ma quello che indubbiamente ci piacerebbe sapere, come del resto piacerebbe a chiunque altro,  chi era costui.

Costui...?

L'uomo che  stato ucciso, disse il prete, con una certa impazienza.

Non ci sono precedenti o informazioni sul suo conto.

Volendo usare una sua espressione: per l'appunto.

Wade annu. Capisco.

Scopra chi era il morto, Wade, e con ci potremmo anche essere disposti a chiudere l'intera faccenda. E al diavolo chi l'ha ucciso, rise il prete.

S, signore, rise anche Wade, al diavolo.

Era una battuta, ovviamente.

Al diavolo chi l'ha ucciso, Wade continu a ridere.

Il prete strinse gli occhi e con insofferenza cambi posizione sulla sedia. C' dell'altro? Era ansioso che Wade sparisse dalla sua vista il pi presto possibile. La pelle nera del poliziotto faceva fremere il centro della stanza.

Dell'altro?

Altro di cui dobbiamo discutere.

Wade pens per un momento. Si guard intorno, nella stanza bianca. Dio?

Lei si preoccupi dei suoi lati oscuri, che di Dio ce ne preoccupiamo noi.

Wade si alz dalla sedia. Fece attenzione a non uscire troppo velocemente dalla stanza. Fece attenzione a non camminare troppo velocemente nel corridoio. Arrivato all'ascensore aspett; non c'erano pulsanti. Finalmente la porta si apr e l'ascensore lo port gi, al piano principale, dove trov la strada per l'uscita.

Nessuno lo stava aspettando, naturalmente, perch nessuno si aspettava di vederlo tornare. Wade aveva mischiato le carte e la Centrale avrebbe dovuto trovare il bandolo della matassa prima di poter decidere cosa fare. Ma non appena l'avessero trovato, quel bandolo, si sarebbero occupati di Wade; lui lo sapeva bene. Di tempo ne aveva poco perci. Prese l'ascensore sul lato della montagna e una volta uscito s'incammin per la strada che portava in Centro. Le lanterne sul lato della rocca erano state spente sebbene fosse ancora buio. Solo a est, sopra il vulcano, il blu del cielo sembrava essere leggermente pi chiaro di prima, pi chiaro di quanto Wade si ricordasse di averlo visto ultimamente. La cosa non lo interess.

Ai margini del Centro prese una strada che portava a nord. Cammin in direzione dell'obelisco blu pi vicino. Se ricordava bene il Cerchio Ventidue distava circa mezzo miglio ed era proprio al confine dell'Ambiguit. Quando raggiunse il cerchio aspetto dietro a una delle unit; pass un'ora e partirono le sirene per la perquisizione mattutina degli altari. Nelle unit del Cerchio Ventidue la gente si affrett a entrare nelle stanze d'altare chiudendosi la porta alle spalle. Wade and da un'unit all'altra rovistando gli armadi in cerca di vestiti che potessero andargli bene; il meglio che riusc a trovare fu una specie di soprabito. Era piccolo ma per un po' l'avrebbe potuto portare. Prese il poco denaro che trov; la gente se lo portava con s nelle stanze d'altare, gli unici soldi che venivano lasciati in giro erano le bustarelle per i poliziotti. Nell'unit in cui trov il soprabito, Wade us la doccia. Quando suon la sirena che annunciava la fine delle perquisizioni, Wade aveva gi percorso un quarto di miglio, ferm un'auto della polizia e chiese allo stupefatto agente al volante di portarlo al comando.

Quando entr, tutti sembrarono sorpresi di vederlo, n pi n meno come l'ultima volta. Mallory sedeva con la schiena rivolta alla stanza; ud che dietro di s era calato il silenzio. Si volt e vide Wade. Non sembrava pi cos contento com'era poche ore prima. Il soprabito stringeva Wade alle spalle e sotto le braccia. Ho bisogno di un passaggio, disse a Mallory.

Mallory guard gli altri poliziotti che si trovavano nella stanza e disse, Prendi qualcun altro.

Wade disse, Ho bisogno che tu mi dia un passaggio.

Cazzate.

Pensi che mi troverei qui se si trattasse di cazzate? Abbass il tono della voce. Pensi che sarei venuto qui, proprio adesso, se non fosse opportuno che tu mi dia un passaggio?

Mallory continuava a guardare gli altri poliziotti come se uno di loro potesse spiegargli perch Wade era l, nel cuore del comando di polizia, invece di trovarsi incatenato in qualche posto della rocca. Lentamente tir su il cappotto dallo schienale della sedia. Dove andiamo?

Te lo dir in macchina.

Uscirono dalla stessa porta sul retro da cui erano usciti prima e salirono sull'auto. Mallory non si divertiva pi come si era divertito l'ultima volta che era salito sull'auto. Guardava in continuazione Wade e Wade guardava in continuazione fuori del finestrino. Erano gi arrivati in pieno Centro quando Wade disse a Mallory di svoltare in via Desolata; all'angolo con l'Ingrata, disse a Mallory di accostare. Ricordi il graffito di cui ti ho parlato circa un anno fa?

No, rispose Mallory.

Ma certo che te lo ricordi, il graffito di cui ti ho parlato. Tu non riuscivi a trovarlo, cos ci siamo andati insieme. A quel punto ero io che non lo trovavo pi. Wade rise. Ricordi che figura da idiota ho fatto? Io che andavo su e gi per il vicolo cercando di trovare il graffito?

Ah s, rispose Mallory lentamente, mi sembra di ricordare.

Ma certo, Wade continuava a ridere, amico,  stato pazzesco. Vieni con me, voglio fartelo vedere. Wade scese dall'auto e aspett che Mallory uscisse anche lui. Erano in piedi, sul marciapiede, con lo sguardo rivolto in fondo al vicolo. Era qui che facevo su e gi, ricordi?

Ricordo, ricordo, disse Mallory. Wade seguitava ancora a ridacchiare, scuotendo la testa. S, prosegu Mallory, dicevi che era qui ma non riuscivamo a trovarlo.

Proprio cos, disse Wade, non riuscivamo a trovarlo. Vieni qui. Fece un cenno con la mano e Mallory lo segu.

Si inoltrarono nel vicolo e arrivarono al posto in cui dove per anni c'era stato il graffito di Wade e dove ora c'era un semplice muro. Wade si ferm e fiss il muro, con Mallory che stava dietro di lui. Vedi questo punto? disse Wade indicando un punto dove non c'era che il muro.

Dopo aver fissato quel punto dove non c'era che il muro, Mallory disse, Cosa devo vedere?

Proprio qui, disse Wade.

Dove?

Proprio qui. In rosso.

Rosso? disse Mallory.

Wade sbatt la faccia di Mallory contro il muro. Quando la tir via, una macchia rossa e pezzetti del naso di Mallory si erano impressi sul muro dove, nel corso degli anni, Wade aveva letto i messaggi di uomini anonimi e della Regina di Bastoni. Wade prese Mallory per il colletto e gli disse, Lo vedi ora o no? e uno strano sbadiglio sbuff fuori della bocca spalancata di Mallory. S, Mallory, rispondendo alla tua domanda su di che colore  quando vengo,  bianco. E tu invece, quando sanguini, per caso  di colore rosso? Wade studi la fronte di Mallory piena di escoriazioni. Sei impresentabile, disse e lo lasci l, accasciato al suolo. Torn all'auto e se ne and.

Nella sua unit al Cerchio Quattro, Wade si fece una doccia per pulirsi dal sangue di Mallory e poi si cambi i vestiti. Prese la sua auto e si diresse verso le scogliere, non lontano dal confine del Desiderio. Sul sedile accanto al posto di guida c'era ancora la pietra che aveva trovato nell'armadietto di Mona. Parcheggi in folle con le ruote anteriori rivolte al bordo della scogliera, prese la pietra, scese dall'auto e la spinse nel vuoto. Quasi che la forza del tuffo dell'auto potesse trascinarlo con s, si ritrov seduto in terra a fissare quel nulla di colore blu, il blu del cielo e il blu del mare in lontananza dove solo un attimo prima c'era la sua auto. Lo schianto in mare dell'auto non si era minimamente imposto sul solito rumore delle onde che si infrangevano contro la scogliera.

S'incammin verso la Redenzione. Un'ora dopo aver stampato la faccia di Mallory sul muro tra la Desolata e l'Ingrata, Wade era davanti alla porta dell'Arboretum. Era quasi giorno. Prima di oltrepassare la soglia per inoltrarsi nel lungo corridoio, alz lo sguardo al cielo e attribu una grande importanza al fatto che le menzogne del cielo non l'avrebbero pi offeso.

Mona dice, Oooh lui mi buca dentro. Ohhhhh. Quando  solo una sensazione, non  poi cos male. Una sensazione come l'oppio, qualcosa cui posso pensare quando non ho niente cui pensare. Siamo l, al buio, e lui non c', per niente. Poi una notte si  messo a fare i nomi delle altre donne, allora significa che nemmeno io ci sono. Lui si assenta e si addormenta. Io lo spingo via. Mi alzo e vado a mangiare in quel posto che sta a sud di Arbo. Lo sento ancora che sguazza dentro di me. Quando torno dal lavoro penso che forse se n' andato. Una mattina mi sveglio e lui se n' andato, ma poi vado a lavorare e quando torno lui  nuovamente l. 'Sono tornato', dice. 'Sono tornato per sempre'. Mi strappa di dosso i vestiti. Mi strappa di dosso tutto quello che porto, come una furia. Dopo guarda alla finestra e ride. 'C' solo la notte adesso', dice alla finestra e sorride, 'nient'altro che la notte'. Io alzo gli occhi verso la finestra e vedo che entra la luce del mattino. E la luce fa luce sul suo sorriso. Ma lui non fa che ridere e dire, 'Solo la notte, maledetta notte'.

Non vado mai all'esterno ma a volte, quando lo faccio, i punti blu della citt mi fanno pensare a quando ero una ragazzina che cresceva nel Ghiaccio, ai camini del mio villaggio e al modo in cui fiancheggiano la strada che porta in citt. Penso al fumo dei camini, ai modo in cui si alza in cielo che  uguale a come si alza il Vog dalla montagna, ma anche a come si alza il vapore dal mare. Io sono sul carro, con mio padre, e ce ne andiamo sulla strada che porta al villaggio e ci sono i camini che segnano la strada come tombe, ma anche come alberi vuoti. Il fumo dei camini si alza e rimane sospeso sopra la strada come l'arco di una galleria. E mio padre siede vicino a me sul carro. Lo fa per scaldarmi, mi dice. Dice che muove il suo corpo contro il mio per scaldarmi. Di notte viene in camera mia e mi scalda. E sempre di notte, lo sento che  nella stanza accanto per scaldare il mio fratellino. Sento che il mio fratellino grida e allora penso, Per favore non smettere, scalda il mio fratellino per tutta la notte. Perch quando ha finito con il mio fratellino, lui viene da me. Non smettere. E pi il mio fratellino grida forte, pi io sono contenta. Mio fratello ha otto anni. Mia madre dorme nell'altra stanza, dall'altra parte del corridoio da dove dormo io, ma io so che non dorme veramente, lo so che sta distesa sul letto e dice, Per favore non smettere di scaldare i miei bambini. Per favore non smettere perch quando hai finito con i bambini vieni da me, pensa mia madre, che  distesa sul letto dall'altra parte del corridoio. Una notte io prendo quello che posso e comincio a camminare gi per la strada, sotto il lungo arco di fumo, e cammino finch non sono abbastanza lontana da non dover pi pregare che mio fratello non smetta di piangere.

Io so della pietra. So che Wade l'ha rubata dall'armadietto e che al suo posto ci ha messo una piccola testa di donna fatta di legno. Qualcuno mi ha detto che quelle cose sono... com' che si dice? proibite. Ma a me non importa. Qualcuno una volta mi ha detto che sono... com' che ha detto? attratta. Che sono attratta da queste cose perch sono proibite, ma proibito per me non significa niente, e allora cos' questa storia che io sono attratta? La pietra era molto pi reale dei ricordi o dell'amore. Potevo mettermela tra le gambe e sentirla che stava l in mezzo. Me la potevo spingere un po' dentro e farmi male e quello era un dolore vero, un dolore cui potevo credere, non come  dolori del cuore o della testa, che non sono reali. Ma la mattina dopo, quando ho visto che la pietra non c'era pi e lui  tornato e mi ha scopato e dopo si  messo a dormire, io ho visto che la pietra stava nascosta nell'angolo dove lui aveva messo i vestiti. L'ho lasciata l fino a quando  successa la storia dell'altro uomo, fino a quando non ero pi cos sicura che il dolore del cuore non  reale. Era gi un bel po' che Wade stava qui, quando ho visto l'altro uomo che veniva ai Fleurs d'X, quello con gli occhiali che gli facevano gli occhi grandi e che rideva tristemente e che era perduto nel dolore del suo cuore. Una notte gli sono caduti gli occhiali e io l'ho aiutato a cercarli al buio, sul pavimento. E quando li abbiamo trovati e lui se li  rimessi e mi ha guardato a quel modo, ho capito che era ridicolo come tutti gli altri. Ho riso. Ho riso per quanto era ridicolo e per quanto era triste. Sono cos facili da dimenticare, gli uomini. E la cosa migliore degli uomini, la facilit con cui li dimentichi, il fatto che non ci sono mai. Ma la sua tristezza mi  rimasta nella testa e non riesco a dimenticarla, e il suo sorriso triste mi fa sentire cose cui io non credo. E adesso lo aspetto, notte dopo notte, aspetto che venga. Aspetto che rinunci a quello cui tutti gli uomini rinunciano. Gli uomini pensano che lo faccia per loro di danzare a quel modo, ma non lo faccio per loro, ma per quel loro non essere niente e l'uomo con gli occhiali  solo un altro stupido, solo che la sua stupidit mi  entrata in testa e nel cuore e non so perch. E poi una notte succede che Wade viene al locale quando c' pure quello con gli occhiali. Dopo un attimo capisco che Wade lo sta osservando. Dopo un attimo capisco che lui sta osservando me che osservo lui e che a lui questa cosa non piace.

A me piaceva di pi come stavano le cose prima. Mi piaceva di pi quando la sensazione della pietra tra le gambe era pi reale dei ricordi e dell'amore. Una notte torno a casa dal lavoro e apro la porta ed entro e trovo che il pavimento sotto i miei piedi  sparito. Alzo gli occhi e pure il soffitto  sparito. Mi guardo intorno e le pareti sono sparite, in lontananza riesco a vedere nelle altre stanze, dove ci sono altri corridoi e altre porte. Wade  l, nudo, che mi aspetta come sempre. Come sempre ha quella sua aria sul viso. Il suo coso  duro. Siamo l, sospesi nel nulla, tutto  svanito. Io grido e lui annuisce. Io grido ancora e lui continua ad annuire.

Quando Mona apr la porta del suo appartamento ed entr, si ritrov a cadere.

Wade aveva ingaggiato l'artista basso e tarchiato che trasformava gli ambienti dell'Arboretum perch dipingesse l'appartamento di Mona e facesse vedere quello che si sarebbe visto se non ci fossero state le pareti, e nemmeno le altre pareti che si trovavano dietro alle pareti dell'unit e cos via, fino a dove finiva l'Arboretum. Gli fece dipingere il soffitto per far vedere quello che si sarebbe visto se non ci fosse stato il soffitto, per tutta l'altezza dell'Arboretum. Gli fece dipingere il pavimento per far vedere quello che si sarebbe visto se non ci fosse stato un pavimento, fin nel profondo dell'Arboretum. Dall'appartamento di Mona, adesso Wade poteva spingersi con lo sguardo fino ai punti pi lontani dell'Arboretum, riusciva a vedere le catacombe e i corridoi, le gallerie televisive deserte e i casin e i palchi e i bar e i locali, senza pi limiti. Intorno a Mona e sotto i suoi piedi era sparita ogni cosa, inclusa la porta da cui era appena entrata; tutto sparito, a parte i mobili - un paio di sedie, un tavolo, una toletta con il vetro spaccato - che galleggiavano in mezzo alle travi delle cantine. Anche lei era l, a galleggiare insieme a Wade, nudo, che aveva un'erezione e un'aria stranamente serena.

Mona protese le mani per tenersi ma non poteva fare affidamento neanche sui mobili, quasi che il peso della sedia cui si stava aggrappando potesse farla precipitare pi velocemente nell'oblio. Sent di non avere altra scelta se non quella di allungarsi verso Wade, che era l per prenderla; e quando la prese i due sembrarono rimanere sospesi nello spazio. Wade emise un brontolio simile al suono di una fuga di gas, come se lo spazio circostante avesse subito una rottura; forse quel brontolio era addirittura proprio il suono dello spazio che si lacerava. Entr dentro di lei e lei prima si aggrapp a lui, poi nel freddo dell'oblio allent la presa, perch aveva gi deciso da molto tempo che non avrebbe pi permesso a nessuno di scaldarla. Wade continu a penetrarla finch, proprio nel momento in cui stava per venire, Mona lo stratton spingendolo via. Il bianco dell'eiaculazione di Wade danz nell'aria.

Nel mezzo della notte Mona arranc dal suo stato d'incoscienza; il rumore e la velocit con cui si sentiva precipitare l'avevano svegliata. Si attacc al pavimento come un ragno dorato e lo attravers fin quando non si riaddorment.

Disteso con la faccia di Mona sul grembo e i suoi capelli gialli stretti nella mano, Wade fiss la fedele mappa dell'Arboretum, vale a dire l'universo dei suoi sogni. Riusc a vedere il Vog, lo osserv levarsi a ondate e spostarsi per i passaggi dell'Arboretum. Era la sola cosa che non potesse eliminare dalla vista, la sola cosa che non si fosse piegata al suo disegno di eliminare pareti, soffitti e pavimenti; era la cosa del sogno di Wade che sfuggiva al controllo, che si spostava a suo piacimento. Seguendolo con lo sguardo, cavalcando con gli occhi la sua furia indomita, Wade divent il pi grande Viaggiatore di Vog, finch non gli rimase altro da fare se non alzarsi in piedi e saltare nel denso cuore di quella nebbia. Quando lo fece, fu come scagliarsi in quel nero che era il colore della sua pelle, scagliarsi nelle ceneri della sua carne, quasi che il Vog fosse la nera bocca di un vulcano. All'interno di quel nero che era il colore della sua pelle ud un rumore di catene provenire dal passato. All'interno di quel nero che era il colore della sua carne, Wade cap che non era un miracolo ci che aveva detto Sally al suo risveglio nella stanza d'albergo, che non era un miracolo ci che aveva detto Sally mentre le cadeva il coltello dalla mano. Cap che era un nome, il nome dell'uomo ucciso ma anche il nome dell'atto di ucciderlo; era un nome che Wade aveva sempre conosciuto malgrado non l'avesse mai sentito prima. In quel momento cap che un migliaio di notti nell'Arboretum si erano distese in un'unica grande notte.

In mezzo al nero che era il colore della sua carne, non pot stabilire con esattezza quando aveva smesso di prenderla e quando aveva cominciato lei, a prenderlo; ma era stato dopo che lui era entrato nel nero della sua stessa carne, e aveva scoperto che lei era sempre stata l, proprio come l'altro uomo e il nome che lei aveva pronunciato. Scopr che lei gli stava succhiando il nero; mentre era disteso tra i cuscini dell'appartamento e sentiva di diventare nero quanto il Vog, la sua piccola ninfa bionda lo montava e lo spillava col corpo fino all'ultima goccia. La sua piccola ninfa bionda pass la notte a cavalcarlo nelle vaghe chimere di un sogno intriso d'oppio e di cognac. La testa piegata all'indietro e gli occhi chiusi, la bocca leggermente aperta con la punta della lingua tra le labbra, Mona liber dal profondo un rantolo misterioso, e quel rantolo gli disse che non era lui l'uomo che si trovava dietro l'oscurit di quegli occhi chiusi, che non era lui l'uomo che lei stava scopando. Apri gli occhi! Wade sent se stesso gridare di rabbia, ma non pot essere assolutamente certo che quel suo grido fosse stato qualcosa di pi di un grugnito o di uno squittio. Quando Wade fu al culmine, le labbra di Mona si aprirono in un sorriso voluttuoso. Era un sorriso diverso da quello che Wade aveva visto fino ad allora, un sorriso per tutti gli orgasmi di tutti gli uomini che Mona aveva conosciuto, perch quegli orgasmi erano stati come tante piccole morti di quegli uomini, vite che erano esplose pateticamente dentro di lei. Wade era angustiato dal terrore per come, sottomettendosi al suo volere, Mona, con la nera oscurit degli occhi chiusi, lo stesse violentando nel nero della sua essenza. Apri gli occhi! le ordin ancora. Ma lei non apr gli occhi e continu a cavalcare e a cavalcare ancora. Gi, sempre pi gi, nell'oscurit.

In lontananza, quando il Vog si dirad, Wade riusc a vedere l'altro uomo. Guard al di l delle pareti dell'appartamento di Mona, nel cuore deserto dell'Arboretum, guard al di l delle catacombe vuote e dei corridoi e riusc a vedere la solitaria figura dell'altro uomo che sedeva nel buio dei Fleurs d'X, intento a guardare la sua Mona. E quando Mona fece ritorno dopo aver danzato, Wade ebbe la certezza che lei non era pi semplicemente il ricettacolo del suo sogno e che non rappresentava pi l'estasi di quello che le depositava in corpo sciabordando contro le pareti del suo ventre, bens il ricettacolo di un altro sogno, un sogno che poteva essere il sogno dell'altro uomo. Poteva anche essere il sogno di Mona, visto che il sorriso di quei denti da bambina non era pi cos vacuo, la sua deliziosa vuotezza adesso era deturpata da un pensiero. Quando lei sorrideva c'era qualcos'altro nel suo sorriso, un'ispirazione aliena simile a un virus. Era pi che intollerabile, era incomprensibile. Prosegu per molte ore della lunga notte dell'Arboretum finch, alla fine, Wade si rimise i vestiti che non indossava da tanto tempo e and ai Fleurs d'X per constatare da s.

Si sedette in disparte a uno dei tavoli del locale e gli ci volle parecchio tempo per ricordare dove aveva visto l'altro uomo. Ripercorse mentalmente ognuno dei corridoi dell'Arboretum in cui era stato, scrut in ogni singolo salone in cui poteva aver visto prima l'altro uomo. Ma l'opera del pittore basso e tarchiato aveva offuscato i ricordi di quanto era capitato a Wade prima di entrare nell'Arboretum. Perci, a meno che Wade non avesse visto quell'uomo poche ore prima di spiaccicare la faccia di Mallory nel vicolo e di spingere in mare l'auto dalla scogliera, le possibilit di ricordare erano praticamente nulle.

Quando gli sovvenne, quando riconobbe nell'uomo con i capelli neri e gli occhiali l'archivista che aveva visto nell'atrio della Chiesa Centrale, Wade si sent vittima della pi grande delle usurpazioni, della pi indecente delle profanazioni; in quel momento Wade fu quasi sul punto di alzarsi e lasciare il locale. Lo avesse fatto, pens pi tardi, Mona sarebbe stata ancora con lui. Ma rimase e, con il passare dei minuti, la sua calma fin inesorabilmente per logorarsi. La sua serenit venne disfatta dal modo in cui l'uomo guardava Mona danzare, dal modo in cui le sorrideva e dal modo in cui lei gli ricambiava il sorriso. Quando lei gli sorrise, apparve qualcosa in quei denti da bambina che Wade non aveva mai visto in tutte le volte che aveva sorriso a lui; c'era una risposta in quel sorriso, una risposta alla tristezza dell'uomo con i capelli neri e gli occhiali spessi, al modo in cui lui le sorrideva con cos poco entusiasmo, al modo in cui sembrava perduto e del tutto assente, preso soltanto dai fugaci e deliziosi segreti di Mona. Quindi l'uomo cominci a seguire Mona di palco in palco, come aveva fatto Wade la prima sera in cui era rimasto a guardarla. Di danza in danza, il sorriso di Mona sembrava trasformarsi sempre pi sotto gli occhi di quell'implacabile spettatore che era l'uomo triste. Solo quando Mona vide Wade, seduto nell'oscurit, il sorriso le spar dalle labbra e allora Wade cap che Mona non era pi sua. Ora dopo ora, osservando Mona danzare per l'uomo triste dai capelli neri e con gli occhiali spessi, Wade cominci a bere dei bicchierini di whisky, proprio come faceva un tempo, e mentre ne ordinava un altro con un cenno della mano rivolto a Dee che era dietro il bar, all'uomo triste caddero gli occhiali e Mona si inginocchi e lo aiut a cercarli. Quando l'uomo dai capelli neri mise il denaro che gli restava ai piedi di Mona per poi uscire dal locale, Wade si alz dal suo tavolo deciso a seguirlo; e quando pass davanti al palco di Mona la guard, prigioniera della sua danza, e mentre si dirigeva verso l'uscita sent che anche lei lo stava guardando.

L'altro uomo era in fondo al corridoio. Brandello per brandello Wade si strapp i vestiti di dosso per l'ultima volta e li lasci cadere in terra a mano a mano che avanzava; tempo di arrivare alle scale, era di nuovo nudo. Tir gi l'altro uomo dalle scale e lo scagli contro il muro, e gli occhiali scivolarono via per tutta la lunghezza del corridoio. Stordito, l'uomo agitava le mani a tastoni, precipitando in una profonda e tacita inabilit. Wade lo picchi furiosamente. Il sangue schizz sui muri del corridoio. L'uomo si fece picchiare senza opporre resistenza accasciandosi al suolo sotto i colpi, finch, nella sua inabilit, come fosse un lamento, pronunci una parola. Fu il solo suono che emise.

Sally.

Al suono di quel nome Wade cominci a barcollare. Se l'uomo dai capelli neri si fosse alzato e avesse preso Wade di sorpresa, la violenza dei suoi colpi non avrebbe mai potuto stordirlo come lo aveva stordito il sentir pronunciare quel nome. Wade abbass le mani e si chiese, ansimando, se dovesse credere alle sue orecchie, proprio come se l'era chiesto prima, quando, mentre stava con Mona, era stato lui stesso a pronunciare quel nome. A quel punto, con la bocca che gli sanguinava, l'uomo lo disse un'altra volta, ignorando del tutto Wade, quasi che nel corridoio non ci fosse niente e nessuno se non del sangue e un cuore spezzato; e la realt da cui Wade era fuggito nell'Arboretum tre anni prima fluttu nel corridoio tra i due uomini nelle sembianze di una parola.

Si volt e vide Mona in fondo al corridoio. Aveva seguito la traccia che Wade aveva lasciato togliendosi i vestiti. In quel momento Wade sarebbe voluto rimanere a guardarla per sempre, sembrava quasi come l'aveva vista la prima volta, nuda a parte le calze nere e le scarpe con i tacchi alti; adesso, nella luce umida del corridoio dell'Arboretum, molto pi che nell'oscurit del suo appartamento o sotto l'illuminazione rossastra del locale, Mona appariva pi fragile, proprio adesso che era lu a essere il pi nudo dei due. Mona non degn Wade di uno sguardo. Port le mani alla bocca, fissando l'uomo malmenato che era ai piedi di Wade. Quando Wade si allung verso di lei, si volt e fugg. Lui la chiam e le corse dietro, poi si gir di scatto verso la sua vittima, quasi che fossero legati dalla ragnatela di quel nome che aveva pronunciato. Il meglio che Wade riusc a fare fu di allungarsi verso gli occhiali, raccoglierli e restituirglieli.

Nel rincorrerla calpestava i vestiti che si era strappato di dosso. Irruppe nei Fleurs d'X, nudo, per cercarla. Le donne smisero di danzare per guardarlo; dietro al bar, Dee smise di versare da bere. Wade corse per i corridoi dell'Arboretum in direzione dell'appartamento di Mona; a ogni angolo che svoltava si aspettava di vederla. Al suo passaggio la gente si faceva piccola, ma lui non prestava attenzione a nessuno. Non riusciva a capire perch, con tutti gli angoli che aveva svoltato, non l'avesse ancora raggiunta; ma solo quando arriv all'appartamento cap che se n'era andata per sempre. La porta era aperta. Il lucchetto ciondolava sul lato esterno. All'interno niente era fuori posto, ma la sua partenza aleggiava nella stanza, aleggiava sopra il pavimento che era stato dipinto per far sembrare che non ci fosse un pavimento e sotto il soffitto dipinto per far sembrare che non ci fosse un soffitto e tra le pareti realizzate per dare la sensazione che non ci fossero pareti. Il suo addio aleggiava come l'esplosione del desiderio di Wade, quella volta che lei lo aveva strattonato via, quella volta in cui, tornando a casa, Mona aveva scoperto che Wade si era impossessato del suo mondo.

Wade si mise a sedere nell'appartamento. Per qualche ragione gli venne in mente di guardare nell'angolo dove aveva messo i vestiti che ora erano sparpagliati per i corridoi dell'Arboretum. La pietra con il graffito, che aveva nascosto in quel punto, era sparita. Wade url per il tradimento.

Lo sentirono per tutto il quartiere. Lo sentirono da lontano, quell'urlo che diventava sempre pi forte e pi vicino. Presto si precipit per i corridoi, precedendo Wade mentre correva su e gi per i passaggi, su e gi per le scale, attraversando porte e saloni, lo precedeva mentre Wade perlustrava l'Arboretum da un estremo all'altro, da cima a fondo, cercando lei. L'urlo si rivers nell'Arboretum fino a che il quartiere ne venne sommerso, finch quel torrente non se and colando per la strada lunga e buia che conduceva all'unica porta comunicante con il mondo esterno. Con il passare degli anni, l'urlo continu a serpeggiare lentamente per la citt. I mesi si protrassero negli anni, sebbene nell'Arboretum non ci fosse modo di misurare la durata di un anno. Finalmente, dopo aver vagato a lungo per i corridoi, Wade dovette accettare che non l'avrebbe mai trovata.

Dopo aver bevuto ci che era rimasto del cognac di Mona e fumato ci che era rimasto dell'oppio di Mona, Wade si condann a barcollare costantemente, in un perenne stato d'intontimento. Quando cess di essere il predatore del cibo, degli alcolici e della carne dell'Arboretum, venne lasciato a rovistare tra i rifiuti, mentre le voci si rincorrevano e il panico si diffondeva. Procedeva furtivamente per il labirinto che si faceva sempre pi vasto, sempre pi profondo, sempre pi tenebroso. Aveva vagato per l'Arboretum per sedici anni quando gli si fece incontro una visione, che dur solo un attimo.

Svolt un angolo della lunga notte dell'Arboretum e vide Sally Hemings.

Si ferm dov'era, accasciandosi contro il muro che aveva alle spalle. Sally usciva da un auditorium non illuminato e si guardava intorno con attenzione, e due grandi cani grigi la seguivano alle calcagna; se lo vide apparire in fondo al corridoio. Aveva sentito del gigante nudo che si nascondeva nei passaggi dell'Arboretum; non c'erano molti dubbi che si trattasse di lui. Anche lui la stava guardando; Sally era pi giovane e pi attraente di quanto ricordasse. I suoi capelli scuri avevano un tocco di fuoco. Sally? disse.

Sally rimase con la bocca leggermente aperta. Lo guard stupita.

Sally? Si avvi verso di lei. Per un attimo Sally rimase di sasso, ma poi si scosse e si liber dalla vista e dalla voce di Wade. Si volt e spar nell'ombra.

Nelle sue ultime ore all'interno dell'Arboretum, accasciato nell'appartamento dove aveva vissuto con Mona e che aveva fatto trasformare dal pittore basso e tarchiato, Wade ebbe altre tre visioni. Nel suo intontimento fu comunque in grado di capire che la prima non era reale.

C'era Mona, stava davanti a lui ed era come era sempre stata. Nuda come era sempre stata, e bagnata. I capelli d'oro scendevano in trecce sulle spalle scoperte, come fosse appena risalita dalle profondit dell'oceano. Stava in piedi in una pozza d'acqua. Perfino nel suo intontimento si ricord che erano passati molti anni da quando lei se n'era andata. Aveva la testa piegata da un lato e, naturalmente, sorrideva, e anche se lui sapeva che lei non era realmente l, quando gli porse la pietra lui allung una mano in quella direzione. Chiuse gli occhi e poi li apr di nuovo, lei se n'era andata e la sua mano era vuota. Annu ottusamente tra s.

In un primo momento pens che nemmeno la seconda visione fosse reale.

C'era un'altra volta Sally Hemings, era come l'aveva vista in un'altra zona dell'Arboretum. Chiuse gli occhi e pronunci il suo nome, aspettandosi che lei sparisse come era sparita Mona, e che soltanto l'eco del suo nome sarebbe rimasto nella stanza con lui; ma quando apr gli occhi, lei era ancora l. Non sono Sally, disse scuotendo la testa, Salty era mia madre.

Lui socchiuse gli occhi e cerc di pensare. Era?

Sto cercando un uomo, continu la ragazza, e adesso Wade riusc a vedere che era davvero pi giovane ed era anche pi chiara di Sally. Si chiama Etcher. Porta degli occhiali con lenti spesse e ha i capelli neri... e Wade rise finch lo sforzo della risata lo sfianc e svenne.

Cap immediatamente che la terza visione era reale. Tre uomini stavano davanti a lui; uno aveva solo mezza faccia. Dove c'era stata l'altra met, la bocca si torceva verso l'alto in un'imponente cicatrice, sembrava un volto che si era rivoltato contro se stesso. Dal buco in mezzo alla faccia usc una bava di parole. Bene bene bene, disse.

Era sfiancato a tal punto da non poter essere sicuro di avere la forza di ridere. Ma non pot fare altrimenti. Stupefatto, istupidito e intrappolato come un topo, nell'alzare lo sguardo verso l'uomo con il buco in faccia, si immagin che avrebbe potuto strappargliela del tutto, quella faccia. Non hai un bell'aspetto, Mallory, rise di gusto, steso sul quel pavimento dove non c'era pavimento.

Mallory lo colp violentemente con un calcio alla testa.

E mentre i tre poliziotti lo trascinavano verso l'auto, Wade fece in tempo a vedere che sopra di lui il cielo gli si stava avventando addosso come fosse l'onda del mondo. Solo la notte, grid, all'inferno la luce!

Lauren pass la sua vecchiaia nel deserto del Kansas a guardare le foglie. Le osservava mentre le danzavano tra i piedi disegnando oscure geometrie per poi sparire oltre le collinette bianche che riempivano l'arida distesa. Era dall'autunno di molti anni prima che non lasciava la veranda; quell'ultima volta si era spinta fino a una delle collinette e nel sollevare alcune manciate di terra aveva riportato alla luce il parapetto di un ponte. Era un piccolo ponte, del genere che si vedeva un tempo in California, uno di quei ponti da cui la gente osservava la parabola che la luna disegnava nel cielo notturno. Talvolta veniva a farle visita la giovane Kara che la descriveva nei minimi particolari le geometrie del cielo notturno; quella ragazza aveva in serbo centinaia di nomi per le masse di luce stellata che splendevano di notte. Lauren preparava un pasto semplice che poi mangiavano in soggiorno su una tovaglia qualunque. Parlavano dei genitori di Kara che vivevano a Chicago e che avevano mandato la figlia in un ranch dove si ospitavano bambini affetti da gravi disturbi, bambini che avevano strane visioni o doti fuori del comune. La dote di Kara era di saper dire, a uno a uno, i nomi di tutte le stelle del cielo e di riuscire a seguirle, notte dopo notte, nei loro spostamenti da un quadrante all'altro. Ma con la crescita, i disturbi di Kara si spinsero ben oltre l'ambito delle bizzarre visioni e finirono con il rompere l'incantesimo di quelle doti fuori del comune; quelle doti che si manifestarono tutte insieme, e per l'ultima volta, la notte in cui Kara trov la bottiglia.

Era rimasta ad aspettare i fari anteriori dell'autobus che l'avrebbe riportata al ranch e i suoi occhi si erano imbattuti in una stella di cui non riusciva a spiegarsi la presenza.

Quando lasci la veranda, non fu per andare incontro all'autobus bens per correre verso quell'impiegabile luce che per non era affatto una stella. Era qualcosa che spuntava dalla terra bianca, tra una bottiglia rimasta incastrata nella ringhiera di uno dei vecchi ponti sepolti. La tir su e, alla luce delle stelle che brillavano in cielo, vide due occhi che la guardavano.

Gli occhi nella bottiglia erano vecchi, tristi e quasi ciechi. Dapprima Kara pens di parlare a quegli occhi nella convinzione che questi, in qualche modo, l'avrebbero capita; se riusciva a computare il linguaggio delle stelle, avrebbe potuto benissimo computare anche quello degli occhi, bastava soltanto che quelli cercassero a loro volta di comunicare con lei. Arriv per alla conclusione che gli occhi fossero dei buoni a nulla e, quindi, del tutto inutili. Non le rimase altro che far loro da custode. Cos, con il passare degli anni, fin per tenere la bottiglia avvolta in un panno, affinch gli occhi ciechi fossero protetti dalla luce. La bottiglia divenne il segreto che Kara e Lauren evitavano di confidarsi l'una con l'altra, un patto di mutuo tradimento rispettato non per scelta ma perch il segreto era in qualche modo troppo carico di significato e nessuna delle due donne se la sentiva di rivelarlo all'altra. La sola persona cui Kara disse della bottiglia fu lo straniero che arriv dalla strada il pomeriggio di un giorno in cui stava per compiere quindici anni; Lauren lo invit a dividere un pasto e a passare la notte nella stanza sul retro. Georgie aveva circa vent'anni, era di bell'aspetto e a Kara sembr perfino carino. La sua testa era completamente rasata e sul collo aveva una specie di escrescenza scura, quasi che la pelle si fosse accapponata. In un primo momento Kara pens che fosse terribilmente sfregiato, ma pi tardi, quella notte, si rec nella sua stanza e vide che si trattava di un tatuaggio. Alla luce della piccola lampada a gas accanto al letto, Kara arriv a un accordo: Georgie le avrebbe consentito di esaminare la donna nuda che si ergeva sul suo petto in un mare di fuoco e le avrebbe anche permesso di far correre le mani lungo le ali splendenti che lui portava sulle spalle, mentre lei in cambio gli avrebbe rivelato qualcosa. Alla luce della piccola lampada a gas, Kara svolse dal panno la bottiglia con gli occhi e si sedette sul letto, accanto a Georgie, in modo che anche lui potesse osservarla. Georgie si rese conto che era un segreto molto importante per Kara, cos cerc nel fondo del suo zaino un'altra cosa proibita da mostrarle: era una pietra, liscia su un lato e irregolare sull'altro, un poco pi grande della mano di Georgie. Guarda, disse Georgie, di fronte all'evidente delusione della ragazza, e volt la pietra sul lato irregolare dov'era scritto ricerca della felicit. Kara annu, cercando di apparire impressionata.  una bella pietra, fece lei senza convinzione, ma devi ammettere che degli occhi in una bottiglia, o anche le ali che hai sulla schiena, sono tutt'altra cosa.

Quando vide Lauren in piedi sulla soglia di casa, intenta a fissare la sabbia e a mormorare uno strano nome di uomo, Kara cap che per l'anziana donna era giunto il momento in cui ci si prepara a morire. La volta successiva che Kara and a farle visita, sulla cassetta delle lettere c'era ancora la posta della settimana precedente; entrando in casa trov Lauren accasciata nella sua sedia a dondolo. La donna venne sepolta tra le bianche colline delle pianure in cui aveva vissuto e l'indomani, nell'esaminare la posta, Kara trov una lettera spedita alla vecchia molti anni prima, quando viveva ancora in California. Il fatto che quella lettera fosse riuscita ad arrivare fino in Kansas e che ci avesse impiegato tutti quegli anni per arrivare era sconcertante quasi quanto il contenuto della busta, una serie di lettere racchiuse una dentro l'altra fino alla risposta finale che diceva semplicemente Aspetto. Chiunque fosse costui adesso avrebbe aspettato per sempre; questa lezione su come l'amore possa restare in attesa senza avere risposta, rappresent per Kara il momento in cui si capisce, per la prima volta nella vita, che siamo tutti destinati a morire.

Kara lasci il Kansas e si mise in viaggio verso ovest. Il suo sguardo era stato cos a lungo concentrato sulle stelle che not appena lo strano scintillio di quanto incrociava lungo il cammino, come se il dirigersi a ovest fosse una corsa verso un momento terribile che offuscava i contorni di ogni cosa. Continu a viaggiare finch giunse a un fiume, dove prese una barca pilotata da un giovane che aveva le braccia coperte da una folta peluria bianca. Erano quindici anni che il ragazzo governava quella barca, praticamente da quando era nato, facendo avanti e indietro tra la riva e un'isola che si trovava a meno di un miglio di distanza; dal ponte della barca Kara volse lo sguardo al cielo in cerca delle stelle. Se n'erano andate. Per un attimo, tra l'isola e la riva, non ci fu nient'altro che la barca immersa nella nebbia. Quando raggiunsero l'isola e Kara fu sul punto di mettere piede a terra, il barcaiolo le chiese, Ma perch sei venuta fin qui? Kara, che cullava di nascosto gli occhi nella bottiglia nascosta dal cappotto, mormor, Per seppellire qualcosa.

Aveva ancora quella risposta sulle labbra quando si svegli. La sentiva ancora nelle orecchie quando, nel buio dello strano motel, I si mise a sedere sul letto. Fiss con preoccupazione lo strano uomo che dormiva accanto a lei e quella specie di pelliccia bianca che gli cresceva sul corpo; non aveva idea di chi fosse costui e nemmeno di cosa ci stesse a fare lei in quella stanza di motel. Sapeva solo che la sua vita precedente a quel momento - qualunque vita avesse vissuto fino a quel momento - era andata perduta nel sogno di quella notte e che l'unica traccia lasciata dal sogno erano degli esili fantasmi blu uniti all'anima dal filo dell'unico ricordo rimasto. Immediatamente si alz dal letto per dare un controllata al cappotto, steso su una sedia come se dovesse proteggere qualcosa. Sotto il cappotto, per, non c'era niente. Prima dell'alba sgattaiol dalla stanza e una volta in strada prese un autobus.

L'autobus s'inoltr in una foresta senza fine. Nel guardare il paesaggio fuori del finestrino, le sembr di non aver mai visto tanto ghiaccio: ce n'era sul terreno e perfino in cielo. Dopo quattro giorni di viaggio verso ovest, Kara and a vivere in un osservatorio che si trovava su un pendio sperduto; lavor come guardiano e astronomico osservatore del cielo. Se la capacit di nominare le stelle era percepita oltre la soglia della coscienza, accettava comunque l'idea che quei nomi se ne restassero nascosti: non c'era bisogno di nominarli per sapere di conoscerli. Nell'isolamento dell'osservatorio si sentiva abbastanza al sicuro da esporre il suo corpo alla luce notturna, da camminare nuda nella buia bolla di cemento del planetario, il rosa brillante della sua carne unica intruso nel nero bluastro del cielo raffigurato sulla volta di quel grigio avamposto. In questo modo sentiva la libert di amare un qualcosa che non l'avrebbe mai ricambiata, finch - dopo che erano passati quasi dieci anni - incontr un uomo che pretese di amarla pi di quanto lei potesse sopportare.

Viveva nei sobborghi del villaggio sotto l'osservatorio. Durante la settimana faceva strani lavori, come consegnare generi di drogheria per il negozio della madre o costruire porte con suo padre, il carpentiere. La sua strada s'incroci con quella di Kara all'imbrunire, in uno di quei sentieri che lui percorreva da una vita; gli alberi erano ricoperti dalle scintillanti ragnatele delle farfalle del ghiaccio, che emergevano dai loro freddi bozzoli bianchi ogni anno, quando l'inverno si addolciva. Al giovane era tornato in mente un matrimonio che si era celebrato qualche anno prima sotto quegli stessi alberi, non lontano da quel particolare sentiero. Era un ricordo penoso, che lo tormentava. Aveva fatto il testimone a quel matrimonio, ma si era rivelato un testimone particolarmente inetto, completamente all'oscuro di ci che dovrebbe fare un buon testimone durante una festa nuziale, del fatto che avrebbe dovuto invitare la sposa a ballare o proporre un brindisi alla felicit della coppia. Nessuno gli aveva spiegato quali fossero i doveri di un testimone; e nel tormento del suo amore per una delle damigelle d'onore, una ragazza che non vide mai pi dopo quel matrimonio, si era appartato con questa fanciulla in quel sentiero di collina dimenticandosi della festa, dove, in un clima di sconcerto e irritazione, gli ospiti aspettavano che si degnasse di farsi vedere. Anni dopo, la trascuratezza con cui era venuto meno ai suoi doveri di testimone divenne per lui la dimostrazione di come la sua vita fosse segnata da un'innocenza che l'avrebbe portato alla rovina. Dopo di allora non gli import pi molto dei matrimoni. Anni dopo, quando aveva gi lasciato il villaggio dopo la disastrosa relazione con Kara, si spos in una bianca e lontana citt di mare. Il solo pensiero che gli procur un certo sollievo la mattina delle nozze fu che, in qualit di sposo, non si sarebbe dovuto preoccupare del rischio di essere un cattivo testimone.

Tra Amanda, la damigella d'onore con cui aveva passeggiato lungo il sentiero di collina, e Kara, che incontr nello stesso sentiero otto anni dopo, ci fu Synthia. Bella e maledetta, crudele e totalitaria, Synthia fu la donna che divise in due il romanticismo del giovane; fra tutte quelle da lui amate, fu la donna meno degna del suo amore. Nella sua adorazione per gli uomini dal pugno di ferro e per il modo in cui questi la facevano a pezzi per riprendersela quando piaceva loro, Synthia fin con il disprezzare il giovane perch non c'era ferro nel suo pugno e perch non aveva un cuore di pietra. Il suo cuore era troppo morbido per lei: una cosa che non poteva tollerare. Le sue mani erano troppo gentili col suo corpo; e Synthia provava disprezzo per il modo in cui quelle mani la rispettavano, per il modo in cui si rifiutavano di violare il pi fragile degli orifizi, di disegnare con squisita brutalit il confine dove cominciava il piacere di lui e dove quello di lei non cominciava mai. Che lui fosse stato il solo uomo a farle provare un orgasmo glielo faceva soltanto odiare di pi; glielo faceva soltanto sembrare pi debole. Synthia rappresent per lui l'inizio della fine del suo idealismo sull'amore, sebbene quell'idealismo ci avrebbe messo altri quindici anni a morire del tutto. Synthia rappresent per lui la fine della divisione tra sesso e amore, la fine della sua ingenua convinzione che sesso e amore non dovessero necessariamente arrivare a confondersi. Rappresent la fine della sua idealistica supposizione che la libert non fosse il prezzo dell'amore e che la schiavit non fosse affatto una scelta, la scelta fatta da quelli che avevano la libert di scegliere.

Amanda, la ragazza che aveva amato lungo il sentiero della collina non lontano dalla festa di matrimonio, fu l'ultima donna che am con purezza e l'ultima che non fosse bella. Nel trascorrere la sua vecchiaia in disparte, vivendo sul versante interno del vulcano, aveva avuto un sacco di tempo a disposizione per riflettere sul perch qualcosa di cos corrotto come la bellezza lo avesse tenuto tanto saldamente in pugno. Ebbe il tempo necessario per concludere che forse, nella sua cecit, n Synthia n Kara non erano mai state cos belle come a lui erano sembrate. La sua cecit divenne cos profonda che non si rese nemmeno conto di non vedere; finch, nella debole luce della lampada che accendeva la sera per leggere, si ritrov a tenere le pagine dei libri a pochi centimetri dal viso. Fu come se la storia gli avesse insegnato quello che non aveva potuto insegnargli l'amore. And a comprarsi degli occhiali. Non poteva sopportare che Kara lo vedesse portare gli occhiali; cos, quell'ultima notte, dopo essere entrato di nascosto nel planetario, and subito a sbattere contro qualcosa. Se la ritrov tra i piedi, sotto quella scheggia di notte incastonata nella volta dell'osservatorio, i deliziosi peli delle braccia dritti per il freddo e i capezzoli induriti. Senza lasciarle il tempo di protestare la avvolse con il calore delle sue braccia e le infiamm il ventre con il fuoco del suo uccello. Fu soltanto pi tardi che lei lo allontan e lo allontan non perch fosse contraria ad arrendersi al suo desiderio di scoparla, ma perch lui, non potendo pi fare a meno di vederla, aveva tirato fuori dalla tasca del cappotto gli occhiali nuovi e se li era messi.

Lei lo guard. Gli afferr i capelli neri e lo squadr in volto, inorridita. Quegli occhi ingigantiti dalle lenti le fecero tornare alla mente i due occhi visti, in sogno, dentro una bottiglia spuntata dalla sabbia. Rivisse anche l'angoscia che quel sogno le aveva lasciato al risveglio e che con tanta fatica aveva cercato di dimenticare. Quella notte lo allontan senza dargli spiegazioni. Rimase in balia della notte, pi nuda di quanto avesse voluto, e cominci a mormorare Etcher, Etcher allo stesso modo in cui, in quel sogno, aveva sentito una vecchia mormorare uno strano nome.

E un altro po' di me stesso mor. Avevo ventotto anni. Ci furono momenti, nei mesi che seguirono, durante i quali non m'import di essere vivo o morto; mi sentivo troppo morto per porre fine da me alla mia vita e troppo vivo per impedire che lo strepitante passare dei giorni mi sorpassasse abbandonandomi a un silenzio assoluto, un silenzio in cui la mia profonda agitazione mi sembrava qualcosa di molto simile alla sopravvivenza. Qualcuno avrebbe potuto affermare che ero un debole. Non mi sono mai sentito un debole. Non mi sono mai sentito un debole per avere amato tanto. Non mi sono mai sentito un debole per essere stato pronto a rinunciare a tutto per amore. Non mi sono mai sentito troppo piccolo per un grande amore. Fu solo in seguito, quando altri avrebbero potuto affermare che ero forte, fu solo allora che mi sentii un debole, fu solo allora che nessun amore era grande quanto me stesso, che mi sentii piccolo. In seguito, quando erano passati dieci anni dalla mia storia con Kara, la possibilit di rivivere un amore come quello svanirono del tutto e non mi rimase altro che scrivere i miei libri nella ricerca di una gloria pi terrena. Scrivere per raccontare il sogno di tutti fuorch il mio: il sogno di Kara, il sogno di Lauren, il sogno di Wade; sogni di citt sepolte, di giungle popolate da fantasmi, di strade sommerse, di febbri erotiche in grado di cambiare chiunque abbia la forza di cambiare. Sogni che cambiavano chiunque fuorch me. Alla fine, per, cambiai anch'io. E solo quando furono passati dieci anni dalla mia storia con Kara, solo dopo essermi passivamente arreso al matrimonio, solo dopo essermi convinto che l'ideale amoroso della giovinezza perduta si era trasformato in quella rassegnazione al disastro propria di un'arida maturit, solo dopo essere giunto a non credere in niente se non nella palpabile realt posta in mezzo alle gambe di una donna, fu solo dopo tutto questo che fui nuovamente sorpreso dall'amore. Lei era bianca ed era nera. Era calma ed era agitata, la sua voce fioca e malinconica, il suo sorriso dolce e silenzioso. Era la donna pi bella che avessi mai conosciuto e fin quando fosse durata io sarei stato una forza della natura. E se per caso non mi fosse stata data la possibilit di conoscerla veramente, di conoscerla al punto di scrivere di lei qui, allora l'avrei sognata e niente avrebbe spezzato quell'incantesimo. Forse sarebbe stato meglio cos. Ma lei non era un sogno. E finch non ci sar un altro sogno, finch non ci sar un altro incantesimo, questo rimarr il mio ultimo libro.

Quando la sua storia con Kara fin, Etcher impacchett le sue cose, sistem i suoi affari e and a dire addio ai genitori.

Vivevano al centro del villaggio. Erano sempre stati convinti che prima o poi Etcher se ne sarebbe andato, ma quando quel momento arriv era passato tanto di quel tempo da farli abituare all'idea che non sarebbe pi partito. La madre di Etcher si era trasferita nel villaggio molti anni prima per stare con il padre di Etcher; veniva da una zona pi calda del mondo a parecchie miglia di distanza, e le ci volle il resto della sua vita perch il sangue si abituasse al freddo. Il padre di Etcher era nato nel Ghiaccio imperante e tempestoso. In casa erano solo loro tre, madre e padre e figlio, ognuno di loro sempre chiuso in s, la famiglia una base domestica cui fare ritorno dalla routine quotidiana. La notte prima della partenza del figlio, il padre di Etcher si prese una sbronza standosene seduto al tavolo astronomico dove avevano cenato. Essendo arrivato al punto in cui gli sembrava di aver messo a repentaglio la propria dignit, si scus e and a letto, opero ti ricorderai di me nella mia forma migliore, disse allo sbalordito Etcher, sbronzo e tutto il resto. Fu insopportabile per Etcher vedere che in quel momento di separazione suo padre si considerasse un fallito agli occhi del figlio. Confuso, senza dire una parola, Etcher lo guard sparire attraverso la porta della stanza da letto. Non c'era pi niente che si dovessero dire, e quindi dovevano dirsi ancora tutto; quindici anni pi tardi, sul letto di morte di suo padre, sarebbe stato troppo tardi per dirsi qualsiasi cosa.

Etcher eredit dal padre tanto il suo opprimente fatalismo quanto la gentilezza di cuore; fece tuttavia a meno di quelle lezioni di vita che gli avrebbero dovuto insegnare a diventare pi duro. In altri termini impar a diventare pi morbido. E a dispetto delle lezioni di vita che c'insegnano a offuscare la luce che abbiamo dentro di noi e a combattere l'oscurit, Etcher non intendeva fare nessuna delle due cose. Odiava la rassegnazione con cui la vita si ostinava ad andare avanti. Spesso accostava l'orecchio ai muri, nel tentativo di udire lo scorrere della vita segreta, la vita che stava dall'altra parte, dietro i mattoni della sua vita cosciente. Non fosse stato tanto oppresso dalla coscienza, non ci sarebbe stato modo di dire quante buone azioni avrebbe potuto compiere o quanto male avrebbe potuto commettere. Alla fine l'eventualit di provare dolore non gli fece pi paura; era il dolore degli altri che temeva, e il fatto che potesse esserne in qualche modo responsabile. Ci che lo preoccupava non era tanto la sopravvivenza del cuore ma quella della coscienza, una sopravvivenza su cui pesavano le sue manchevolezze, finanche le pi piccole - come, per esempio, la sua sgraziata negligenza nell'ottemperare ai doveri di testimone. Gli bastava poco per credere che gli altri fossero le persone migliori di questo mondo. Nel suo odio per la rassegnazione con cui la vita si ostinava ad andare avanti, era inevitabile che la sua coscienza lo spingesse a rassegnarsi completamente alla vita e che questo accadesse prima di poter salvare la propria vita a spese della coscienza.

Alla stazione pi vicina, distante circa ottancinque miglia, sal su un treno diretto a sud. Rimase sul treno per sei giorni. Rimase sul treno per tanto di quel tempo che quando si ritrov sulla piattaforma della stazione sentiva ancora il treno muoversi sotto i suoi piedi; pi tardi, dalla finestra dell'albergo, mentre il pavimento della stanza continuava anch'esso a muoversi, gli obelischi blu della citt si misero a oscillare come le foreste che l'avevano accompagnato per tutto il viaggio e che gli erano sembrate una foresta sola, sempre la stessa, un'infinita foresta che si muoveva insieme al treno. Dopo tutti quegli alberi, gli obelischi erano un sollievo, guglie di mare e di roccia la cui vista lo rendeva euforico; in seguito come chiunque altro nella sua nuova citt, avrebbe cominciato a temerli.

Poco dopo il suo arrivo and a lavorare per le autorit. Per un po' fu impiegato nell'ufficio immigrazione, dove non fece altro che compilare moduli per nove ore al giorno. Alla fine fu trasferito all'archivio della Chiesa Centrale. Non fu che il suo primo delitto, il suo primo atto di rassegnazione. Nei dieci anni successivi, come un morto clandestinamente insediatosi nel corpo di un vivo, come un condannato in fuga con un passaporto contraffatto, commise cos tante altre infrazioni da perderne il conto. Certe volte, nel corso del giorno o della notte, ammontavano a centinaia, insignificanti atti di deferenza, capitolazioni - persino quelle pi sensuali - compiute quasi senza che se ne accorgesse: il continuare a bere anche quando era ubriaco da un pezzo, lo scoparsi una donna malgrado non ne fosse attratto. La sua stessa aggressivit era passiva, un vento impetuoso che soffiava inesorabilmente nel vuoto. Era la citt perfetta per lui, un luogo fatto apposta per morire e rassegnarsi. Se al suo arrivo in citt la vista degli obelischi blu lo aveva reso euforico, la ripetitiva presenza del mare gli plac l'animo; in modo analogo si rassegn immediatamente al potere clericale che aveva cooptato sotto la sua ala tediose questioni come la spiritualit e il significato delle cose. Giunse, infine, ad anticipare u suono delle sirene che, al mattino e all'imbrunire, gli intimavano di rinchiudersi nell'oscurit della sua stanza d'altare, dove pregava senza rivolgersi a nessuno in particolare, senza provare niente se non la sensazione di trovarsi in mezzo al nulla.

Era circondato dall'aridit, ma quello che gli risultava pi intollerabile era il malinconico ricordo della miseria altrui. Fu nei primi mesi dopo il suo arrivo che, uscendo da un panificio una mattina, s'imbatt in un vecchio mendicante ripugnante e miserando; e quando questi allung il palmo aperto della mano per chiedere un pezzo di pane o una moneta, Etcher rimase impietrito con la bocca piena di pane e la mano di monete. Fugg senza dargli niente. Pass il resto della giornata a scavare tra le macerie della sua paralisi morale. Quando il suo malessere giunse a un livello insopportabile, lasci il lavoro dandosi malato e ritorn sul posto in cui aveva visto il mendicante per l'ultima volta. Il mendicante non c'era pi. Etcher lo cerc tutta la notte. Esausto, all'alba finalmente lo trov; Etcher riemp la mano dello sbalordito mendicante con un rotolo di denaro per poi fuggire un'altra volta. Dopo questo episodio non neg mai pi il suo aiuto a chiunque gli spalancasse il proprio cuore come una ferita aperta. Dava denaro a chiunque glielo chiedesse, quasi che il resistere agli slanci del cuore lo dovesse far vergognare della vita. In modo analogo impar a diventare pi morbido e, non pi protetto dagli anticorpi dell'esperienza, il sistema immunitario della sua coscienza si indebol fino ad avvizzire del tutto. Anche quando era confuso nella fiumana di gente che affollava il Mercato, i mendicanti lo riconoscevano al volo; Etcher cercava di nascondersi il volto e di evitare gli sguardi, ma serviva a poco, un esercito di mendicanti lo aveva gi identificato e in breve si ritrovava accerchiato. Arriv al punto di avere la sensazione che si appostassero nei pressi della porta di casa sua fin dalle prime ore del mattino; un esercito di guerriglieri che si mobilitava arrancando su stampelle e carrozzelle, pronto a monitorare i suoi spostamenti quotidiani.

Il suo ultimo atto di rassegnazione, nonch l'estrema risposta alla sua coscienza, fu il matrimonio con una maestra di scuola. Si chiamava Tedi. Era minuta e carina come una bambola o, forse, come una bella donna, il viso incorniciato da riccioli d'oro. Aveva una particolare predisposizione per i valori numerici delle cose e il loro meccanismo; sotto una patina di dolcezza, nell'intimo era ossessionata da un destino funesto. Il suo passato era cosparso di uomini che a suo modo di vedere l'avevano tradita e contro i quali tramava vendetta mettendo a punto dei piani calcolati con una precisione che ricordava i diagrammi delle varie condutture presenti in un edificio. Insegnava in una piccola scuola circondata dai graffiti pi severi del Primato; ma questo non era un male perch Tedi si guardava intorno prendendo ispirazione da quei messaggi. Anche lei, tuttavia, giunse a comprendere che la vendetta era una soddisfazione di breve durata che, per giunta, poco si conciliava con il suo temperamento. Fu cos che fin per rimanere sola con il suo destino funesto e con la certezza che la matematica di quel destino era pi inevitabile di qualsiasi cosa avesse potuto escogitare per contrastarlo. Si mise quindi a nascondere nella sua unit meteoriti di passaggio che sembravano cadere dallo spazio apposta per lei; si nascose dai pericoli del mondo esterno, sola con quel destino funesto che covava dentro di s come un'infezione.

La sensazione di Etcher era quella di essere stato preso a spintoni da una folla di esagitati per poi imbattersi in Tedi; lui aveva abbassato lo sguardo e aveva visto che nelle sue mani c'era un cuore, il cuore di Tedi che batteva. Lei non gli avrebbe chiesto di ridarglielo. Lui non avrebbe potuto darlo a nessun altro. E non avrebbe potuto lasciarlo cadere in terra dove sarebbe stato calpestato dalla ressa. In qualche modo accett la responsabilit di tenere quel cuore; l'accett perch - perfino dal profondo della sua aridit - non era capace di essere tanto crudele da rifiutarlo o abbandonarlo. Lei si chiuse in lui e lui si concesse di farsi chiudere in lei perch, a sei anni dalla fine della sua storia con Kara, si era fatto l'idea che non avrebbe mai pi vissuto un altro amore come quello e che, all'et di trentacinque anni, la calma piatta della maturit lo chiamasse per un ultimo momento di pace. In seguito non avrebbe mai smesso di biasimarsi per questo. Che all'inizio della storia gli fosse mancato il coraggio di ferire Tedi lo condann soltanto a distruggerla del tutto pi tardi. Questa colpevolezza raggiunse il culmine quando, dopo essersi arreso ai progetti di matrimonio di Tedi, si arrese anche al progetto di avere un bambino. L'aspettativa di entrambi era che Tedi sarebbe rimasta incinta quanto prima.

Etcher aspettava senza speranza. Aspettava che la sua vuota passivit si manifestasse in una piccola vita, uno sconosciuto infante la cui esistenza gli avrebbe precluso per sempre qualsiasi possibilit di fuga. E pi aspettava, pi beveva. Abusava di alcolici nei viali della citt, talvolta in pieno giorno. Ma non consider mai questa trascurabile illegalit n come un attacco alla propria passivit n come una sua personale aberrazione; la vedeva piuttosto come una complicit, perch gli scopi e gli effetti del bere erano quelli di rendere la sua passivit pi tollerabile. Come chiunque si ubriachi con una certa regolarit, Etcher sopportava i postumi della sbornia a seconda di quando e di quanto beveva; le mattine in cui si presentava al lavoro in uno stato che non poteva certo attribuirsi a una semplice forma di amarezza, veniva puntualmente redarguito dai preti. Modell la propria vita in base a una routine che avrebbe dovuto fargli dimenticare il vuoto della sua esistenza e cominci a trattenersi pi a lungo nella Chiesa Centrale, in quei bui corridoi sorprendentemente privi di graffiti. Provava un ottuso piacete nell'esercitare il suo ruolo di tirapiedi del potere e di archivista dell'autorit. Contrariamente a quanto aveva fatto nei primi giorni della sua storia con Tedi, con il passare del tempo trovava sempre meno occasioni per lasciare il lavoro in orario e passare in quella strada senza finestre dove si trovava la scuola di sua moglie. Non l'aspettava pi, come un tempo, in fondo all'aula, fissando la lavagna su cui lei scriveva messaggi che dal nero perimetro di ardesia finivano per sconfinare sulla parete. Allora, per lui, non c'era niente altro che Tedi; Tedi e suoi piccoli allievi, i messaggi dei Primatisti e gli scaffali con le bibbie e i libri degli inni. Adesso, invece, nelle sue ore di libert, in quel limbo situato tra l'impiego e il matrimonio, andava a ubriacarsi; e ubriacarsi, per lui, voleva dire concedersi il lusso di fantasticare. Fantasticava di correre per le strade della citt durante una delle perquisizioni quotidiane, quando tutti si rintanavano nelle loro stanze d'altare; provava la sensazione di farsi strada verso la libert, trascinato da quella stessa onda di piacere che aveva riversato tante volte nella carne di donne senza volto. In un certo senso si trattava delle stesse fantasie che avevano i detentori del potere, un urlo di selvaggia sensualit che derivava dalla sottomissione altrui. Soltanto ora si rendeva conto di essere entrato nella vita di Synthia con dieci anni di anticipo - Synthia, cui sarebbe infinitamente piaciuto incontrare qualcuno che la sottomettesse, che la rendesse docile e disponibile alla sottomissione. Sarebbe rimasta stupita, adesso, se lui si fosse trovato sopra di lei, delle mani strette sul suo corpo come una morsa d'acciaio per impedirle di muoversi, immobilizzata per ricevere fino all'ultima goccia il suo desiderio. Ma c'era dell'altro nelle fantasie di Etcher, qualcosa che non aveva niente a che fare con il potere. C'era qualcosa nelle sue fantasie che avrebbe spaventato perfino la totalitaria Synthia, qualcosa che riguardava l'anarchia, un istinto sovversivo che si dileguava con lo scorrere del tempo, che volava via insieme al ticchettio inesorabile del passare delle settimane e poi dei mesi. Mesi durante i quali Etcher aspettava che Tedi rimanesse incinta, un evento che per qualche misteriosa ragione tardava sempre a verificarsi. Nell'oscurit degli archivi si convinse che il destino continuava a dargli un'altra opportunit di fuggire. Ogni mese che passava era una possibilit che lui non raccoglieva ed Etcher si convinse anche di un'altra cosa: che ogni volta avrebbe potuto essere l'ultima.

Il ticchettare del tempo che se ne andava crebbe d'intensit, un suono tanto eccitante quanto terrificante. Il pomeriggio in cui Etcher scopr la stanza segreta degli archivi, il ticchettio si fece cos forte da diventare un tutt'uno con il battito del suo cuore.

I suoi doveri di archivista erano di tenere in ordine i documenti della citt, di schedarli e di trovare quelli che servivano ai preti. Etcher aveva sempre pensato che la porta in fondo agli archivi nascondesse soltanto un ripostiglio o una qualche specie di magazzino; non era chiusa a chiave e il suo immacolato strato di polvere lasciava supporre che non venisse aperta da molto tempo. Passarono sette anni prima che, un pomeriggio, Etcher vedesse un prete aprire la porta, entrare nella stanza e chiudersi dentro. Il prete indossava l'abito bianco proprio di chi era ai vertici della Centrale; il primo inequivocabile segno che dietro quella porta dovesse esserci qualcosa di pi che non un semplice ripostiglio. Il secondo segno fu che il prete non usc dalla stanza prima di due ore. Quando lo fece, aveva un grande libro sotto il braccio e stava cercando un posto su cui posarlo al fine di chiudere la porta. Vuole che la chiuda io? chiese Etcher.

Il prete sobbalz al suono della voce di Etcher, sembrava non essersi accorto della sua presenza. No, sbott, mentre con riluttanza posava il libro in terra. Poi si frug nell'abito in cerca della chiave, chiuse la porta e se ne and.

La mattina seguente venne un altro prete a riportare il libro. Portava l'abito blu pallido degli ecclesiastici di secondo livello; Etcher lo riconobbe, era un assistente del prete venuto il giorno prima. L'assistente apr la porta e subito dopo chiese a Etcher di trovargli un fascicolo. Mentre scartabellava tra i fascicoli degli archivi, Etcher not che il prete era entrato nella stanza lasciando la chiave infilata nella serratura.

Nemmeno lui riusc a spiegarsi perch lo fece; fosse stato troppo sbronzo da non pensarci, o troppo sobrio da pensarci troppo, probabilmente non l'avrebbe mai fatto. Comunque sia Etcher si diresse verso la porta, prese la chiave e se la mise in tasca.

Non appena il prete con l'abito blu pallido usc dalla stanza, proprio quando era sul punto di chiudere la porta a chiave, Etcher gli disse, Ecco il vostro fascicolo. Il prete prese il fascicolo e lo esamin. Ho preso anche questi, nel caso ne avesse bisogno, aggiunse Etcher.

Il prete guard i mostruosi occhi blu di Etcher che galleggiavano dietro gli occhiali. No, non ne ho bisogno, disse. Quindi se ne and continuando a leggere il fascicolo.

Era passato da poco mezzogiorno quando il prete torn. Corse freneticamente verso la porta e fiss incredulo la serratura. Si volt verso Etcher. Era pallido come un cadavere quando gli disse, C'era una chiave.

Prego? disse Etcher.

C'era una chiave, ripet il prete. Si strofin la bocca con la mano. L'ha vista?

Nella porta?

S, nella porta disse il prete quasi urlando.

Pensavo che l'avesse presa lei, disse Etcher.

Cosa?

L'aveva presa. Lei  uscito e ha preso la chiave. Ricorda? Che le ho dato il fascicolo?

Ho preso la chiave?

E poi le ho dato il fascicolo.

 sicuro?

Pensavo di s. Forse le  caduta dalla tasca.

Il prete continuava a strofinarsi la bocca. Guard prima la porta e poi attorno ai suoi piedi, come se la chiave si fosse potuta materializzare sul pavimento. I suoi occhi si mossero a scatti quando disse, Ricorda di avermi visto prendere la chiave. E che l'ho messa in tasca.

Credo di s.

No, disse il prete enfaticamente, questo  quello che lei ricorda. Se qualcuno dovesse chiederle qualcosa, lei ricorder che ho preso la chiave e che l'ho messa in tasca. Non l'ho lasciata nella serratura della porta. L'ho messa in tasca e mi  caduta chiss dove mentre camminavo. L'ho perduta e adesso si trova da qualche parte, in un posto dove nessuno la trover mai; e semmai qualcuno dovesse trovarla non potrebbe comunque collegarla a questa porta. Faremo un'altra chiave. Dobbiamo evitare che altri si preoccupino per questa faccenda. Ho preso la chiave dalla serratura, l'ho messa in tasca e lei mi ha dato il fascicolo. Questo  quanto ricorder, semmai qualcuno dovesse farle delle domande.

S.

Non me ne sono andato lasciando la chiave nella porta. Non ho fatto niente del genere.

S, cio no.

Un'ora pi tardi apparve un fabbro per fare un'altra chiave della porta.

Per parecchi mesi Etcher tenne la chiave in un posto sicuro prendendo talvolta in considerazione l'eventualit di disfarsene; e non per il mero timore di essere incriminato, ma piuttosto perch non aveva mai veramente pensato di aprire la porta per vedere cosa nascondesse. A Etcher non interessava sapere cosa ci fosse dietro la porta. Non era quella la ragione per cui aveva preso la chiave. L'aveva presa semplicemente per prenderla; subito dopo si era meravigliato per la facilit con cui si era spinto a tanto, nonch per la disinvoltura con cui aveva mentito al prete, quando questi, preso dal panico, era tornato per cercarla. Fu solo pi tardi che venne tentato di rischiare la sorte e di aprire effettivamente la porta; la forza di quella tentazione lo sgoment proprio perch la curiosit non era il nodo del problema. Era all'atto dell'aprire che non sapeva resistere, come se l'aprire dovesse corrispondere all'atto di prendere. E mentre rimaneva in attesa che Tedi gli dicesse di essere incinta, mentre aspettava che il destino stabilisse in quel modo quali dovevano essere le sue responsabilit, mentre i mesi con il loro trascorrere gli concedevano ulteriori dilazioni, la sua avventatezza arriv al punto di spingerlo a decidersi.

Avrebbe cercato di aprire la porta, decise. Concluse, per, che il fabbro doveva certamente aver cambiato la serratura nel rifare la chiave. Avrebbe cercato di aprire la porta, la porta non si sarebbe aperta e lui avrebbe potuto disfarsi della chiave e, con essa, della tentazione cui aveva ceduto.

Ma il fabbro non aveva cambiato la serratura e, nell'oscurit degli archivi, la porta si apr.

Come Etcher aveva immaginato, la stanza era piccola, una cripta pi che una stanza vera e propria. C'erano solo libri e nient'altro - quasi un centinaio di libri, tutti uguali a quello preso dal prete e riportato dal suo assistente. I libri erano vecchi e polverosi, con sudice copertine rosse che non recavano n i titoli n i nomi degli autori; alcune etichette poste lungo il bordo degli scaffali si limitavano a catalogarli come Volumi Inespurgati della Storia Inconscia. In quel momento Etcher fu sul punto di uscire dalla cripta sbattendo la porta; in quel momento, malgrado non avesse alcuna idea di quale fosse il senso di quei volumi, nacque in lui un sospetto che aliment le sue intenzioni sovversive. In qualche modo Etcher cap all'istante che se l'avessero scoperto l dentro, lui sarebbe scomparso per sempre e nessuno l'avrebbe mai pi visto. Cap che l'infrazione di essere entrato in quella stanza era pi di un semplice tradimento. Era eresia. Indugi nella cripta abbastanza a lungo da tirare gi dagli scaffali uno dei volumi, da prenderne un altro e, infine, aprirli. Quei libri elencavano eventi di cui Etcher non aveva mai sentito parlare; riferivano di gente che nessuno aveva mai conosciuto e di paesi che nessuno aveva mai visto. Lesse di vite che nessuno aveva mai vissuto e si immerse nello studio di mappe di posti in cui nessuno era mai stato. I rumori della Chiesa Centrale, gli scricchiolii delle pareti, i passi in lontananza di persone che si muovevano negli alloggi, riecheggiarono nella cripta finch, con l'alba che si affacciava all'orizzonte, i nervi di Etcher crollarono.

Attanagliato dal terrore, si precipit dagli archivi verso l'ingresso della Chiesa Centrale per trovarsi davanti, in piena notte, due poliziotti.

Erano certamente poliziotti. Uno era di grande corporatura e di pelle nera, l'altro basso e con i capelli rossi; sembravano tesi. Era certo che lo stessero aspettando, pens di essere stato tradito dalla soffiata di un testimone nascostosi nell'ombra o da un allarme suonato a miglia di distanza. In realt i poliziotti gli prestarono poca attenzione ed Etcher li oltrepass senza che questi accennassero il bench minimo movimento. Lui per era convinto che l'avrebbero fermato prima che fosse arrivato alla porta. Fu soltanto dopo aver lasciato l'edificio, dopo aver sentito il sudore freddo colargli sul viso e l'aria entrargli nei polmoni, fu solo dopo essere arrivato a casa per trovare Tedi che dormiva, senza notizie decisive sulle labbra, che credette veramente di essersene andato via. Non riusc a dormire. Pens di farsi un bicchiere, ma dopo avere estratto la bottiglia proibita dalla credenza, cambi idea e la rimise al suo posto. L'impulso di sbarazzarsi per sempre della chiave si era impadronito di lui; usc e, nel mezzo della notte, cominci a camminare intorno all'obelisco del cerchio, mormorando tra s. Per molto tempo cerc di pensare a dove avrebbe potuto gettare la chiave, e pi ci pensava pi l'impulso di sbarazzarsene si placava, finch decise - sorprendendo se stesso - che forse non era poi cos necessario sbarazzarsene.

Si concesse allora il lusso di un ultimo atto sovversivo: tenere la chiave. Sarebbe servito a calmarlo, ad arginare la sua ansia di ribellione.

Passarono diversi giorni, quindi una settimana e poi due, ma niente cambi; quegli attimi trascorsi clandestinamente nella cripta continuavano a ossessionarlo. Quegli attimi erano come una droga per lui, una droga che aveva provato e che adesso era finita, lasciandolo nervoso e agitato; era una droga ammiccante, che sembrava schernirlo per come la sua vita si ostinava a rimanere sempre uguale a se stessa. E malgrado fosse assurdo ritenere che il rubare uno dei volumi custoditi nella cripta avrebbe potuto cambiare in qualche modo la situazione, un impulso inconscio insisteva che un tale gesto potesse cambiare non tanto la sua vita quanto la sua stessa persona. Etcher decise cos di attraversare il rubicone della sovversione e a quel punto non ci fu pi modo di tornare indietro. Non aveva idea di cosa potesse significare spingersi a un simile punto di non ritorno. Non aveva idea di cosa ne sarebbe stato di lui una volta oltrepassato quel punto. Si aggrapp alla convinzione che le idee gli si sarebbero chiarite prima dell'arrivo del momento decisivo e perci avrebbe avuto il tempo necessario a cambiare idea.

Cominci a lavorare fino a tardi tutte le sere, trascorrendo prima cinque minuti, poi dieci, poi mezz'ora nella cripta degli archivi a studiare i Volumi Inespurgati della Storia Inconscia e la loro blasfema realt. Si ritagli cos un angolo senza vie di uscita, dove l'unica scelta praticabile era quella di cospirare contro una realt che non aveva storia e della quale non si fidava pi. La svolta giunse nella notte in cui entr nella cripta non soltanto per violarne i segreti ma per sottrarre uno dei volumi. Prese un libro, se lo mise sotto il braccio, attravers l'atrio e usc dalla Centrale, immergendosi nelle tenebre cittadine. Era il volume che conteneva le voci comprese tra Sadico e Santo. La scelta di quel preciso volume per Etcher non corrispondeva a un fine preciso, lo prese a caso pensando a come sarebbero andate le cose se non avesse preso uno di quei libri; probabilmente si sarebbe nascosto per sempre nel suo angolo senza vie di uscita e non avrebbe mai avuto il coraggio di mettere in atto i suoi piani di rivolta.

La donna che aveva visto aggirarsi per gli archivi quel pomeriggio si guardava continuamente intorno, sembrava essersi perduta. Aveva con s una bambina di due anni che le somigliava in modo impressionante, non fosse stato per il colore dei capelli.

Aveva tra i venti e i trent'anni, una pelle che non era certo quella di una bianca ma nemmeno propriamente quella di una nera, degli occhi tra il verde e il marrone e dei capelli scuri e arruffati che le cadevano sul volto. Quella donna lo impression non tanto per la bellezza ma per il coraggio di essersi addentrata negli archivi, dove, finora, Etcher aveva visto solo preti. Anche un prete nell'atrio si era fermato a guardarla, non meno colpito di quanto lo fosse Etcher. La donna si avvicin molto timidamente trascinando con s la bambina. Esord con un tono di voce estremamente calmo che ricordava il rumore dell'acqua. Mi stavo chiedendo... e si blocc, fissando gli occhi blu di Etcher che galleggiavano dietro le spesse lenti degli occhiali. Li fiss in un modo simile a come li aveva guardati Kara dieci anni prima, con l'espressione di chi contempli qualcosa emerso dal letto oceanico di un sogno. Per un momento Etcher si ritrov un'altra volta sull'orlo di un nuovo rifiuto, sebbene non ci fosse niente che lei potesse rifiutare; giacch niente c'era mai stato tra lui e quella donna.

Trascorse un lunghissimo minuto prima che la donna distogliesse lo sguardo da Etcher. La bambina, nel frattempo, stava correndo su e gi per i corridoi degli archivi. Il prete nell'atrio sembrava mortificato. Polly, disse la donna alla bambina, vieni qui. La bambina non le prest molta attenzione. La madre chiuse gli occhi in segno di esasperazione. Guard nuovamente Etcher, sforzandosi di calmarsi. Mi stavo chiedendo se lei potesse aiutarmi, disse. Sto cercando di avere alcune informazioni su un parente. Sono stata... Polly!

La bambina torn accanto alla madre.

Cosa fa in questo posto? disse Etcher in preda al panico. Non perdeva d'occhio il prete che stava nell'atrio.

Si chiama Madison Hemings, cerc di spiegare la donna brevemente.  un parente lontano, credo, forse uno zio o un cugino...

Questo ufficio non  aperto al pubblico, tagli corto Etcher. Non abbiamo quel genere di informazioni.

Oh, rispose lei, mi dispiace.

Per queste cose deve andare alla polizia.

No, fece lei scuotendo il capo, no, non posso andare alla polizia, e prima che la bambina potesse allontanarsi nuovamente la madre la prese in braccio. Be', grazie lo stesso, disse con molta calma e si diresse verso l'atrio, mentre il prete ed Etcher la osservavano andarsene via.

Etcher fu depresso per il resto della giornata. Non aveva pi toccato un bicchiere dalla sera in cui era entrato nella cripta, ma adesso gli era tornata voglia di bere. Fu proprio per non tornare a bere che si port a casa il volume con le voci comprese tra Sadico e Santo; si accert che Tedi fosse gi a letto, aspett che la piantasse di supplicarlo di venire a dormire e poi and a chiudersi nell'intimit della stanza d'altare. Fu l dentro, al fioco bagliore della lampadina, che apr il libro. Non si aspettava veramente di trovare la voce Madison Hemings perch non era quello il volume giusto. Sotto la lettera esse trov tuttavia una certa Sally il cui cognome era per l'appunto Hemings; non c'era scritto molto su di lei, solo che era stata prima schiava e poi moglie del capo di un paese di cui Etcher non aveva mai sentito parlare.

Proprio come aveva fatto con il vecchio mendicante, Etcher pass le settimane seguenti a cercare la donna. Lasciava la sua unit di buon mattino nella speranza di incontrarla lungo la strada che portava alla Chiesa Centrale e smise di lavorare fino a tardi la sera in modo da poterla cercare sulla via di casa. Pensava che avrebbe potuto vederla nel buio delle strade invase dal Vog, dove i soli rumori erano le sirene della polizia, i pesanti motori degli autobus che passavano e il tintinnare metallico dei tram abbandonati. Pensava che avrebbe potuto sentire la sua flebile voce al Mercato, tra gli impietriti venditori in attesa dietro i banchi pieni di cibo, tra le rastrelliere con gli abiti appesi, tra gli acquirenti che consideravano in silenzio le offerte. Pens che i cenciosi e zoppi venditori ambulanti, accampati nei vicoli laterali, potessero estrarre dai loro mucchi di lampade, stracci, piatti e candele, qualche informazione da vendergli. Pass giornate a vagare per la citt invasa dal Vog, con la testa che gli scoppiava, le voci nella sua mente che lo incitavano alla rivolta e al disordine e il grido dei suoi pensieri che cercava di imporsi in quella confusione. Quando rientrava, a tarda notte, si giustificava con Tedi dicendo di essersi trattenuto al lavoro; mentiva come mentono gli adulteri quando devono nascondere le loro relazioni. Poi cominciavano a litigare e il motivo scatenante era sempre di natura sessuale. Etcher andava a dormire nello stanzino esterno e sognava di stringere tra le braccia la donna che era venuta agli archivi chiedendo notizie di Madison Hemings. Non beveva pi.

Usando i canali a sua disposizione, inoltr ai comandi di polizia una richiesta ufficiale del Primato per ottenere il fascicolo Hemings. Quando glielo recapitarono, la sorpresa di vedere il nome di Sally non fu poi cos grande. Il poliziotto che gli port il fascicolo disse, Ultimamente c' un mucchio di attivit intorno a questa pratica.

Due giorni dopo Etcher si rec nel cerchio di Sally che si trovava sul limite della zona fuorilegge chiamata Redenzione; stazion all'ombra dell'obelisco mentre il bianco del cerchio riverberava nella luce pomeridiana. Stava per decidersi ad andare a bussare, quando la porta si apr. Sulla soglia comparve un uomo pi alto e pi giovane di Etcher. Aveva dei lunghi capelli scuri e portava una maglietta. Teneva per mano la bambina che Etcher aveva visto agli archivi diverse settimane prima.

Mi scusi, disse Etcher, io... e si blocc, non sapendo cosa dire. Era arrivato al cerchio in autobus e per tutto il viaggio non aveva fatto che pensare cosa avrebbe detto a Sally; l'improvvisa apparizione del marito non fece che turbarlo ulteriormente. Mi chiedevo se fosse possibile parlare alla signora Hurley, disse.

Hurley sollev il pollice e indic l'interno dell'unit alle sue spalle. Vieni Polly, disse alla bambina, e si allontanarono verso il cerchio adiacente. Sally venne alla porta. Indossava un abito semplice, che aveva i colori della terra, della cenere e del sangue, colori che alla luce del sole non erano diversi da quello della sua pelle. Aveva i capelli sciolti. Alla vista di Etcher, sembr spaventarsi pi di quanto non lo fosse quando era venuta agli archivi. Etcher si tolse gli occhiali e lei divenne una macchia indistinta.

Entri, gli disse. Entrato nell'unit, Etcher inciamp e sbatt contro un tavolo. Va tutto bene? gli chiese. Stava cercando a tastoni un posto su cui sedersi e lei lo guid a un divano.

Mi chiamo Etcher, disse alla fine. Lavoro alla Chiesa Centrale. Poche settimane fa lei  venuta a cercare certe informazioni.

S.

Non intendevo essere brutale, disse Etcher. Ma c'era un prete nell'atrio e gli archivi non sono aperti al pubblico. Non volevo che aveste dei problemi

Come mi ha trovata?

Be', certe cose non sono cos difficili quando si lavora per la Chiesa Centrale. Non sapeva cosa dirle e non era sicuro del perch fosse l. Non sapeva se dirle della voce che aveva trovato nel volume sottratto dalla cripta degli archivi. Nel pensarci si rimise istintivamente gli occhiali, un gesto che faceva tutte le volte che si sentiva confuso, quando, per esempio, non riusciva a sentire quello che gli dicevano. L'unit era al buio, i mobili consumati. C'era un tavolo sul quale era posato un cassetto pieno di perline, ninnoli e catenine d'argento, un paio di pinze, alcune collane e degli orecchini. La stanza era poi invasa da orsetti e tigri di pezza, libri di favole e puzzle con pezzi mancanti; c'era un trenino di legno che attraversava un piccolo ponte di legno in direzione di un piccolo tunnel di legno. Le pareti erano spoglie, a parte alcuni disegni a pastelli e un poster con gli angoli arricciati su cui c'era semplicemente scritto: GANN / ARBO.

Sally si alz dal divano. Gann ci fa stare sempre al buio, disse. Tir le tende della finestra e la luce sembr coglierla di sorpresa. Si mise le mani davanti agli occhi spostandosi lateralmente, all'ombra dell'obelisco. Torn al divano e si sedette accanto a Etcher; l'obelisco disegnava su di lei una striscia nera che le oscurava la triste espressione del volto. Non sembrava in grado di sopportare la rivelazione di un altro segreto, perci Etcher evit di parlare della voce contenuta nel libro. Pens che la cosa pi tragica di Sally fosse che il dolore la rendeva pi bella. Il fatto che la chimica del dolore la facesse risplendere a quel modo gli sembr il peggiore inganno della sua bellezza. Il suo sorriso era cos dolce e toccante proprio perch mascherava il suo strazio; e non appena il suo strazio venne smascherato, non appena l'ombra dell'obelisco si dissolse nella grigia luce del crepuscolo, la sua bellezza gli sembr una sfida a tutte le regole e le definizioni conosciute. Etcher non poteva fare a meno di guardarla malgrado non gli riuscisse di tenere gli occhi su di lei.

Be', fece, questo  quanto volevo dirle. Rimasero per un attimo in silenzio ed Etcher pens che avrebbe dovuto alzarsi e andarsene. Indic il cassetto con dentro i gioielli, le collane e gli orecchini. Li fa lei? chiese.

S. Prese una delle collane e se la pos sul collo bruno.

 carina, disse lui. Nelle sue intenzioni iniziali voleva solo essere gentile, ma poi si allung per toccare la collana; lei gliela mise in mano. Non aveva mai visto una collana come quella. Strani amuleti e simboli primitivi pendevano dagli anelli. Ha mai subito una perquisizione? Si rese conto di essere stato un po' brusco nel fare quella domanda.

Io... non lo so, disse.  difficile esserne certi. Quando sei nella stanza d'altare non sai mai se siano nella tua unit o meno. Non si sa nemmeno se la polizia  venuta in questa zona.

Questo  il genere di cose che loro confiscano. Dovrebbe nasconderli, disse.

Oh.

 di queste parti? e anche stavolta la domanda suon brusca.

No. La certezza della risposta ondeggi nell'aria. E lei?

Vengo da un villaggio lontano, a nord, su nel Ghiaccio.

Lei disse, Anch'io vengo da un altro posto.

Si trova in citt da molto?

Io... mi faccia pensare. Da quando sono sposata, comunque. Un paio di anni. Ci siamo sposati quando sono rimasta incinta. E lei,  sposato?

S.

Avete dei bambini?

Gli si secc la bocca. S. Posso avere qualcosa da bere?

Certo. Si alz per andargli a prendere un bicchiere d'acqua, poi torn a sedersi. Lasci passare un istante e disse, Quanti?

Quanti cosa?

Bambini.

Nessuno, scuotendo il capo.

Oh, disse lei. Mi sembrava che avesse appena detto di avere bambini.

No, niente affatto.

Mi era sembrato di s.

Quanti anni ha sua figlia?

Due.

Me l'aveva detto prima?

Ho detto che mi sono sposata quando sono rimasta incinta.

Come si chiama? le chiese, malgrado sapesse il suo nome.

Polly.

Bevve il suo bicchiere d'acqua. Spero di non aver interrotto niente. Posso andarmene.

Gann stava solo portando Polly a fare una passeggiata.

Spero che non sia un problema, la mia venuta.

No. Sono felice che sia venuto. Entrambi ebbero l'immediata impressione che fosse una cosa strana da dire. Si sentivano a disagio. Ci siamo mai incontrati prima? chiese lei.

Agli archivi, annu lui, circa tre settimane fa.

S, certo, rise. Intendevo prima di allora.

Non mi sembra.

Le piacerebbe avere dei bambini?

Perch me lo chiede?

Perch stavamo parlando di bambini.

E Tedi che vuole avere dei bambini.

Questo significa che anche lei vuole avere bambini?

Uh. Si prese un altro bicchiere di acqua. L'ho promesso.

Promesso?

A Tedi, a mia moglie.

Che avreste avuto dei bambini?

S.

Lo ha promesso perch sua moglie li vuole?

S.

Lei guard la porta d'ingresso. Dovrebbe essere sicuro di quello che vuole, disse risolutamente.

Forse non si  mai sicuri di ci che si vuole, disse lui. Quando mi sono sposato ho pensato, 'Non si  mai sicuri di qualcosa finch non la si fa. Se si aspetta di essere sicuri non si fa mai niente'. Si rese conto di aver dato l'impressione che per lui il matrimonio fosse poco meno di una capitolazione e poco pi di un grandioso azzardo.

E adesso  sicuro?

No.

Ma pi sicuro di quanto era prima.

No.

Mi dispiace. Non intendevo... Be',  strana questa conversazione.

Probabilmente dovrei andarmene.

Mi dispiace.

Per cosa?

Penso di aver detto la cosa sbagliata.

No. Sono io che sono venuto per dire che mi dispiace, per l'altro giorno.

Siamo entrambi dispiaciuti.

Be', allora diciamo che non siamo pi dispiaciuti.

Va bene, fece lei ridendo.

Suon l'allerta dell'altare.

Trasalirono entrambi.  cos tardi? chiese lei.

Me ne sono dimenticato, disse lui. Passo la maggior parte del tempo a lavorare agli archivi e ho sempre sentito l'allerta come un rumore in lontananza.

Immagino che i preti non debbano correre nelle loro stanzette come il resto di noi, sorrise lei.

No, convenne lui. Lei si alz dal divano e and alla porta della stanza d'altare. Suo marito e la bambina? domand Etcher.

Chi lo sa? Stava in piedi sulla porta aperta. Pu entrare, se vuole.

Etcher si alz, entr nella stanza e lei chiuse la porta.

Nel buio della stanza si sent sfiorare il viso da un qualcosa che sembrava una ragnatela. In realt si trattava della corda che Sally aveva tirato per accendere una lampadina posta sopra le loro teste. Era una stanza d'altare ancora pi piccola della norma. Sul pavimento, contro una parete, c'era un materasso. E poi c'era un cuscino. E un piccolo cavallo rosa con una sella e una lunga criniera verde. C'era un altro paio di libri che non sembravano rientrare nel genere di quelli ammessi dal Primato; Sally li afferr per toglierli di vista, malgrado non ci fosse alcun posto dove metterli. C'era anche una bottiglia di vino mezza vuota, che lei stava osservando con un certo imbarazzo. Diede un'occhiata a Etcher.

Beviamo un po' di vino, disse lui.

Veramente?, disse lei. Era seduta sul materasso. Gli porse le bottiglia. C'era un altare nell'angolo. Non aveva un'aria molto ortodossa, un po' come i gioielli che Etcher aveva visto in soggiorno, pieno di icone primitive e feticci proibiti che non conosceva. Al centro dell'altare c'era una scatola nera di legno con sopra intagliata una rosa. Etcher stava studiando l'altare quando Sally disse, Probabilmente non  quello che ha in mente la Chiesa.

Non  un altare regolamentare, ammise Etcher. Si vers un bicchiere di vino. Era il primo bicchiere da diverse settimane e il vino sembr aprirgli nuove possibilit. Si rese conto di essere rimasto concentrato sull'altare un bel po'. Abbiamo dimenticato di nascondere i gioielli, disse.

Sono solo gioielli, disse Sally quasi per volersi difendere.

Dopo molto tempo era tornato a sentire la mente inondata dalle possibilit che gli offriva il vino. Non sono della Chiesa, le disse.

Cosa?

Le offr la bottiglia e Sally si vers un bicchiere. Non sono un prete. Non m'importa dei libri, disse, accennando con il capo ai volumi che lei aveva cercato di nascondere. Non m'importa del vino. Il mio lo compro da un contrabbandiere, e non m'importa nemmeno dell'altare. Era stupefatto che un solo bicchiere gli avesse dato alla testa. I poliziotti arrivano fino alla Redenzione?

Di tanto in tanto si sente di qualcuno a cui hanno fatto rapporto o che hanno portato dentro. Nessuno sa dire se sia una zona sotto il controllo giurisdizionale della Chiesa o meno.

E perch non lo sa nemmeno la Chiesa. Secondo la Chiesa qualsiasi cosa rientra teoricamente nella loro giurisdizione. Etcher riprese la bottiglia dalle mani di Sally. Ci sono due opinioni. In base alla prima, per tenere le cose sotto controllo bisogna mantenere la giurisdizione della zona. La seconda prevede che sarebbe pi facile controllare la situazione isolando la zona. Guard la porta. Non mi sembra che suo marito prenda troppo seriamente il fatto che  suonato l'allerta.

L'unica cosa che Gann prende seriamente  Gann.

Torner presto? chiese Etcher, continuando a guardare la porta.

Non lo so. Potrebbe essere andato al teatro.

Dov' il teatro?

Nell'Arboretum.

E porta vostra figlia all'Arboretum? Il vino gli si era sedimentato nella testa quel tanto da spingerlo a farsi un altro bicchiere.  una buona idea?

 una buona idea se Gann pensa che sia una buona idea. Poi aggiunse, Le perquisizioni non mi preoccupano. Non mi preoccupa di star chiusa qui dentro. Gann non ci viene mai. Qualche volta ci porto Polly, sorrise e sollev il cavallino con la criniera verde.

Lui disse, Mi piace la scatola.

Cosa?

La scatola. Allung la mano verso la scatola di legno nero che era sull'altare, ma la ritrasse subito dopo.

Non si preoccupi, gli disse porgendogli la scatola, pu darci un'occhiata, se vuole. Lui la prese e l'apr; era vuota. Non sapevo cosa metterci dentro.

Fece scorrere le dita lungo la rosa intagliata.  molto bella, disse. Il colore nero la rendeva sensuale. In quel momento percep nettamente l'odore di Sally che gli era accanto; si aggiust gli occhiali. Dove l'avete presa?

Non ricordo. Credevo di averla persa, credevo di averla data a qualcuno. Poi un giorno torno a casa ed eccola l. Poi gli chiese, Com' lass, nel Ghiaccio?

Manco da molto tempo. Dovetti andarmene.

Aveva famiglia laggi?

S.

Mi sembra che non voglia parlarne, gli disse.

 tutto bianco, a parte le foreste che sono buie e sterminate. La gente  tutta bianca, pelle bianca e capelli bianchi. A parte me. Ho sempre avuto la sensazione che il mio difetto di vista dipendesse dal fatto che ho i capelli neri; come se il nero dei miei capelli avesse sottratto ai miei occhi la possibilit di vedere i colori, una specie di bandiera della mia cecit. Aggiunse, Ero innamorato.

Un giorno voglio andare a vivere nel Ghiaccio.

 sicura che  questo che vuole?

S.

Bene.

Come?

Ecco... disse Etcher alzando le spalle. Madison Flemings veniva da l?

Non lo so, disse lei. A dire il vero, credo che Madison Hemings sia morto.

Chi era?

 quello che ho cercato di scoprire.

Ma com' che sapeva della sua esistenza?

Mi ha lasciato del denaro in eredit. Me l'ha portato il postino, cos come mi porta i bollettini pubblicitari tutti i mesi. Ma adesso non ce n' pi.

Di denaro?

 arrivato con la posta.

E come vivete?

Con difficolt.

Suo marito guadagna qualcosa?

No.

Ma qualcuno deve pur mantenere la bambina.

Io mi sono data da fare con i gioielli. Ma da quando c' Polly  diventato difficile. Ha un'et in cui ha bisogno di attenzioni continue. Ha appena cominciato a capire che non  pi tanto piccola e la cosa non le piace.  pi facile essere piccoli.  pi facile essere indifesi.

Ma suo padre...

Suo padre la ama. Non vorrei darle un'impressione errata. L'ha voluta dal momento in cui gli ho detto che la portavo in grembo.

Lei non pu preoccuparsi di guadagnare denaro e al tempo stesso prendersi cura della casa e di sua figlia.

 difficile.

Non  giusto, disse lui furiosamente; il vino gli stava dando alla testa.

Ho pensato di cercare di prendere una bancarella al Mercato. Ha idea di come possa fare?

Deve presentare domanda alla Chiesa per una licenza, come per avere un'unit.

Dovr andare alla polizia?

In un modo o nell'altro la richiesta va a finire alla polizia, disse lui. Forse potrei aiutarla.

Lei disse, Pensano che abbia ucciso un uomo.

Avendo letto il fascicolo della polizia, Etcher era pi scettico che colpito. Se cos fosse si troverebbe in prigione.

Forse non sono sicuri, disse lei.

Non devono essere sicuri. Possono metterla in prigione se sono sicuri, se non sono sicuri e se sono sicuri quanto va loro di esserlo. Possono metterla in prigione perch a loro piace l'idea che stia dentro. Evidentemente l'idea non piace loro, altrimenti si troverebbe in prigione.

Credo di averlo fatto.

Cosa?

Credo di averlo ucciso. Si vers un bicchiere di vino.

Perch lo pensa? domand lui, non sapendo bene cos'altro dire.

Ricordo di averlo fatto. Sono certa di ricordarlo. Ricordo il coltello. So che era mio. Ricordo che lo tenevo nel sonno.

Si ricorda di un coltello?

S.

E ricorda di averlo ucciso con un coltello.

S.

Ma quell'uomo non  stato ucciso con un coltello.

Per un momento quell'affermazione sembr cadere nel vuoto, poi Sally si volt verso di lui. Come?

Non  stato ucciso con un coltello.

E lei come lo sa?

Ho visto il fascicolo della polizia.  cos che l'ho trovata. Quell'uomo non  stato ucciso con un coltello. L'hanno colpito alla testa.

Sally cominci a piangere scuotendo la testa. Mi dispiace, disse lui, un po' confuso.

Lei scuoteva la testa. Perch non me l'hanno detto? Perch mi hanno lasciato continuare a credere che sono stata io? Non sanno quello che ho provato?

Certo che lo sanno.

A loro non importa.

Averle rivelato un segreto che lui non considerava tale, lo fece sentire stranamente esausto. Questa  la Chiesa di cui stavamo parlando.

 detestabile. Rimase in silenzio, con l'aria di chi si sente tradito.

Lui disse, Ho rubato un libro.

Cosa? rispose lei alla fine, preoccupata.

Lo tenevano chiuso in una cripta che non aprono mai.  un libro di storia. Ma ... un'altra storia. Si lasci andare sul materasso dietro di lei. La storia dei nostri segreti. Si sent improvvisamente stanco e chiuse gli occhi. La storia dentro di noi. E io l'ho rubata. Chiuse gli occhi aspettando che lei dicesse qualcosa, e poich lei non parlava si abbandon lentamente alla languida calma del vino. Si era accorto solo in parte che gli erano caduti gli occhiali dal viso. Stava ancora aspettando che lei dicesse qualcosa. Le aveva parlato del libro perch non voleva lasciarla da sola con il suo delitto. Aveva il corpo teso ma riusc comunque a lasciarsi andare; sapeva che stava per crollarle addosso e cercava di tenersi su. Apr gli occhi un attimo per poi chiuderli nuovamente.

Si era accorto solo vagamente di quanto si fosse fatto buio. La luce oltre le palpebre era diventata nera, sent lo scatto della lampadina in alto, la lampadina attaccata alla corda che prima aveva scambiato per una ragnatela. Il ritmo del respiro di Sally gli fece credere di sentire in lontananza il rumore del mare che si infrangeva contro le scogliere. Cap di essersi addormentato quando gli riecheggi nella mente il ricordo di aver sentito anche la sirena del cessato allerta.

 il cessato allarme. Visto il tempo trascorso, l'aver mormorato quelle parole era privo di senso.

Non importa, disse tra s, siamo nella Redenzione. I poliziotti comunque non vengono nella Redenzione.

La Redenzione, disse Sally dal profondo dell'oscurit,  cos che la Chiesa chiama questa zona.

S.

Desiderio, la sent dire Etcher nel buio, noi la chiamiamo cos.

Lui annu, malgrado Sally non potesse accorgersene.  buio, disse.

Vuole che riaccenda la luce?

No. Etcher cerc tastoni gli occhiali.

Sono qui. Sent la mano di Sally porgergli gli occhiali.

Non accendere la luce.

Va bene.

Sono tornati? Si riferiva al marito di Sally e alla bambina. Non riusciva a sentire nessun rumore dietro la porta della stanza d'altare.

Sally cap a chi si riferiva. Non lo so.

Non sento niente.

Se fossero tornati probabilmente sentiremmo Polly.

Riesci a vedere qualcosa?

Non al buio.

Neanch'io.

Un giorno, forse, ci andremo insieme nel Ghiaccio, disse lei.

Va bene.

Volevo dirlo prima ma non mi sembrava giusto.

Mi sembra giusto.

Non mi sembrava giusto, vista la situazione.

Vista la situazione, mi sembra giusto.

Devi essere sicuro di quello che vuoi.

Lo so.

Voglio dire, di avere un bambino.  una cosa troppo grande per non esserne sicuri. Lui annu. Ma al buio lei non poteva vederlo annuire. Mi spiace, disse lei.

C' qualcosa di mostruoso nella mia vita.

Ma no che non c'.

Pi grande diventa la vita e pi io mi faccio piccolo.

Non dovevo dire niente.

Gli caddero gli occhiali e cominci a cercarli alla cieca finch non trov la mano di lei.

Mi hanno posseduta tutti disse, e nel buio Etcher percep un tono risoluto nella sua voce. Per tutta la vita sono stata posseduta da qualcuno, prima questo, poi quello. E la cosa pi grande che abbia mai fatto  stata quella di liberarmi. Ho preso un coltello e mi sono liberata. E adesso scopro che non  cos. Mi capisci? Scopro di non averlo fatto. Tu, oggi, mi hai liberata dal peso di avere ucciso un uomo. Ma se non ho ucciso quell'uomo, significa che sono ancora una schiava. Dio maledica tutti quelli che mi hanno posseduta, la sent dire Etcher. La polizia e i preti, e Gann, e quello che c'era prima di lui.

Quello prima di lui?

Perch mi sento cos vicina a te? Mi sento vicina a te, cuore a cuore.

Lo so.

Redenzione  la parola che usano loro.

La tir a s, nel buio. O forse fu lei che lo tir a s. Era meglio cos, che fossero al buio e che nessuno dei due sapesse chi fosse stato il primo ad andare verso l'altro. All'inizio non riusc a togliersi dalla mente il pensiero che lei riuscisse a vederlo anche al buio, che lo vedesse anche se lui non riusciva a vedere lei; quando non portava gli occhiali aveva sempre la sensazione di essere cieco o invisibile. Ma quando lei lo tir a s, cap di non essere invisibile.

L'oscurit della stanza d'altare era satura di vino. Le afferr i vestiti; i colori della terra, della cenere e del sangue, gli stessi colori della sua pelle, cominciarono a scorrergli tra le dita. La sensazione di quel cotone, cos simile alla sensazione che gli procurava il corpo di Sally, gli attravers le mani. Il vino e il sangue gli pulsavano nella testa. Per un attimo pens agli occhiali, era preoccupato che potessero rimanere schiacciati e quell'idea - l'idea che rimanessero schiacciati - gli arriv dritto alla testa come il vino e il sangue. Quando la baci, svuot nella sua bocca il vino, il sangue e il senso di libert che gli infondeva l'idea degli occhiali schiacciati.

L'idea del possesso saturava l'aria. Il rumore della bottiglia di vino contro il muro era saturo di sfida; poi ci fu lo schianto dell'altare nell'angolo che, malgrado sembrasse provenire da lontano, da molto pi lontano dell'angolo della stanza, malgrado sembrasse lo schiantarsi di un altro altare in un'altra stanza di un altro paese, era saturo di sottomissione. Nell'oscurit avvert la presenza di quei seni che rompevano improvvisamente gli argini del vestito. L'avvert in modo cos intenso da rimanere scioccato. Avrebbe voluto tirare la corda della lampadina in alto per assicurarsi che fosse lei. Ma sapeva bene che anche alla luce non sarebbe stato in grado di assicurarsi di niente, che non sarebbe riuscito a vederla comunque; i suoi occhi avrebbero cominciato a ruotare convulsamente, sconvolti dalla luce improvvisa, e qualsiasi immagine fosse passata attraverso la loro retina si sarebbe perduta nel nero dei capelli di Etcher. La tenne sotto di s. Cos come era stato per il modo impetuoso con cui i suoi seni avevano inondato l'oscurit, adesso era colpito dalla velocit con cui si era denudata: il possesso era dappertutto.

Quando Etcher la prese, nel buio della stanza con l'altare andato in frantumi, entrambi capirono che in quell'amplesso lei si stava dando pi di quanto non si fosse mai data e che lui la stava prendendo pi di quanto non l'avessero mai presa prima d'allora. E malgrado ci, non era ancora abbastanza. Sally rimase commossa dal modo in cui Etcher faceva l'amore, da tutta quella tenerezza; ma sentiva di non avere altra scelta se non quella di reclamare una ferocia animale: il possesso era dappertutto e lei lo reclamava. Etcher doveva dominarla perch, nel caso non ci fosse riuscito, lei lo avrebbe divorato. C'erano due soluzioni possibili per quella lotta: o trionfava la parte migliore di Sally, quella che per tutta la vita aveva agognato la libert, o perdurava la sua vera natura, quella parte di lei che per tutta la vita aveva scelto di essere schiava; e in quel momento, in quell'oscurit, avrebbe accettato qualsiasi soluzione, tanto il trionfo che il perdurare, l'avrebbe accettata come la manifestazione di ci che lei era veramente. Tu, gli disse, perch non riusciva a ricordarsi il suo nome, oh tu, disse, aspettando che lui la reclamasse. Ma lui non la reclamava. La parte di Etcher che intendeva schiavizzarla era sopraffatta dalla parte che voleva liberarla. Sentiva Sally stringergli il sesso nelle profondit del suo corpo, la sentiva contrarsi su quella parte di lui che l'aveva invasa; nelle tenebre della stanza Etcher pens che gli sarebbero diventati bianchi i capelli, che il vino, il sangue e il senso di libert infuso dall'idea degli occhiali schiacciati sarebbero precipitati nel solo momento autentico di tutta la sua vita, che avrebbero sferzato il passaggio uterino di Sally per raggiungere quel luogo interno del suo corpo dove niente si possiede e niente  posseduto.

Il suo viso era bagnato dalle lacrime. Etcher gliele sentiva nei capelli. Il nero della sua pelle stava sommergendo la nera oscurit della stanza. Usciva dal suo corpo a fiotti e faceva fatica a credere che avesse tutto quel nero dentro di s; e proprio mentre Sally si arrendeva alla realt di quel nero straboccante, l'oscurit della stanza impallid di fronte alle lacrime che le scendevano sul viso. Soltanto allora Sally si avvide del fatto che i polsi le si erano aggrovigliati alla corda della lampadina; diede uno strattone per liberarsi da quella posizione di schiavit e nel fare ci la lampadina si mise a lampeggiare come una luce a intermittenza. Uno di quei lampi fu abbastanza lungo da gettare uno squarcio di luce sui ricordi di Sally; ricordi la cui vista le risult insopportabile, ricordi che adesso erano dati in pasto agli occhi del suo amante. E cal nuovamente quella sospensione, quella stessa sospensione che avevano avvertito dopo la sirena del cessato allarme. Tutto era immobile, il vino e la furia del possesso avevano abbandonato il buio a se stesso; non c'era certezza alcuna che lei gli avesse detto di amarlo o che lui le avesse detto di amarla, ma l'essenziale era che lui fosse certo di aver detto e sentito quelle parole, che lei fosse certa della stessa cosa e che entrambi fossero certi che non c'era altra verit al di fuori di quella. In quell'oscurit non c'era modo di poter dire se a scorrere fra di loro fosse stato il vino o le lacrime o il sangue o la fiumana nera che sommergeva la stanza, qualunque cosa fosse era comunque la pozza del loro amore, del loro scivolare l'uno nell'altra; soltanto molto pi tardi Etcher ud una vocina provenire dall'altro lato della porta. Mamma, disse la vocina. E stava per aprire la porta, quella vocina, quando un'altra voce, la voce di un uomo, le disse, Non l'aprire, Polly.

Nell'oscurit della stanza d'altare Sally si rimise il vestito. Era ancora intatto, neanche un piccolo strappo. Etcher trov gli occhiali; erano intatti anch'essi. Ma qualsiasi altra cosa nella stanza era a pezzi. Sally, bisbigli Etcher. S, gli bisbigli lei di rimando. Dietro la porta c'erano una bambina e suo padre in attesa. In quel momento per Etcher non c'era alcuna certezza di poter avere ancora il suo corpo in futuro; l'afferr per i capelli e la tir a s. Avrebbe voluto farla schiantare su di s definitivamente.

Lei apr la porta e la bambina era l, in piedi, che guardava sua madre.

Era notte, ma le tende erano state nuovamente tirate. La bambina aveva giocato con la scatola dei gioielli e adesso c'erano ninnoli e perline sparsi per il pavimento. Gunn Hurley sedeva sul divano e leggeva un volantino. Non alz nemmeno lo sguardo; guardare sua moglie e l'uomo che le stava accanto sarebbe equivalso ad ammettere che gli interessasse sapere quale tipo di relazione avevano i due, che la cosa lo avesse colpito oltre misura. Sally stava in piedi sulla porta e teneva in braccio sua figlia; per un momento la bambina diede un'occhiata a Etcher, ma distolse subito lo sguardo. Confuso, Etcher fissava Sally. Andr tutto bene? si decise a chiedere.

S.

Ti vedr ancora? avrebbe voluto chiederle. Ma aveva paura di rovinare tutto.

Lasci il cerchio, e dopo una lunga attesa prese un autobus che l'avrebbe riportato nella citt propriamente detta. Qualsiasi cosa faccia adesso, si disse fissando dal finestrino il vulcano in lontananza, non posso fare niente per lei. Non posso fingere di credere che un giorno sar mia. Devo partire dal presupposto che mia non lo sar mai, che non ci sar mai un momento in cui la nostra relazione diverr meno impossibile di quanto non mi sembri adesso. Devo partire dal presupposto che non la vedr mai pi, se non di sfuggita, che mi potr capitare di incontrarla solo per caso, camminando per strada oppure al Mercato. Devo pensare che il nostro amore rimarr sospeso nello spazio nero di una stanzetta d'altare, perch gi da domani, alla luce del giorno, con un marito e una bambina, i suoi sentimenti saranno molto diversi, se non lo sono gi adesso. Quindi, qualsiasi cosa io possa fare non avr niente a che fare con lei. Dovr avere a che fare con la mia vita, con l'uomo che sono stato in passato e che sono diventato adesso, senza pensare a lei, pensando soltanto a quello che  la mia vita adesso, una vita dove lei non c'.

Torn a casa e lasci sua moglie.

Capire il potere non aveva mai fatto parte del suo carattere. Nonostante la sua passivit non aveva mai sofferto per l'oppressione del potere altrui ed era per questa ragione che ci si rassegnava con tanta facilit; una rassegnazione che a ben guardare non scaturiva tanto dalla paura degli altri quanto da quella di se stesso. Neanche il gusto per il potere faceva parte del suo carattere ed era questa la ragione per cui gli era sempre risultato difficile capire perch dovesse esercitare una forma di potere sulle donne, perch persone come Synthia avessero cos bisogno di sentirsi sottomesse. L'unico momento in cui si eccitasse all'idea del potere era nel mezzo di un rapporto sessuale, quando non aveva la presenza di spirito per ricordarsi che il piacere non sarebbe durato per sempre, oppure in quei momenti in cui gli sembrava di provare un'inebriante sensazione di libert, momenti in cui era troppo innocente per capire di non essere affatto libero.

Adesso afferrava il significato del potere che scaturisce dallo scontro del sesso con quel senso di libert chiamato amore.

Etcher non disse di Sally a Tedi, perch non lasciava Tedi per via di Sally. Quando lasci Tedi, credeva che non ci sarebbe stato niente tra lui e Sally Quanto era accaduto tra Etcher e Tedi riguardava solo Etcher e Tedi, e in quel nuovo potere che sentiva di possedere cerc di lasciare Tedi senza abbandonarla, se mai fosse stata possibile una cosa del genere. Giunse comunque a riconoscere i limiti del lasciare senza abbandonare. Nei mesi che seguirono, sarebbe andato a trovare Tedi mentre faceva lezione - in quell'aula con i bambini, la lavagna e gli scaffali con le bibbie e i libri di testo - e si sarebbe meravigliato di quali fossero i limiti e il potere della rabbia di lei. Cap che non poteva farci niente. Cap che non poteva negarle il diritto di essere infuriata con lui e che sarebbe stato disonesto e crudele rendere Tedi complice, responsabile del fatto che lui l'aveva lasciata. Talvolta, fuori della scuola, in quella strada del centro senza finestre, accettava che Tedi sfogasse su di lui tutta la sua rabbia, perch alimentare la rabbia era il suo modo per non crollare definitivamente; solo qualche passante occasionale interrompeva momentaneamente quel penoso spettacolo. Il meglio che Etcher potesse fare era ripromettersi di non mentire se stessa Non avrebbe finto che fosse finita per colpa di Tedi o che il suo dolore non fosse poi grande. Non avrebbe detto che era meglio per lei. Etcher non credeva che fosse meglio per lei. Era convinto che, incontrandola e decidendo di vivere con lei, aveva accettato la responsabilit sul cuore e i sogni di Tedi, fosse o meno questo ci che ogni persona deve fare per l'altra, e ora aveva mandato tutto all'aria. E quando lei correva via piangendo lui rimaneva solo a sentire il rumore dei sogni di Tedi che cadevano in terra rompendosi in mille pezzi, e quando lui si decideva ad andarsene i frammenti di quei sogni gli scricchiolavano sotto le scarpe.

Due mesi dopo la fine del suo matrimonio, una notte, nel lasciare la Chiesa Centrale, Etcher sent nell'aria un odore di vino. Lo sent mentre scendeva lungo la rocca. Il vento, che soffiava verso ovest, lo portava dal mare facendolo filtrare dalle finestre dell'ascensore, quasi che oltre la costa, sotto una luna rossa e ubriaca nascosta dalla cortina del Vog, si stendesse un mare di vino. Forse sentiva quell'odore perch voleva farsi un bicchiere. Non riusciva a ricordarsi quando fosse stata l'ultima volta che aveva bevuto. Ma s che si ricordava invece. Certo che si ricordava dell'ultima volta che aveva bevuto. Si ricordava della bottiglia di vino nell'angolo della stanzetta d'altare, il rumore che faceva nel buio. Ma era meglio credere che l'odore del vino nell'aria della notte scaturisse soltanto dalla sua voglia di farsi un bicchiere; preferiva credere che fosse cos. Aveva bisogno di credere che l'odore di vino non avesse nulla a che vedere con quell'ultima volta. Malgrado non toccasse un bicchiere da molto tempo, l'idea di dover sopportare la voglia di bere era comunque tollerabile; molto pi tollerabile la sete di vino che non la fame di carne. Avesse creduto nei presagi, forse avrebbe capito cosa stava portando quell'odore. E come se l'odore del vino non fosse stato un presagio sufficientemente chiaro, uscendo dall'ascensore, si trov davanti un abito steso in terra. Era l'abito bianco di un prete. Non gli era mai capitato di vedere un vestito steso in terra a quel modo, sembrava l'unica cosa rimasta di una persona sparita all'improvviso. Il vento lo trasport con s per quasi un metro. Etcher lo raccolse. Una volta lo avrebbe gettato via immediatamente, per paura di essere coinvolto in chiss quale atto criminoso. Ma adesso, con estrema noncuranza, si mise l'abito sulle spalle e riprese a camminare. In fondo alla rocca, non molto lontano dal punto in cui aveva raccolto l'abito, trov Salty che lo aspettava: i suoi capelli scossi da quel vento di vino sembravano alghe impazzite.

Non sono riuscita a toglierti dalla mia testa.

Dove sei stata? le chiese.

Lo chiese come se lei avesse mancato di rispettare un appuntamento. Tante di quelle volte si era immaginato di incontrarla, che il trovarsela davanti in piena notte gli sembr una cosa assolutamente normale e, al tempo stesso, assolutamente irreale. Prov una tale euforia nel vederla che quasi si spavent. Era proprio questa la situazione per cui si era preparato: trovarsela davanti e sentire che gli diceva, Non sono riuscita a toglierti dalla mia testa. Non poteva essere sicuro che lei fosse felice di trovarsi l; non sembrava felice ma nemmeno infelice. Stava in fonda alla rocca, all'inizio del viottolo che portava all'ascensore, ed era dello stesso colore della notte che l'avvolgeva, era pi nera di quanto non l'avesse vista prima, addirittura pi nera di quanto non fosse nell'oscurit della stanzetta d'altare. Era stupenda, quella sua chimica interiore per cui era il tormento ad accendere la sua bellezza, quei suoi occhi che erano la sola luce del suo essere; s'inoltrarono nella notte camminando lungo la scogliera finch non oltrepassarono il punto in cui il piccolo steccato di legno finiva e non c'era pi alcuna protezione, solo le rocce, il vuoto e la possibilit di precipitare nell'oblio da quel bordo esterno in cui ora si amavano e ogni abbraccio era un azzardo.

Quando lei cominci a sentire freddo lui l'avvolse con l'abito bianco del prete. Non faceva pi caso al fatto che il mare avesse l'odore del vino. Sto lasciando Gann, gli disse. Lui non disse Bene, e neppure Sono felice. Annu soltanto mentre intorno a loro il Vog si disperdeva, quasi che il punto in cui si trovavano fosse stato inaridito dalla loro eresia. Fu il primo e solo momento in cui Etcher ebbe l'impressione che Aeonopolis si fosse piegata al corso del tempo; il tempo che, a sua volta, si era piegato a una magia selvaggia, fuori dal controllo di qualunque sciamano. Sally ed Etcher non si illudevano di trattenere quel momento, non desideravano fermarlo come fanno gli amanti. Sapevano che quel momento non li avrebbe aspettati. Sapevano che se ne sarebbe andato via sfrecciando in direzione del mare, allontanandosi fin quando non l'avessero perso di vista. Non speravano di andare oltre l'impeto di quel momento, di distillare la furia della loro eresia in una verit che potesse dare ragione al caos dipinto sui loro volti stupefatti. Era un'eresia che poteva spezzare decine di incantesimi lasciando in cambio la magia unica di quel momento. Nel punto in cui si trovavano, con il mare e il Vog e la notte alle loro spalle, Sally fiss Etcher negli occhi e grid, Ma tu sembri cos... felice. In realt voleva intendere qualcosa di pi, felice per lei voleva dire uno spaventoso rapimento. Capiva il suo amore, certo, ma non quella fede rapita; e lui, a sua volta, era disposto ad accettare che lei non capisse e a condividere quell'incomprensione. Lo stupiva desiderare tanto la bellezza di lei, visto che non aveva mai creduto alla possibilit di possederla. Lui non credeva al proprio destino. E questa era la dimostrazione del potere che il destino esercitava su Etcher.

Usando i canali burocratici della Chiesa, Etcher riusc a ottenere un'altra unit per s e un'altra per Sally, situate in un altro cerchio di un'altra zona della citt. Lasci a Tedi la gran parte del denaro. Dopo aver pagato i permessi per le unit, sarebbe rimasto senza soldi; non gli importava. Sentiva di aver conquistato il potere e credeva che qualsiasi cosa fosse possibile, con o senza soldi. La propriet, la valuta pi banale del potere, non aveva corso in quello sconvolgimento chiamato amore. Etcher era diventato una forza della natura; e quella non era una forza che si piegasse alla propriet, al denaro, alla burocrazia, al ricatto emotivo del matrimonio che aveva tenuto la sua vita in ostaggio. Niente di tutto questo c'entrava con quanto sarebbe giunto a fare. Furono il potere e la volont di annientare la sua rassegnazione a infondergli la spensierata temerariet con cui cominci a sottrarre dagli archivi i Volumi Inespurgati della Storia Inconscia, a uno a uno, per arrivare, sei mesi pi tardi, a svuotare la cripta.

La prima notte che and a trovare Sally dopo il trasferimento nella nuova unit, venne ad aprirgli la porta la minuscola incarnazione della sua amante, alta nemmeno un metro, la replica di sua madre non fosse stato per i capelli colore del fuoco e gli occhi, blu come quelli di Etcher. Polly lo squadr un attimo, riflettendo sul motivo della sua venuta. Poi gli chiuse la porta in faccia. Gli volle un altro minuto per trovare il coraggio di bussare nuovamente.

Non aveva conosciuto molti bambini in vita sua. Lui stesso non era mai stato veramente un bambino; nella sua infanzia protetta dai contorni sfumati del suo difetto di vista non aveva mai sviluppato l'istinto di manipolare gli adulti con le bizze e i capricci. La bambina che salut Etcher sulla porta di casa della sua amante aveva appena cominciato a imparare il potere delle bizze e della manipolazione, armi di una battaglia infinita con la quale conquistava le fugaci attenzioni di un padre chiuso in se stesso e di una madre tormentata. Era pronta a tracciare il confine che Etcher non doveva oltrepassare. Si era resa conto immediatamente di quanto Etcher fosse alla sua merc, di come si sentisse un pesce fuor d'acqua a dover trattare con lei. Polly era incantevole, allegra, bella, brillante, strana e astuta e, cosa ancora peggiore per Etcher, non aveva piet. Come ogni vero barbaro, Polly approfittava senza piet dell'indole sostanzialmente gentile di Etcher, quell'indole che  spesso la rovina della gente troppo cortese.

Una volta Polly rimase colpita dalla vista di un cane riprodotto in un libro che una sera le aveva portato suo padre di ritorno dall'Arboretum. Era un libro proibito dal Primato, ma Polly ottenne comunque che il nuovo intruso le leggesse la storia dall'inizio alla fine una e pi volte, mentre lei avrebbe abbaiato ogni qual volta un nuovo cane faceva la sua comparsa in scena. Ordin a Etcher di disegnarle altri cani. Disegn tanti di quei cani, Etcher, che alla fine il cerchio dell'obelisco ne venne interamente coperto. Una quantit enorme di cani che, peraltro, incontravano raramente l'approvazione di Polly; cani champagne, cani porpora, cani acquamarina, cani bagnati dagli spruzzi del mare e dalla rugiada del Vog. Cani, cani, cani! scandiva Polly, marciando in tondo per la stanza, fino a che lui si ribellava: Basta con i cani! Lei esplodeva in una risata; il grido con cui Etcher tradiva la propria esasperazione era musica per le orecchie di Polly. Rideva in modo cos forte e selvaggio che anche lui si metteva a ridere, e pi lei rideva pi lui continuava a ridere. Con il tempo Etcher arriv a imporre l'ordine. Con il tempo arriv a essere per Polly l'agente che ristabiliva l'ordine. In presenza di sua madre Polly si ribellava, ma quando erano solo loro due, Polly ed Etcher, si sottometteva. In seguito il suo modo di ribellarsi divenne quello di avanzare carponi per salire in grembo a Etcher, scrutarlo nei suoi occhi blu da mammuth protetti dagli occhiali e annunciare solennemente, Non sono amica tua. Etcher si rifiutava di lenire le frustrazioni di Polly. Si rifiutava di soddisfare i suoi capricci o di assecondare le sue manipolazioni. Quando si metteva a gridare a squarciagola la mollava in mezzo all'unit e andava a chiudersi nella stanza d'altare, lasciando uno spiraglio aperto, quel tanto che bastava a farle capire di non essere stata abbandonata.

Quando le crisi passavano, si instaurava un nuovo ordine. Sulla soglia dell'unit Etcher la osservava mentre inseguiva senza paura i gabbiani lungo il cerchio bianco, nella luce del sole velata dalle nuvole. Il cerchio intorno a loro era un'esplosione di bianco. La bambina tendeva il suo braccino e, in un silenzio rapito, indicava i gabbiani; sembrava testimone di un evento che nessun altro avrebbe potuto vedere, una segreta rivelazione intravista nel meccanismo della realt, nel groviglio dei suoi ingranaggi, una rivelazione destinata a essere dimenticata col tempo, quando si diventa grandi e si conosce di pi e si capisce di meno. Tra l'ordine di Polly e quello di Etcher, la terra di nessuno era rappresentata dai momenti tra la veglia e il sonno, tra il sogno e la realt, i momenti in cui la bambina di due anni giaceva nell'oscurit, quando si metteva a chiamare all'impazzata se il sonno non arrivava subito. Nel suo letto c'erano tanti di quegli animaletti che a Etcher sembrava impossibile dormirci. Gli sembrava anche un segno della possessiva solitudine della bambina, in un piccolo mondo che era sempre pieno di gente su cui non si poteva fare assegnamento.

Pi passava il tempo e pi Etcher divenne l'unico che rispondeva ai suoi appelli. Il padre di Polly se ne andava in giro con la compagnia teatrale e spesso non si faceva vedere per giorni. La madre di Polly si portava la scatola dei gioielli da una vicina e cercava di lavorare, sbarcando il lunario per s e per sua figlia. La sera Etcher prendeva Polly in braccio e la portava a fare un giro nel cerchio, camminava attorno all'obelisco mentre Polly perlustrava con lo sguardo il Vog nella speranza di intravedere una stella; gli si aggrappava al collo come se avesse imparato fin dai primi momenti di vita che presto o tardi tutto sarebbe finito. Gli si aggrappava con forza, in silenzio. Il sonno non serviva a farle allentare la presa. Nonostante ci quando Polly chiamava suo padre e suo padre non veniva, quando chiamava sua madre e sua madre non veniva, l'apparizione di Etcher era per lei una magra consolazione. Etcher non si abitu mai del tutto al fatto che Polly si mettesse a piangere perch lui non era suo padre. Non si abitu mai al fatto che non potesse fare niente per alleggerirle il cuore e niente per incantarla; i suoi occhi non avrebbero mai scintillato alla vista di Etcher come invece scintillavano a quella del padre. Non si abitu mai del tutto ad avere la responsabilit di fare il padre senza essere riconosciuto come tale e non abbandon mai del tutto la piccola e fantastica speranza che in qualche modo Polly avesse preso da lui il blu dei suoi occhi, quel blu che non divideva n con suo padre n con sua madre. Arriv per il momento della consapevolezza che Polly non era sua e che mai lo sarebbe stata; in quel momento il cuore di Etcher si spezz.

Non c'era dubbio che Gann Hurley adorasse Polly pi di chiunque altro al mondo. Adorava Polly perch rappresentava una sua estensione; l'adorava per quanto di lui c'era in lei. Forse, pensava Etcher, era questo il modo in cui ogni padre adora sua figlia. In fondo, Hurley aveva sposato Sally per la bambina che gli aveva dato. Era stato lui a insistere di avere un bambino e Sally gli aveva dato la sua Polly. Gann era una persona passiva ma la sua era una passivit diversa da quella di Etcher. Etcher sperava di sconvolgere la vita - la propria come quella di chiunque altro - il meno possibile. Gann invece era uno che distruggeva le vite. La passivit di Gann era il vuoto attraverso il quale risucchiava le vite degli altri. Se qualcuno avesse specificato a Gann che quella di avere un bambino era una scelta totale, presa per tutto il resto della sua vita, una scelta che comportava un sacrificio totale, sarebbe probabilmente caduto dalle nuvole o, al massimo, avrebbe risposto con una battuta sprezzante; gli avessero detto che per essere padre doveva rinunciare a qualcosa, avrebbe certamente preso quell'affermazione come un attentato alla propria integrit personale. Pensava che il mondo gli ruotasse intorno e ragionare con lui era come discutere con il sole, con il quale peraltro sentiva di avere una certa affinit.

Molto tempo dopo, quando tutto sarebbe finito male, Gann avrebbe guardato Etcher con un'espressione incredula e gli avrebbe detto, Hai fatto tutto questo per una donna? Forse era questo il modo in cui si vendicava del fatto che Etcher gli avesse preso la moglie. C' da dire per che Gann non avrebbe mai visto le cose a quel modo, non avrebbe mai pensato veramente che fosse stato Etcher a portargli via la moglie, nemmeno se fosse stato veramente quello il modo in cui era andata. Il che, in effetti, non era: sua moglie lo aveva lasciato e basta, una versione degli eventi che Gann non poteva accettare. Ma quello era il prezzo che Etcher doveva pagare per la sua follia: prendersi carico delle responsabilit che Gann aveva eluso. Se le vite erano fatte per essere usate, Gann era sicuro che quella di Etcher non aspettasse altro. Gann gli fece un favore. Nessuno aveva stabilito che dovesse essere Etcher quello che dava da mangiare a Polly, che la vestiva e che le dava un tetto; era stato lui stesso a scegliersi quel ruolo. E malgrado faticasse a comprendere come Gann potesse sopportare quella situazione, riteneva comunque che quel difficile ruolo fosse il giusto prezzo da pagare per ci che gli era parso di intravedere, un barlume di luce che forse avrebbe potuto voler dire felicit. Si sentiva vivo e non grazie a una donna, bens grazie a due.

Correva per raggiungere quella luce. Ogni attimo trascorreva nel sogno di questa possibilit. Correndo lanciava se stesso verso una nuova vita e un nuovo Etcher e mai, prima di allora, aveva veramente creduto nella felicit; quella corsa verso la luce era il salto nel destino di una persona che, fino a quel momento, non aveva avuto un destino. Nel pandemonio del suo amore arrivava tardi agli archivi e se ne andava presto, tralasciando di compilare i moduli e di riordinare le carte, per quanto quel lavoro lo avesse sempre divertito. Non sentiva mai il bisogno di farsi un bicchiere. La notte, approfittando del sonno in cui cadeva la bambina, faceva l'amore con Sally inebriandosi del suo odore di vino misto a cenere, spalmando il proprio corpo contro quello di lei per sporcarsi di nero, della nera cenere che era l'anima di Sally. S'inginocchiava davanti a lei e sibilava il suo nome nel passaggio ad arco del suo ventre, afferrando con i denti la gemma dei suoi sogni coperti di bolle. Non si placava mai. E quando lei lo supplicava di smettete, la ignorava. Le distendeva con la lingua i peli che aveva in mezzo alle cosce e poi faceva scivolare la bocca lungo quella piccola e setosa campana rossa. No, per favore, gemeva lei con una voce che sembrava provenire da un secolo sperduto nel tempo, da una strada impenetrabile e senza numeri civici alle porte; ed era per questo suo nuovo potere che lui l'amava, per il potere di non dare la minima importanza ai no che Sally pronunciava tra i gemiti. Quando il magnifico olio amarognolo del suo uovo nero cominciava a colarle lungo il viale uterino, niente sarebbe riuscito a fargli togliere la bocca da dove l'aveva messa, niente gli avrebbe fatto allentare la presa dal corpo di Sally, niente avrebbe potuto impedirgli di stringerle i seni nella morsa delle sue mani. Il gusto di quell'olio gli inondava la mente come fosse una droga portata da qualche stella lontana. Pronunci il suo nome. Glielo pronunci nel corpo e il nome cominci a salirle dentro, le accerchi il cuore bloccando qualsiasi possibilit di fuga, poi si incagli nella sua gola e le riemp la nera cavit della bocca. Il nome le sanguin dagli occhi e se lo ritrov davanti, scritto nel terribile alfabeto di Etcher. Il nome sfond le barricate della loro fede e invase il regno delle loro paure. A quel punto Etcher sent di non avere pi nulla da temere, se non di non avere abbastanza voce per pronunciare il suo nome, di non avere una bocca abbastanza grande da contenere l'ondata che usciva dal corpo di Sally, di non avere abbastanza forza nelle dita per tenerla saldamente immobile fino al punto di farla godere al di l di quanto lei potesse sopportare. E in quei momenti, inginocchiato davanti a lei, comprendeva che l'amore dava pienezza a una persona solo cancellandola; che l'amore era disposto a strappare qualsiasi cosa a questa persona pur di farla diventare pi grande di quanto non lo fosse mai stata; che riusciva a commuoverla, questa persona, con la pi grande e la pi distruttiva di tutte le determinazioni, la convinzione che avrebbe potuto dare la vita per qualcun altro, che avrebbe potuto morire per lei. Per Sally quei momenti erano strazianti. Non ricordava che Gann le avesse mai fatto provare un orgasmo o che si fosse anche solo lontanamente preoccupato di farglielo provare; adesso si aggrappava all'incomprensibile idea di non esserne degna, nella convinzione che il piacere - che il suo nuovo amante le donava con tanta dedizione - andasse al di l di quanto lei meritasse. Quando le labbra di Etcher la facevano tremare e i no le sgusciavano di bocca, non aveva idea di che senso ci fosse in tutto ci, di cosa significasse provare un orgasmo; le era gi capitato di provare piacere e sapeva anche che un orgasmo poteva trasformarsi tanto in una sorta di rivelazione trascendentale - un'epifania della quale avrebbe comunque dubitato - quanto in un atto di capitolazione che lei non avrebbe mai potuto perdonarsi. Le sfuggiva tuttavia il senso profondo dei no che pronunciava tra gemiti e fremiti. Nel buio cercava di capire dove sarebbe stata scagliata nel momento di massimo piacere e quando questo momento sarebbe arrivato. Nel buio cercava di capire il nome, di scorgere il volto dell'uomo che stava inginocchiato davanti a lei. Era sopraffatta dall'insistenza con cui Etcher le diceva di voler cominciare una nuova vita. Sopportava a malapena il fardello della felicit di quest'uomo. Era a malapena in grado di concepire la sua, di possibile felicit. Lui le dava tutto e le prendeva tutto, e dal momento che non riusciva a liberarsi dalla sensazione che l, dove lui credeva di poter trovare tutto, in effetti ci fosse soltanto il nulla, si sentiva piena di rimorso per essere l'oggetto di un simile imbroglio. Capiva, nelle tenebre del delirio e del godimento, che in fondo al nero abisso in cui veniva posseduta sarebbe stata lei a possedere lui; che nelle profondit di quel nero abisso l'unico indizio per conoscere realmente la propria identit era l e, al tempo stesso, era lontano da lei come mai lo era stato. E ci che le usc dal corpo per finire sulle labbra di Etcher fu l'eco di un ricordo distante, un ricordo intenzionato ad abortire la persona che Sally portava in grembo, a soffocare la sua volont di non essere mai pi posseduta. Non aveva intenzione di accettare una felicit priva di senso. Sentiva strofinare contro le sue gambe i capelli neri di Etcher e li afferr. Quando la lingua di Etcher trov il bambino, si accorse che teneva in braccio un piccolo gabbiano bianco non ancora abbastanza forte o abbastanza esperto da poter spiccare il volo. Era l'immagine della tragica alchimia dipinta sul volto di Sally, quell'alchimia per cui la sua bellezza scaturiva dal dolore; Sally non avrebbe mai potuto spiccare il volo se non da sola. E non avrebbe mai potuto distendersi in volo in compagnia del solo amante che avesse mai creduto nelle sue ali.
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FINE Parte 1.